InfoLavoro(per le Aziende): Infortuni sul lavoro e Lavoro Agile

CIRCOLARE n. 26 / 2017 INFORTUNI SUL LAVORO

Con riferimento alla ns. circolare n. 24/2017 INFORTUNI SUL LAVORO del 11/10/2017, Vi comunichiamo che è disponile il nuovo servizio telematico “Comunicazione di infortunio” (inserito sul portale INAIL all’interno della macrosezione “Denuncia di infortunio e malattia professionale”)quale esclusivo strumento da utilizzare per adempiere all’obbligo di comunicazione ai fini statistici ed informativi degli infortuni guaribili entro 3 giorni escluso il giorno dell’infortunio.

Si precisa che nel caso in cui la prognosi oggetto di “Comunicazione di infortunio” si prolunghi oltre i tre giorni, dovrà essere inviata, ai fini assicurativi, la “Denuncia/comunicazione d’infortunio”; in particolare per semplificare tale adempimento, sarà possibile nel menù dell’applicativo “Comunicazione di infortunio” accedendo alla funzione “Comunicazioni inviate” ricercare la comunicazione inoltrata e utilizzare la funzione “Converti in denuncia” in corrispondenza della comunicazione da integrare con le informazioni necessarie all’invio della “Denuncia/comunicazione d’infortunio”.

n.b.: qualora per eccezionali e comprovati problemi tecnici non fosse possibile l’inserimento on line delle denunce/comunicazioni di infortunio, le stesse dovranno essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC, utilizzando il modello scaricabile sul portale dell’INAIL alla casella di posta elettronica certificata della competente Sede locale dell’Istituto, individuata rispetto al domicilio dell’infortunato e allegando la copia della schermata di errore restituita dal sistema e ostativa all’adempimento in argomento.

DATORI DI LAVORO DOMESTICO

I datori di lavoro domestico sono obbligati a denunciare SOLO gli infortuni con prognosi superiore ai 3 giorni, inviando all’INAIL tramite raccomandata a.r. o PEC l’apposito modulo 4bis RA; per tali datori di lavoro permane l’obbligo di dare notizia all’autorità locale di pubblica sicurezza dei dati relativi alle denunce degli infortuni mortali o con prognosi superiore a trenta giorni.

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CIRCOLARE n. 27 / 2017

SMART WORKING / LAVORO AGILE

 

 

Con riferimento alla ns. circolare n. 16/2017 JOBS ACT AUTONOMI / SMART WORKING Vi comunichiamo che, sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stata resa operativa un’apposita piattaforma informatica (https://servizi.lavoro.gov.it/smartworking) messa a disposizione dei datori di lavoro pubblici e privati per comunicare ai sensi dell’art. 23 D.Lgs. 81/2017 l’avvenuta sottoscrizione di accordi per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile (c.d. smart working).

Per accedere alla suddetta piattaforma è necessario possedere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). I consulenti del lavoro e tutti gli altri soggetti abilitati, delegati dalle aziende sottoscrittrici, già in possesso delle credenziali di accesso al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, potranno accedere all’applicativo senza utilizzare SPID.

Nell’invio dell’accordo bilaterale dovranno essere indicati i dati del datore di lavoro, del lavoratore, della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato) e della sua durata. Sarà, inoltre, possibile modificare i dati già inseriti a sistema o procedere all’annullamento dell’invio.

Vi comunichiamo, inoltre, che l’INAIL (VEDI circolare n. 48 del 2017) ha chiarito che i datori di lavoro (privati o pubblici non statali) non hanno alcun obbligo di denuncia ai fini assicurativi se il personale dipendente, già assicurato per le specifiche attività lavorative in ambito aziendale, sia adibito alle medesime mansioni in modalità agile che non determinano una variazione del rischio. Nel caso in cui, viceversa, i suindicati datori di lavoro non abbiano in essere un rapporto assicurativo con l’INAIL, devono produrre apposita denuncia di esercizio, tramite i servizi on line disponibili sul portale dell’Istituto, per assicurare i lavoratori dipendenti ivi compresi quelli svolgenti le attività in modalità agile.

I lavoratori “agili”, quindi, devono essere assicurati all’INAIL se, per lo svolgimento della loro attività, sono esposti alle fonti di rischio previste dalla legge e, conseguentemente, hanno diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali e alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

                                                                             

 

InfoLavoro: Infortunio sul lavoro e Conciliazione vita -lavoro – sgravi contributivi

CIRCOLARE n. 24 / 2017 – INFORTUNI SUL LAVORO

Dal 12/10/2017, ai sensi dell’art 18, comma 1, lettera r, D.Lgs. 81/2008, per la generalità dei datori di lavoro sarà definitivamente operativo l’obbligo di comunicazione all’INAIL di tutti gli infortuni sul lavoro (con prognosi di almeno 1 giorno escluso quello dell’evento).

In particolare, il datore di lavoro:

– per gli infortuni guaribili entro 3 giorni (escluso il giorno dell’infortunio) dovrà inviare all’INAIL, ai fini statistici / informativi, “comunicazione infortunio” ENTRO 48 ore da quello in cui ne ha avuto notizia (ossia dalla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto dal lavoratore il certificato medico di infortunio o i riferimenti del certificato medico);

– per gli infortuni NON guaribili entro 3 giorni (escluso il giorno dell’infortunio) dovrà inviare all’INAIL, sia ai fini assicurativi che ai fini statistici / informativi, “denuncia di infortunio” ENTRO 48 ore da quello in cui ne ha avuto notizia (ossia dalla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto dal lavoratore il certificato medico di infortunio o i riferimenti del certificato medico); n.b.: in caso di infortunio mortale o con pericolo di morte il datore di lavoro deve segnalare l’evento entro ventiquattro ore.

Ricordiamo, inoltre, che ai sensi dell’art. 54, comma 1, D.P.R. 1124/1965 il datore di lavoro, anche quando non ricorre l’obbligo assicurativo INAIL, deve comunicare, nel termine di 2 giorni, all’autorità locale di pubblica sicurezza, gli infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni; n.b.: per il datore di lavoro soggetto agli obblighi assicurativi INAIL, tale adempimento si intende assolto con l’invio all’Istituto assicuratore della denuncia di infortunio.

Il datore di lavoro che ritardi od ometta la presentazione:

– della denuncia di infortunio è assoggettato al pagamento di una sanzione amministrativa da € 1.290= a € 7.745;

– della comunicazione di infortunio è assoggettato al pagamento di una sanzione amministrativa da € 548= a € 1.972,80= con riferimento agli infortuni da 1 a 3 giorni e da € 1.096= a € 4.932= con riferimento agli infortuni superiori a 3, fermo restando che l’obbligo di comunicazione ai fini statistici degli infortuni che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni si considera comunque assolto per mezzo della presentazione della denuncia di infortunio.

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CIRCOLARE n. 25 / 2017 – MISURE DI CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SGRAVI CONTRIBUTIVI

E’ stato firmato dal Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze il decreto interministeriale (in attesa di registrazione dalla Corte dei Conti e di pubblicazione sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) che, in attuazione dell’art. 25 D.Lgs. 80/2015, riconosce sgravi contributivi ai datori di lavoro del settore privato che nei contratti collettivi aziendali introducono misure specifiche di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e/o migliorative rispetto a quanto già previsto da CCNL di riferimento o da disposizioni normative vigenti (il beneficio è riconosciuto anche nel caso di estensione e/o integrazione di misure già previste in precedenti contratti collettivi aziendali).

In particolare tali sgravi contributivi potranno essere riconosciuti ai contratti collettivi aziendali, sottoscritti e depositati (telematicamente presso gli uffici territorialmente competenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro) a decorrere dal 01/01/2017 e fino al 31/08/2018, che prevedono interventi nelle seguenti tre aree:

A) Area di intervento genitorialità

Estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità

Estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità

Previsione di nidi d’infanzia / Asili nido / Spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali

Percorsi formativi (e-learning / coaching) per favorire il rientro dal congedo di maternità

Buoni per l’acquisto di servizi di baby sitting

B) Area di intervento flessibilità organizzativa

Lavoro agile

Flessibilità oraria in entrata e uscita

Part time

Banca ore

Cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti

C) Welfare aziendale

Convenzioni per l’erogazione di servizi time saving

Convenzioni con strutture per servizi di cura

Buoni per l’acquisto di servizi di cura

Ai fini dell’ammissione allo sgravio contributivo le misure di conciliazione previste dovranno essere in numero minimo di due di cui, almeno una individuata tra le aree di intervento A) o B) e il contratto collettivo aziendale dovrà riguardare un numero di lavoratori pari almeno al settanta per cento della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro nell’anno civile precedente la domanda; la fruizione dello sgravio contributivo è inoltre subordinata al rispetto delle condizioni di regolarità contributiva ex art. 1, comma 1175, L. 296/2006.

Ai fini dell’ammissione allo sgravio contributivo i datori di lavoro dovranno presentare all’INPS, in via telematica, apposita domanda contenente:

a) i dati identificativi dell’azienda

b) la data di sottoscrizione del contratto aziendale

c) la data dì avvenuto deposito del contratto aziendale al competente ufficio dell’Ispettorato territoriale del lavoro;

d) la dichiarazione di conformità del contratto aziendale alle disposizioni del presente decreto; l’ammissione al beneficio decorrerà dal trentesimo giorno successivo alla trasmissione delle istanze.

Le domande dovranno essere presentate all’INPS entro i seguenti termini:

a)15 novembre 2017 per i contratti depositati entro il 31 ottobre 2017, a valere sulle risorse stanziate per l’anno 2017

b)15 settembre 2018 per i contratti depositati entro il 31 agosto 2018, a valere sulle risorse stanziate per l’anno 2018

La misura dell’ammontare dello sgravio contributivo, che comunque NON potrà eccedere il 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dichiarata dal datore di lavoro nel corso dell’anno civile precedente la presentazione della domanda di ammissione allo stesso, è quantificata dall’INPS, in funzione dell’importo complessivo delle risorse finanziarie disponibili per ciascun anno, nonché del numero dei datori di lavoro richiedenti e della relativa forza aziendale media, sulla base dei dati desunti dalle dichiarazioni contributive regolarmente inviate.

Trattandosi di misura sperimentale lo sgravio contributivo, nel biennio 2017/18, sarà riconosciuto una sola volta per ciascun datore di lavoro.

I datori di lavoro che beneficeranno indebitamente dello sgravio contributivo saranno tenuti al versamento dei contributi dovuti nonché al pagamento delle sanzioni civili previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia.

Per la piena operatività del suddetto beneficio si resta in attesa sia della pubblicazione del decreto interministeriale sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e che della emanazione delle istruzioni operative da parte degli Enti preposti.

InfoLavoro: informazioni per le Aziende su scuola/lavoro, disoccupazione, ex voucher

Rubrica per le Aziende

CIRCOLARE n. 20/2017 INCENTIVI OCCUPAZIONE STUDENTI ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

L’INPS ha emanato la circolare n. 109/2017, con la quale fornisce le indicazioni e le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate nel corso degli anni 2017 e 2018 ai sensi dell’art. 1, commi 308 e seguenti, L. 232/2016).

DATORI DI LAVORO BENEFICIARI

L’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditori.

 

LAVORATORI INTERESSATI

L’esonero contributivo (pari all’esonero dal versamento per tre anni dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi INAIL, nel limite massimo di € 3.250= su base annua) riguarda le assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2018) spetta ai datori di lavoro privati che assumono, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro pari, alternativamente, almeno al:

 30% delle ore di alternanza (ai sensi dell’articolo 1, comma 33, L. n. 107/2015);

 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III D.Lgs. n. 226/2015;

 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II DPCM 25 gennaio 2008;

 30% del monte ore o, in mancanza del monte ore, 30% del numero dei crediti formativi previsti dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari.

Inoltre, tale esonero può trovare applicazione per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, di studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

RAPPORTI DI LAVORO INCENTIVATI

L’esonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni), compresi i rapporti di apprendistato, anche nelle ipotesi di regime di part-time, con l’eccezione dei contratti: a) riguardanti gli operai agricoli; b) di lavoro domestico; c) contratti di lavoro intermittente / a chiamata.

CONDIZIONI

Il diritto alla fruizione dell’incentivo è altresì subordinato al rispetto, da un lato, dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015), e, dall’altro, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori; in particolare:

– l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione;

– l’assunzione non deve violare il diritto di precedenza stabilito dalla Legge o dal CCNL;

– l’assunzione non deve riguardare dipendenti licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume ( sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari o della sussistenza di rapporti di controllo o collegamenti);

– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela del lavoro (condizioni alle quali è subordinato il rilascio del DURC);

– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.

n.b.: nel rispetto di tutte le suddette condizioni l’esonero contributivo è applicabile anche nel caso in cui l’assunzione costituisca attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o dalla contrattazione collettiva

COMPATIBILITÀ CON ALTRE FORME DI INCENTIVO ALL’OCCUPAZIONE

L’esonero contributivo NON è cumulabile con altre agevolazioni di tipo contributivo previste dalla normativa vigente ma è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica.

MISURA DELL’ESONERO CONTRIBUTIVO

Ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’incentivo è pari all’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle eventuali misure compensative ed esoneri, con eccezione di:

– dei premi e i contributi dovuti all’INAIL;

– del contributo, ove dovuto, al Fondo Tesoreria;

– del contributo, ove dovuto, ai fondi di solidarietà di cui agli artt. 26, 27, 28 e 29 del D.Lgs. n. 148/2015;

– del contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R.;

– del contributo dello 0,30%, destinato – o comunque destinabile – al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua;

– del contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla Legge n. 166/1991;

– del contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, D.Lgs. n. 182/1997.

Poiché l’incentivo opera sulla contribuzione effettivamente dovuta, in caso di applicazione delle misure compensative di cui all’art. 10, commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 252/2005 – destinazione del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, al fondo Tesoreria., nonché erogazione in busta paga della Qu.I.R – l’agevolazione è calcolata sulla contribuzione previdenziale dovuta, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle predette misure compensative. Infine, nei casi di stabilizzazione dei rapporti a termine entro sei mesi dalla relativa scadenza, trova applicazione la previsione di cui all’art. 2, comma 30, della Legge n. 92/2012, riguardante la restituzione del contributo addizionale del 1,40% previsto per i contratti a tempo determinato.

L’esonero non può comunque essere superiore alla misura massima di € 3.250,00= su base annua, da rapportare al singolo periodo di paga mensile (3.250,00 / 12 = euro 270,83); per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 8,90 (3.250,00 / 365 gg) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. La contribuzione eccedente la soglia mensile può formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima su base annua.

La durata dell’esonero è stabilita in un triennio e decorre dalla data di assunzione del lavoratore, che deve intervenire nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di fruizione dei benefici.

ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVORO

I datori di lavoro interessati devono inoltrare una richiesta attraverso l’apposita procedura telematica “308-2016”, disponibile dall’11 luglio all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Inps (www.inps.it). In particolare, occorre inviare una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, anche per assunzioni non ancora in corso, indicando:

– il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione;

– l’importo della retribuzione mensile media prevista o effettiva;

– l’aliquota contributiva datoriale che verrà applicata;

– la tipologia oraria del rapporto e l’eventuale percentuale di part time.

Entro 48 ore dalla trasmissione del modulo telematico, l’Inps calcolerà l’importo dell’incentivo spettante e verificherà la disponibilità della risorse; in caso di esito positivo, l’Istituto informerà il datore di lavoro che è stato prenotato in suo favore l’importo dell’incentivo. Quindi, entro 10 giorni di calendario dall’accoglimento della prenotazione, il datore di lavoro avrà l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta stipula del contratto di assunzione a tempo indeterminato, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. Con riferimento ai rapporti a tempo parziale, al fine di gestire le ipotesi di variazione in aumento della percentuale oraria in corso di rapporto, compreso il caso di successiva trasformazione a tempo pieno, le procedure telematiche accantoneranno in via prudenziale un importo già parametrato alla ipotetica retribuzione relativa ad un rapporto con orario a tempo pieno. Ciò premesso, sarà onere del datore di lavoro fruire mensilmente degli importi effettivamente spettanti, a prescindere da quanto autorizzato in eccesso dalle procedure.

L’esonero sarà riconosciuto, nei limiti delle risorse disponibili, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fatte salve le seguenti precisazioni.

Le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il giorno 01/01/2017 e il giorno 10/07/2017 pervenute nei 15 giorni successivi al rilascio della modulistica di richiesta dell’incentivo (ossia dal 11/07/2017) saranno oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata secondo il criterio di decorrenza dell’assunzione.

L’incentivo potrà essere fruito esclusivamente tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili / uniemens a partire dal mese di competenza LUGLIO 2017.

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 CIRCOLARE n. 22 / 2017 DIS-COLL

indennità disoccupazione

collaboratori coordinati e continuativi e assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio

Con circolari n. 115/2017 e n. 122/2017 l’INPS fornisce un riepilogo delle disposizioni che regolano l’indennità di disoccupazione DIS-COLL che a decorrere dal 1° luglio 2017 è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – già destinatari della prestazione – nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data del 1° luglio 2017.

Destinatari

Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione (n.b.: sono esclusi dal novero dei destinatari, gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica).

Si evidenzia che:

– il titolare di eventuale partita IVA attiva ma non produttrice di reddito (c.d. silente), ai fini della presentazione della domanda di DIS-COLL, dovrà provvedere preliminarmente alla chiusura della suddetta partita IVA;

– laddove – nel periodo di osservazione ai fini della ricerca del diritto, della determinazione della durata e della misura della prestazione DIS-COLL – l’assicurato, per un dato arco temporale, abbia in essere contemporaneamente un rapporto di collaborazione/ assegno di ricerca/ dottorato di ricerca con borsa di studio ed un rapporto di lavoro subordinato, può considerarsi soddisfatto il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di collaborazione ed il rapporto di lavoro subordinato.

 

Requisiti

L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:

  1. a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 (stato di disoccupazione); in particolare, si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al sistema informativo unitario, delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego (n.b.: la domanda di DIS-COLL presentata all’INPS dall’interessato equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro);
  2. b) possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione (accredito contributivo di tre mensilità) nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (n.b.: per la prestazione in argomento NON vige il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui all’art. 2116 c.c., pertanto la contribuzione deve essere stata effettivamente versata).

Base di calcolo e misura

L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile. L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2017, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DISCOLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma pari al 25 per cento della differenza tra il

reddito medio mensile e il predetto importo di 1.195 euro. L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro per l’anno 2017, annualmente rivalutato. La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.

Durata della prestazione

L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni mesi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento, con esclusione dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedenti DIS-COLL.

La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i sei mesi di fruizione.

Domanda

Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione (art. 15, co. 1, D.Lgs. n. 22/2015) devono presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione (n.b.: al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di collaborazione intercorse tra la data del 1° luglio 2017 e il 19 luglio 2017, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di DIS-COLL decorre dalla suddetta data del 19 luglio).

Condizionalità

L’erogazione della prestazione DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione (art. 19, co. 1, D.Lgs. n. 150/2015), nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego. La domanda di DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Il beneficiario della prestazione, ancora privo di occupazione, deve contattare il Centro per l’impiego entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato (art. 20, D.Lgs. n. 150/2015).

Nuova attività lavorativa

In caso in cui il beneficiario dell’indennità DIS-COLL si rioccupi con contratto di lavoro subordinato di durata inferiore o pari a 5 giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie; al termine del periodo di sospensione la prestazione riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui la stessa era stata sospesa. Nell’ipotesi di contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, lo stesso beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL.

Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R (D.P.R. n. 917/1986), deve comunicare all’INPS entro 30 giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività. Detto reddito rimane fissato nei limiti già individuati pari ad euro 8.000 per il parasubordinato e pari ad euro 4.800 per il lavoro autonomo. Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari ai suddetti limiti, la prestazione DIS-COLL sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione della prestazione sarà ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario deve presentare all’Istituto previdenziale un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Diversamente, il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Il beneficiario della prestazione DIS-COLL può svolgere prestazioni di lavoro occasionale ex D.L 50/2017 (ex voucher) nei limiti di compensi di importo non superiore a € 5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità DIS-COLL è interamente

cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione DIS-COLL non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività.

Decadenza

Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, nei casi di:

  1. a) perdita dello stato di disoccupazione;
  2. b) non regolare partecipazione alle misure di politica attiva proposte dai centri per l’impiego;
  3. c) nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni;
  4. d) inizio di una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro 30 giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DISCOLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
  5. e) titolarità di trattamenti pensionistici diretti;
  6. f) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL.

Finanziamento

L’indennità DIS-COLL viene finanziata mediante l’incremento (+ 0,51%) dal 01/07/2017 dell’aliquota contributiva applicabile ai soggetti iscritti alla gestione separata INPS privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA e i cui compensi derivano da:

– uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica (così come disciplinato dall’art. 50 – comma 1, lett. c bis, DPR n. 917/1986);

– tutte le collaborazione coordinate e continuative, anche a progetto, incluse le collaborazione occasionali;

– dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio.

Ne deriva che restano esclusi dall’aumento dell’aliquota contributiva i compensi corrisposti come:

– Componenti commissioni e collegi;

– Amministratori di enti locali (D.M. 25.5.2001);

– Venditori porta a porta (art. 19, D. Lgs 114/1998);

– Rapporti occasionali autonomi (art. 44 L. 326/2003);

– Associati in partecipazione (non ancora cessati);

– Medici in Formazione specialistica (art. 1, c. 300, L. 266/2005)

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 CIRCOLARE n. 23 / 2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) – REGIME SANZIONATORIO

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato, in data 9 agosto 2017, la circolare n. 5/2017, con la quale fornisce i primi chiarimenti in materia di regime sanzionatorio in caso di violazioni alla normativa inerente le c.d Prestazioni di lavoro occasionali (vedi ns. CIRCOLARI N. 17/2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) del 23/06/2017 e n. 19/2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) ISTRUZIONI OPERATIVE del 07/07/2017 ).

Sanzioni riguardanti sia il contratto di prestazione occasionale che il libretto famiglia

Il superamento da parte di un utilizzatore per ogni singolo prestatore del limite economico di 2.500 euro (art. 54 bis, c. 1, lett. c, D.L. 50/2017) o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco di un anno civile – ovvero del diverso limite previsto nel settore agricolo – comporta la trasformazione del relativo rapporto nella tipologia di lavoro a tempo pieno e indeterminato a far data dal giorno in cui si realizza il predetto superamento, con applicazione delle connesse sanzioni civili ed amministrative.

La violazione dei divieti di cui all’art. 54 bis, c. 5, D.L. 50/2017, – ossia l’aver acquisito “prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato (n.b.: tale divieto non trova applicazione in relazione al personale utilizzato attraverso lo strumento della somministrazione) o di collaborazione coordinata e continuativa” – integra un difetto “genetico” afferente alla costituzione del rapporto di lavoro e comporta, in applicazione dei principi civilistici, la conversione dello stesso, ove sia accertata la natura subordinata, in rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.

Sanzioni riguardanti esclusivamente il contratto di prestazione occasionale

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione – almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa – di cui all’art. 54-bis, c. 17, D.L. n. 50/2017 da parte di utilizzatori diversi dalle persone fisiche non esercenti attività professionale o di impresa, ovvero di violazione di uno dei divieti di cui all’art. 54-bis, c. 14, D.L 50/2017 (divieto di ricorso al contratto di prestazione occasionale: a) da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato; b) da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli; c) da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle

miniere, cave e torbiere; d) nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi) si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.500 “per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione”.

In tali ipotesi non trova applicazione la procedura di diffida e la sanzione ridotta ai sensi dell’art. 16 della L. n. 689/1981 è pertanto pari ad euro 833,33 per ogni giornata non tracciata da regolare comunicazione.

N.B.: tale sanzione troverà applicazione anche nel caso di comunicazione effettuata in ritardo o non contenente tutti gli elementi richiesti o, ancora, qualora detti elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato (ad esempio quando la prestazione occasionale giornaliera sia stata effettivamente svolta per un numero di ore superiore rispetto a quello indicato nella comunicazione preventiva; in tal caso il personale ispettivo INL provvederà altresì a comunicare all’INPS l’avvenuto accertamento della maggior durata della prestazione affinché l’Istituto possa adottare le proprie determinazioni)

Violazione di altri obblighi

Premesso che il prestatore di lavoro ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali di cui agli artt. 7, 8 e 9, D.Lgs. 66/2003, il mancato rispetto di tali normativa da parte di qualsiasi utilizzatore comporterà l’applicazione delle specifiche sanzioni di seguito specificate. Illecito Sanzione amministrativa
Mancata concessione del riposo giornaliero (art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 66/2003) – da 100 a 300 euro fino a cinque lavoratori (anche per un solo periodo di riferimento) e fino a due periodi di riferimento (anche solo per un lavoratore);
– da 600 a 2.000 euro da sei a dieci lavoratori (anche per un solo periodo di riferimento) e da tre a quattro periodi di riferimento (anche solo per un lavoratore);
– da 1.800 a 3.000 da undici lavoratori in su (anche per un solo periodo di riferimento) e da cinque periodi di riferimento in su (anche solo per un lavoratore).

 

 

InfoLavoro: Istruzioni operative per le prestazioni di lavoro occasionali (ex voucher)

CIRCOLARE n. 19 / 2017 – PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI – (ex Voucher)

ISTRUZIONI OPERATIVE

Con riferimento alla ns. circolare n. 17/2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) del 23/06/2017, comunichiamo che l’INPS in data 05/07/2017 ha pubblicato la circolare n. 107/2017, con la quale rende note le istruzioni operative per l’accesso alla piattaforma telematica attraverso la quale dovranno essere gestite le prestazioni di lavoro occasionali.

Premesso che vengono definite prestazioni di lavoro occasionali, le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; a tal fine i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti sono computati in misura pari al 75% del loro importo:- titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; – giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università; – persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015; – percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

e che NON possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, alle suddette prestazioni possono fare ricorso:

– le persone fisiche, NON esercenti attività professionale o d’impresa, mediante il c.d Libretto Famiglia;

– gli altri utilizzatori, mediante il c.d. contratto di prestazione occasionale

l’accesso a tali prestazioni richiede l’assolvimento di alcuni adempimenti da parte di utilizzatori e prestatori, come di seguito specificato.

Registrazione preventiva

Prestatori e utilizzatori sono obbligati a registrarsi preventivamente sulla piattaforma informatica al seguente indirizzo www.inps.it/prestazionioccasionali o avvalendosi dei servizi di contact center INPS.

Al momento della registrazione gli utilizzatori dovranno scegliere se accedere al Libretto Famiglia o al Contratto per prestazioni occasionali. Nel caso scelgano il Contratto di prestazione occasionale, sono previsti tre distinte opzioni:

– per le Pubbliche Amministrazioni;

– per le imprese agricole;

– per gli altri utilizzatori.

All’atto della registrazione, gli utilizzatori e i prestatori dovranno fornire le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e dei connessi adempimenti contributivi

I prestatori di lavoro dovranno, inoltre, indicare l’IBAN del conto corrente bancario/postale, libretto postale ovvero della carta di credito (n.b.: deve trattarsi di conto corrente bancario/postale, libretto postale intestato o cointestato al prestatore ovvero di carta di credito dotata di IBAN e intestata al prestatore), sul quale l’Istituto provvederà, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, ad erogare il compenso pattuito.

In caso di mancata indicazione dell’IBAN, l’INPS provvederà ad erogare il compenso mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici della società Poste Italiane S.p.A. con oneri a carico del prestatore che verranno trattenuti, da parte dell’Istituto, sul compenso spettante.

Libretto Famiglia

Possono fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali tramite Libretto Famiglia soltanto le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa.

Il Libretto Famiglia è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10,00 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Diversamente da quanto indicato nella ns. circolare n. 17/2017, il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

– € 8,00 per il compenso netto a favore del prestatore;

– € 1,65 per la contribuzione ivs alla Gestione separata INPS;

– € 0,25 per il premio assicurativo INAIL;

– € 0,10 per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Al termine della prestazione lavorativa, e comunque non oltre il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, l’utilizzatore tramite la piattaforma telematica INPS o avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS è tenuto a comunicare:

– i dati identificativi del prestatore;

– il luogo di svolgimento della prestazione;

– il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione;

– la durata della prestazione;

– l’ambito di svolgimento della prestazione;

– le altre informazioni per la gestione del rapporto.

La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura INPS, con l’indicazione giornaliera delle prestazioni.

Contratto di prestazione occasionale

Il Contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità.

La nuova disciplina vieta il ricorso al contratto di prestazione lavoro occasionale ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Il periodo da assumere a riferimento per il calcolo della forza aziendale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è il semestre che va dall’ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale.

Ai fini del computo devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica compresi gli apprendisti. I lavoratori part-time sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all’orario svolto. I lavoratori intermittenti sono conteggiati in proporzione all’orario effettivamente svolto nel semestre di riferimento.

Nella prima fase di avvio dell’operatività delle prestazioni di lavoro occasionale, il requisito dimensionale stabilito dalla legge (non oltre cinque dipendenti a tempo indeterminato) sarà autocertificato dall’utilizzatore attraverso la piattaforma telematica.

E’, altresì, vietato ricorrere al contratto di prestazioni occasionale:

– nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;

– da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;

– da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, a condizione che tali soggetti NON risultino iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

La misura del compenso è fissata dalle parti, purché non inferiore al livello minimo, stabilito dalla legge in € 9,00 per ogni ora di prestazione lavorativa. L’importo del compenso giornaliero non può comunque essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di quattro ore lavorative, pari a € 36,00, anche qualora la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore a quattro ore. La misura del compenso delle ore successive è liberamente fissata dalle parti, purché nel rispetto della predetta misura minima di retribuzione oraria. Al compenso spettante al prestatore, si applicano i seguenti oneri a carico dell’utilizzatore:

– contribuzione ivs alla Gestione separata INPS, nella misura del 33,0 %;

– premio assicurativo INAIL, nella misura del 3,5 %.

In relazione al compenso minimo orario di € 9,00, la misura dei predetti oneri è pari a € 2,97 (INPS ivs), € 0,32 (INAIL).

Sui versamenti complessivi effettuati dall’utilizzatore sono dovuti gli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore nella misuradell’1,0 %.

Almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa, l’utilizzatore, tramite la piattaforma informatica INPS o avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, è tenuto a fornire le seguenti informazioni:

– i dati identificativi del prestatore;

– la misura del compenso pattuita;

– il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa;

– la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione lavorativa;

– il settore di impiego del prestatore;

– le altre informazioni per la gestione del rapporto di lavoro.

La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura INPS, con l’indicazione giornaliera delle prestazioni.

Se la prestazione lavorativa non dovesse essere resa, l’utilizzatore, sempre avvalendosi della procedura telematica INPS, potrà revocare la dichiarazione inoltrata, purché ciò avvenga entro le ore 24.00 del terzo giorno successivo a quello originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione (n.b.: detto termine si riferisce alla data di svolgimento di ogni singola prestazione lavorativa giornaliera).

Pagamenti da parte degli utilizzatori

Al fine di poter ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionali è necessario che l’utilizzatore abbia preventivamente alimentato il proprio portafoglio telematico, attraverso il versamento della provvista destinata a finanziare l’erogazione del compenso al prestatore, l’assolvimento degli oneri di assicurazione sociale ed i costi di gestione delle attività.

In particolare i versamenti dovranno essere effettuati utilizzando il modello F24 Elementi identificativi (ELIDE) indicando i seguenti dati:

nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento;

nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:

– nel campo “tipo”, la lettera “I” (INPS);

– nel campo “elementi identificativi”, nessun valore; –

– nel campo “codice”, la causale contributo LIFA (per versamenti inerenti il Libretto Famiglia) o CLOC (per versamenti inerenti il Contratto di prestazione occasionale);

n.b.: è esclusa la facoltà di compensazione dei crediti.

Erogazione dei compensi ai prestatori

Il compenso al prestatore verrà pagato dall’Istituto entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione. Attraverso la piattaforma informatica, il prestatore potrà acquisire il prospetto paga mensile, con evidenza dei dati identificativi degli utilizzatori, della misura dei compensi, della contribuzione INPS/INAIL, nonché di ogni altra informazione utile per l’attestazione delle prestazioni svolte.

Profili sanzionatori

L’inosservanza da parte dell’utilizzatore:

– del limite di compenso massimo di € 2.500 per le prestazioni rese da ogni prestatore per lo stesso utilizzatore

e/o

– del limite di durata di 280 ore nell’arco di un anno

comporta la trasformazione del rapporto occasionale in lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato (per il settore agricolo, il limite di 280 ore annue è pari al rapporto tra il limite di € 2.500 e la retribuzione oraria individuata dal CCNL).

È prevista l’applicazione della sanzione amministrativa, non passibile di procedura di diffida, fino ad un massimo di € 2.500, per ogni prestazione lavorativa giornaliera avvenuta in violazione:

– dell’obbligo di comunicazione della dichiarazione da trasmettere prima dell’inizio della prestazione

– dei divieti attinenti al contratto di prestazione occasionale.

n.b: le prestazioni di lavoro occasionali di cui alla presente circolare non hanno nulla a che vedere con le prestazioni autonome occasionali c.d. “prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto” disciplinate dall’art. 2222 c.c. , per le quali continua ad applicarsi la normativa di riferimento.

InfoLavoro: jobs act, smart working, lavoro agile – prestazioni occasionali

CIRCOLARE n. 16 / 2017

JOBS ACT AUTONOMI – SMART WORKING / LAVORO AGILE

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017 – ed è entrata in vigore il 14/06/2017 – la Legge 22 maggio 2017, n. 81, c.d. Jobs Act autonomi, recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

La legge si divide in due Capi (Capo I “Tutela del lavoro autonomo” / Capo II “Lavoro agile”)

Capo I “Tutela del lavoro autonomo”

Ambito di applicazione – Lavoro autonomo (art. 1)

La disciplina del Capo I applica a tutti i rapporti di lavoro autonomo individuati dal titolo III del libro V del codice civile, incluse anche le collaborazioni occasionali disciplinate dall’art. 2222 cod. civ

Tutela nelle transazioni commerciali – Lavoro autonomo (art. 2)

Nell’ambito delle transazioni tra lavoratori autonomi e imprese o pubbliche amministrazioni e tra lavoratori autonomi, in assenza di un diverso termine contrattualmente stabilito, il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della fattura o di una richiesta di pagamento equivalente. Decorso tale termine decorrono gli interessi di mora al tasso legale vigente. Il termine contrattualmente stabilito dalle parti non può comunque superare i 60 giorni.

Clausole e condotte abusive – Lavoro autonomo (art. 3)

Sono abusive ed inefficaci le clausole apposte al contratto che prevedono:

– la facoltà, in capo al committente, di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o di recedere da esso senza congruo preavviso;

– termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento.

Costituisce abuso anche il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.

In questi casi il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni.

Vietate anche le condizioni contrattuali che integrano situazioni di abuso di dipendenza economica da intendersi come la situazione in cui un soggetto sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un altro soggetto, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi.

Invenzioni – Lavoro autonomo (art. 4)

Salvo il caso in cui l’attività inventiva costituisca già di per sé l’oggetto del contratto di lavoro, i diritti di utilizzazione economica riguardanti gli apporti originali e le invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto spettano al lavoratore autonomo, cui si applica in toto la disciplina vigente per la tutela dei diritti d’autore e della proprietà industriale.

Deleghe al Governo – Lavoro autonomo (artt. 5, 6, 11 e 16)

La legge conferisce delega espressa al Governo per l’adozione, entro 12 mesi, di uno o più decreti legislativi in applicazione dei seguenti principi e criteri direttivi:

– individuazione degli atti delle P.A. che possono essere rimessi anche ai professionisti;

– estensione delle prestazioni erogabili dalle Casse di previdenza professionale di diritto privato, previa apposita contribuzione, a tutela di casi di riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla volontà degli iscritti anche a seguito di gravi patologie;

– ampliamento dei requisiti utili alla fruizione delle prestazioni di maternità per gli iscritti alla Gestione separata non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;

– estensione della platea dei beneficiari dell’indennità di malattia in favore degli iscritti alla Gestione separata prevedendo l’esclusione della corresponsione dell’indennità per i soli eventi di durata inferiore a 3 giorni;

– incremento, fino ad un massimo dello 0,5%, dell’aliquota contributiva aggiuntiva per maternità;

– semplificazione della normativa su salute e sicurezza degli studi professionali, con la relativa razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio.

Stabilizzazione ed estensione della DIS-COLL (art. 7)

A decorrere dal 1° luglio 2017 è prevista la stabilizzazione della DIS/COLL (indennità di disoccupazione in favore dei collaboratori) e la sua estensione agli assegnisti e dottorandi con borsa di studio.

Da tale data, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di percepire la DIS- COLL, nonché per gli amministratori e i sindaci, è dovuta un’aliquota contributiva pari allo 0,51 per cento.

Disposizioni fiscali e sociali (artt. 8, 9 e 13)

A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017, tutte le spese relative all’esecuzione dell’incarico (comprese quelle alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande) se sostenute: 1) dal professionista sono integralmente deducibili se addebitate analiticamente al committente; 2) direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.

A partire dal periodo d’imposta 2017, sono integralmente deducibili: 1) le spese di partecipazione a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale, incluse le relative spese di viaggio e soggiorno, entro il limite di 10.000 euro l’anno; 2) le spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità, volte al conseguimento di sbocchi occupazionali concreti ed adeguati entro il limite annuo di 5.000 euro; 3) gli oneri sostenuti per la stipula di forme assicurative o di solidarietà sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.

Le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, con almeno 3 mensilità di contribuzione maggiorata accreditate nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile, hanno diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo complessivo tra entrambi i genitori di 6 mesi, entro i primi 3 anni di vita del bambino.

L’indennità è pari al 30% del reddito di lavoro per cui è stata versata la contribuzione maggiorata.

Se il congedo è fruito entro il primo anno di vita del bambino, l’indennità spetta a prescindere dal requisito contributivo (3 mesi nei 12 mesi precedenti) nella misura del 30% del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell’indennità di maternità/paternità. Le disposizioni valgono anche in caso di adozione o affidamento preadottivo.

I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportano una inabilità lavorativa temporanea pari al 100% sono equiparati alla degenza ospedaliera.

L’indennità di maternità è riconosciuta, per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi, a prescindere dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Accesso a bandi, appalti pubblici e mercato del lavoro – Lavoro autonomo (artt. 10 e 12)

E’ prevista l’apertura, presso i Centri per l’impiego e gli organismi autorizzati all’attività di intermediazione in materia di lavoro, di sportelli dedicati al lavoro autonomo, anche attraverso la stipula di convenzioni gratuite con ordini, collegi professionali e le maggiori associazioni di categoria.

Le P.A., in qualità di stazioni appaltanti, promuovono la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi e ai bandi per l’assegnazione di incarichi di consulenza o ricerca.

A tal fine, è previsto che anche i soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, possono costituire:- reti, anche miste, di esercenti la professione;- consorzi stabili professionali;- associazioni temporanee professionali.

Gravidanza, malattia e infortunio – Lavoro autonomo (art. 14)

La gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano attività in via continuativa per il committente non determinano l’estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per ciascun anno solare, salvo il venir meno dell’interesse del committente.

In caso di maternità, la lavoratrice può, con l’accordo del committente, farsi sostituire da soci o lavoratori autonomi di fiducia che siano in possesso dei necessari requisiti professionali. Possono essere previste anche forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.

In caso di malattia o infortunio tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, è prevista la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per un periodo massimo di 2 anni, decorsi i quali il lavoratore dovrà versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a 3 volte i mesi di sospensione.

Modifiche al codice di procedura civile (art. 15)

Modificato l’art. 409 c.p.c. specificando che, relativamente ai rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato, “La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa”.

Modificato l’art 634 c.p.c. riconoscendo anche ai lavoratori autonomi la possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo su esibizione delle scritture contabili.

Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo (art. 17)

E’ istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo a cui è riconosciuto il compito di formulare proposte in materia di politiche attive del lavoro autonomo con particolare riguardo ai modelli previdenziali, di welfare ed alla formazione professionale.

Capo II “Lavoro agile”

Lavoro agile (art. 18)

Normato il c.d smart working / lavoro agile non come nuova tipologia contrattuale ma come modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

In particolare il cd. smart working / lavoro agile è dunque una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Forma e recesso (art. 19)

L’accordo, che deve essere stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, disciplina: – l’esecuzione della prestazione anche all’esterno dei locali aziendali; – le modalità di esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro; – i tempi di riposo e il diritto alla disconnessione del lavoratore.

Il suddetto accordo può essere a termine o a tempo indeterminato; in tale ultimo caso il recesso può avvenire con un termine di preavviso non inferiore a trenta giorni (novanta giorni in caso di lavoratori disabili). In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

Trattamento, diritto all’apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore (art. 20)

Il lavoratore agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono l’attività esclusivamente all’interno dell’azienda.

Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro sono applicabili anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile.

Inoltre, è riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente e alla certificazione periodica delle competenze.

Potere di controllo e disciplinare (art. 21)

L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplina l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali, nel rispetto di quanto disposto dall’art. 4, legge n. 300/1970 e individua le condotte che danno luogo all’applicazione delle sanzioni disciplinari.

Sicurezza sul lavoro (art. 22)

Il datore di lavoro deve garantire la salute e sicurezza del lavoratore agile e tal fine deve consegnare, con cadenza almeno annuale, al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza una informativa scritta contenente i rischi generali e specifici connessi a questa particolare modalità di svolgimento del rapporto di lavoro.

Il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro riguardo la prestazione eseguita all’esterno dei locali aziendali.

Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e malattie professionali (art. 23)

Il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi all’esterno dei locali aziendali o in itinere (ossia occorsi durante il normale percorso andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta di tale luogo sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza).

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CIRCOLARE n. 17 / 2017

PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher)

In data 15/06/2017 è stata approvata la Legge di conversione del D.L 50/2017 (ed è in corso di pubblicazione in G.U.), contenente (art 54-bis) una nuova disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali.

Vengono definite prestazioni occasionali, le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; a tal fine i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti sono computati in misura pari al 75% del loro importo:- titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; – giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università; – persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015; – percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

Il prestatore ha diritto:

– all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata INPS;

– all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL;

– al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali.

Ai fini della tutela e della sicurezza del prestatore si applica l’art. 3, c. 8, D.Lgs. 81/2008; in particolare lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionali nei confronti di committente imprenditore o professionista comporta l’applicazione delle disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008.

I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Premesso che NON possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, alle suddette prestazioni possono fare ricorso:

– le persone fisiche, NON esercenti attività professionale o d’impresa, mediante il c.d Libretto Famiglia;

– gli altri utilizzatori, mediante il c.d. contratto di prestazione occasionale.

L’accesso a tali prestazioni occasionali richiede alcuni adempimenti da parte di utilizzatori e prestatori. In particolare è richiesta la registrazione, anche tramite un intermediario, all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS, di seguito denominata “piattaforma informatica INPS”, che supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico. I pagamenti possono essere altresì effettuati utilizzando il modello di versamento F24, con esclusione della facoltà di compensazione dei crediti. Alla data di pubblicazione della presente circolare la piattaforma informatica INPS, NON è ancora disponibile.

Utilizzatori persone fisiche NON esercenti attività professionale o di impresa – Libretto Famiglia

Ciascun utilizzatore persona fisica, NON esercente attività professionale o d’impresa, entro i limiti di importo suesposti, può acquistare, attraverso la piattaforma informatica INPS o presso gli uffici postali un libretto nominativo prefinanziato, denominato “Libretto Famiglia”, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori nell’ambito di:

– piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;

– assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;

– insegnamento privato supplementare.

Il Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora. Per ciascun titolo di pagamento sono interamente a carico dell’utilizzatore:

– la contribuzione alla Gestione Separata INPS (€ 1,65=);

– il premio per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL (€ 0,25=);

– oneri gestionali (€ 0,10=)

in pratica ciascuna ora lavorata verrà retribuita 10 euro netti corrispondenti a 12 euro di costo.

L’utilizzatore, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, deve comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di SMS o di posta elettronica.

Altri utilizzatori – Contratto di prestazione occasionale

Gli altri utilizzatori, entro i limiti di importo suesposti, potranno acquisire attraverso il contratto di prestazione occasionale prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità alle seguenti condizioni.

È vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

– da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;

– nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;

– da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;

– da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, a condizione che tali soggetti NON risultino iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Ai fini dell’attivazione del contratto, ciascun utilizzatore versa, attraverso la piattaforma informatica INPS, le somme utilizzabili per compensare le prestazioni. La misura minima oraria del compenso è pari a 9 euro, tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Sono interamente a carico dell’utilizzatore:

– la contribuzione alla Gestione Separata INPS (33,00 % del compenso);

– il premio per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali INAIL (3,50 % del compenso);

– oneri gestionali (1,00% degli importi versati)

in pratica ciascuna ora lavorata verrà retribuita un minimo di 9 euro netti corrispondenti a ca 12,38 euro di costo.

L’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact-center messi a disposizione dall’INPS, una dichiarazione contenente, tra l’altro, le seguenti informazioni:

a) i dati anagrafici e identificativi del prestatore;

b) il luogo di svolgimento della prestazione;

c) l’oggetto della prestazione;

d) la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni;

e) il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo.

Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di SMS o di posta elettronica.

Nel caso in cui la prestazione lavorativa non abbia luogo, l’utilizzatore è tenuto a comunicare, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, la revoca della dichiarazione trasmessa all’INPS entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione. In mancanza della predetta revoca, l’INPS provvede al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Con riferimento a tutte le prestazioni rese nell’ambito del Libretto Famiglia e del contratto di prestazione occasionale nel corso del mese, l’INPS provvede, nel limite delle somme previamente acquisite a tale scopo dagli utilizzatori, al pagamento del compenso al prestatore il giorno 15 del mese successivo, attraverso accredito delle spettanze su conto corrente bancario risultante sull’anagrafica del prestatore ovvero, in mancanza della registrazione del conto corrente bancario, mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici della società Poste italiane Spa. Gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore.

L’inosservanza da parte dell’utilizzatore:

– del limite di compenso massimo di € 2.500 per le prestazioni rese da ogni prestatore per lo stesso utilizzatore

e/o

– del limite di durata di 280 ore nell’arco di un anno

comporta la trasformazione del rapporto occasionale in lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato (per il settore agricolo, il limite di 280 ore annue è pari al rapporto tra il limite di € 2.500 e la retribuzione oraria individuata dal CCNL).

È prevista l’applicazione della sanzione amministrativa, non passibile di procedura di diffida, fino ad un massimo di € 2.500, per ogni prestazione lavorativa giornaliera avvenuta in violazione:

– dell’obbligo di comunicazione della dichiarazione da trasmettere prima dell’inizio della prestazione

– dei divieti attinenti al contratto di prestazione occasionale.

N.B.: sia il c.d Libretto Famiglia che il c.d. contratto di prestazione occasionale saranno utilizzabili solo a seguito della pubblicazione in G.U. della Legge di conversione del D.L 50/2017 e all’emanazione da parte dell’INPS delle note operative.

InfoLavoro: indennità collaboratori coordinati e continuativi

CIRCOLARE n. 12 / 2017

DIS-COLL

indennità disoccupazione collaboratori coordinati e continuativi

Con circolare n. 89/2017 l’INPS fornisce istruzioni applicative in merito all’indennità di disoccupazione mensile – denominata DIS-COLL – rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1°gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017.

Destinatari

Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS (n.b.: sono esclusi dal novero dei destinatari, gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, nonché gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borsa di studio).

Requisiti

L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:

a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 (stato di disoccupazione);

b) possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito contributivo di tre mensilità).

Base di calcolo e misura

L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile. L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2017, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DISCOLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma pari al 25 per cento della differenza tra il reddito medio mensile e il predetto importo di 1.195 euro. L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro per l’anno 2017, annualmente rivalutato. La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.

Durata della prestazione

L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni mesi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i sei mesi di fruizione.

Domanda

Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione (art. 15, co. 1, D.Lgs. n. 22/2015) devono presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione (n.b.: al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di collaborazione intercorse tra la data del 1° gennaio 2017 e il 23 maggio 2017, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di DIS-COLL decorre dalla suddetta data del 23 maggio).

Condizionalità

L’erogazione della prestazione DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione (art. 19, co. 1, D.Lgs. n. 150/2015), nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego. La domanda di DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Il beneficiario della prestazione, ancora privo di occupazione, deve contattare il Centro per l’impiego entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato (art. 20, D.Lgs. n. 150/2015).

Nuova attività lavorativa

In caso in cui il beneficiario dell’indennità DIS-COLL si rioccupi con contratto di lavoro subordinato di durata inferiore o pari a 5 giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie; al termine del periodo di sospensione la prestazione riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui la stessa era stata sospesa. Nell’ipotesi di contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, lo stesso beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL.

Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R (D.P.R. n. 917/1986), deve comunicare all’INPS entro 30 giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività. Detto reddito rimane fissato nei limiti già individuati pari ad euro 8.000 per il parasubordinato e pari ad euro 4.800 per il lavoro autonomo. Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari ai suddetti limiti, la prestazione DIS-COLL sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione della prestazione sarà ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario deve presentare all’Istituto previdenziale un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Diversamente, il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Decadenza

Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, nei casi di:

a) perdita dello stato di disoccupazione;

b) non regolare partecipazione alle misure di politica attiva proposte dai centri per l’impiego;

c) nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni;

d) inizio di una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro 30 giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DISCOLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;

e) titolarità di trattamenti pensionistici diretti;

f) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL.

Finanziamento e monitoraggio

L’indennità DIS-COLL è riconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017, nel limite di 19,2 milioni di euro per l’anno 2017.

Pertanto l’INPS riconoscerà l’indennità DIS COLL 2017 in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, non prenderà in considerazione ulteriori domande provvedendo a darne immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

L’INPS assicura il monitoraggio dell’andamento della spesa attraverso comunicazioni specifiche ai Ministeri vigilanti. In particolare sarà segnalato periodicamente il raggiungimento di significativi livelli di utilizzo dei predetti limiti annui.

 

 

 

InfoLavoro: nuove disposizioni su F24 per crediti e compensazioni

CIRCOLARE n. 10 / 2017

F24 – ENTRATEL Obbligatorio per crediti e compensazioni

L’art. 3 del D.L. 50/2017 (entrato in vigore il 24 aprile 2017) prevede nuove “disposizioni di contrasto alle indebite compensazioni” per tutti i soggetti titolari di Partita Iva, in particolare:

1- è stato stabilito l’abbassamento da 15.000 a 5.000 euro del limite per la compensazione libera dei crediti IVA. In altre parole, per compensazioni IVA in F24 superiori ad euro 5.000 sarà necessario utilizzare il visto di conformità ed utilizzare il canale Entratel.

2- è stato introdotto l’obbligo di inviare telematicamente tramite Entratel/Fisconline i modelli F24 contenenti compensazione con crediti di qualsiasi valore derivanti da qualsiasi imposta sui redditi o addizionale, ritenute alla fonte, imposta sostitutiva sul reddito, Irap e crediti d’imposta di cui al quadro RU della dichiarazione dei redditi.

A titolo esemplificativo rientrano nell’obbligo di cui al punto 2 tutte le aziende che erogano il credito D.L.66/2014 (euro 80 mensili) ad almeno uno dei propri dipendenti o le aziende che restituiscono somme attraverso il conguaglio del 730.

Questi ultimi obblighi si sommano ai precedenti già previsti in materia di compensazioni ed utilizzo crediti per i titolari di partita iva, per semplicità si riepilogano:

Modello F24 con saldo positivo senza compensazioni

Obbligo di Home Banking e facoltà canale intermediari

Modello F24 con saldo positivo e compensazione di qualsiasi tipo ed importo

Obbligo di utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline)

Modello F24 con saldo zero

Obbligo di utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline)

Si precisa che “Entratel” è lo strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate esclusivamente agli intermediari abilitati (come lo scrivente) che consente la trasmissione telematica di documenti, dichiarazioni, deleghe di pagamento ed atti mentre “Fisconline” è lo strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate che consente ai singoli contribuenti la trasmissione telematica diretta dei propri documenti fiscali previa abilitazione.

Le novità normative sono in vigore ed avranno effetto già dalla prossima scadenza del 16.05.2017.

Si informa che lo Studio può effettuare il servizio di pagamento e trasmissione a mezzo Entratel degli F24 prodotti direttamente dallo stesso alle condizioni indicate nel documento allegato.

Stante la prossimità della scadenza si chiede di manifestare la volontà di usufruire del servizio ENTRO e non oltre il 10/05/2017 per permettere allo scrivente di aggiornare le procedure informatiche.

InfoLavoro: incentivi alle aziende per l’occupazione giovani e Sud

CIRCOLARE n. 8/2017

INCENTIVI OCCUPAZIONE GIOVANI E SUD

Con circolari n. 40/2017 e n. 41/2017, l’Inps ha fornito indicazioni per l’applicazione degli incentivi all’assunzione di lavoratori registrati al “Programma Garanzia Giovani” (di seguito incentivo Occupazione Giovani) e di soggetti disoccupati effettuate in Regioni “meno sviluppate” – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – o “in transizione” – Abruzzo, Molise e Sardegna – (di seguito incentivo Occupazione SUD), rispettivamente previsti dal D.M del Ministero del lavoro n. 394/2016 e dal D.M del Ministero del lavoro n. 367/2016.

INCENTIVO OCCUPAZIONE GIOVANI L’incentivo Occupazione Giovani spetta ai datori di lavoro privati, che assumano senza esservi tenuti giovani registrati al “Programma Garanzia Giovani”, in possesso dei seguenti requisiti: – età compresa tra i 16 e i 29 anni, che abbiano assolto al diritto dovere all’istruzione e formazione, se minorenni; – non inseriti in un percorso di studio o formazione; – disoccupati (art. 19, D.Lgs. n. 150/2015). Tale incentivo è riconosciuto per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017, con una delle seguenti tipologie contrattuali, anche a tempo parziale: – contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione; – contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere; – contratto a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione, la cui durata sia inizialmente prevista per un periodo pari o superiore a 6 mesi.

Rientra, inoltre, nell’ambito di applicazione del medesimo incentivo anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

In favore dello stesso lavoratore l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto di lavoro: in sostanza una volta concesso, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’effettiva fruizione del beneficio.

In deroga al suddetto principio, nelle ipotesi di proroga dei rapporti a tempo determinato, è possibile rilasciare una seconda autorizzazione per lo stesso lavoratore, nel rispetto della misura massima di incentivo riconoscibile per i rapporti a tempo determinato, pari ad euro 4.030,00. Non ha, invece, diritto ad un ulteriore incentivo il datore che assume a tempo determinato un lavoratore e poi trasforma il rapporto a tempo indeterminato, a prescindere dalla durata del precedente rapporto a termine. L’incentivo è fruibile in 12 quote mensili a partire dalla data di assunzione del lavoratore e riguarda: – il 50% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro nella misura massima di euro 4.030,00 su base annua per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato (comprese le proroghe); – la contribuzione previdenziale a carico dei datori di lavoro nella misura massima di euro 8.060,00 su base annua per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato.

La soglia massima di esonero contributivo è riferita al periodo di paga mensile ed è pari – per i rapporti a tempo determinato – ad euro 335,83 (euro 4.030,00/12), mentre per i rapporti a tempo indeterminato la soglia massima di incentivo conguagliabile è pari ad euro 671,66 (euro 8.060,00/12). Per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, dette soglie devono essere riproporzionate, assumendo a riferimento – per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo – la misura di euro 11,04 (euro 4.030,00/365 gg) per i rapporti a tempo determinato e di euro 22,08 (euro 8.060,00/365 gg.) per i rapporti a tempo indeterminato. La contribuzione eccedente le predette soglie mensili potrà formare comunque oggetto di esonero nel corso dell’anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima pari a euro 4.030,00 per i rapporti a termine e ad euro 8.060,00 per i rapporti a tempo indeterminato. INCENTIVO OCCUPAZIONE SUD L’incentivo Occupazione SUD, è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumano soggetti disoccupati (art. 19, D.Lgs. n. 150/2015), cioè soggetti privi di impiego che abbiano dichiarato, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (art. 13, D.Lgs. n. 150/2015), la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.

L’incentivo in parola è riconosciuto per le assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato, effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017. Nell’ipotesi di trasformazione, tuttavia, al fine di consentire la massima espansione delle stabilizzazioni dei rapporti, non è richiesto il possesso del requisito di disoccupazione. In particolare i soggetti disoccupati assunti devono essere, alternativamente: – giovani di età compresa tra i 16 anni e 24 anni (intesi come 24 anni e 364 giorni); – lavoratori con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, intendendo per tali coloro che, nel predetto periodo, non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero non hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito pari o superiore a quello annuale minimo personale escluso da imposizione (rispettivamente, 4.800 e 8.000 euro).

In favore dello stesso lavoratore, l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto: dopo una prima concessione, non è, pertanto, possibile rilasciare nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’entità dell’effettiva fruizione del beneficio. L’incentivo è fruibile in 12 quote mensili dalla data di assunzione/trasformazione del lavoratore e riguarda i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nella misura massima di 8.060,00 euro su base annua per ogni lavoratore assunto.

La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale è riferita al periodo di paga mensile ed è pari a euro 671,66 (euro 8.060,00/12) e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 22,08 (euro 8.060,00/365) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile può comunque formare oggetto di esonero nel corso dell’anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima esonerabile.

DISCIPLINA COMUNE I suddetti incentivi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, sono pari alla contribuzione previdenziale a carico dei datori di lavoro (ovvero al 50% della contribuzione previdenziale in caso di assunzione a tempo determinato), con eccezione: – dei premi e i contributi dovuti all’INAIL; – del contributo, ove dovuto, al Fondo Tesoreria; – del contributo, ove dovuto, ai fondi di solidarietà di cui agli artt. 26, 27, 28 e 29 del D.Lgs. n. 148/2015; – del contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R.; – del contributo dello 0,30%, destinato – o comunque destinabile – al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua; – del contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla Legge n. 166/1991; – del contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, D.Lgs. n. 182/1997.

Poiché l’incentivo opera sulla contribuzione effettivamente dovuta, in caso di applicazione delle misure compensative di cui all’art. 10, commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 252/2005 – destinazione del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, al fondo Tesoreria., nonché erogazione in busta paga della Qu.I.R – l’agevolazione è calcolata sulla contribuzione previdenziale dovuta, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle predette misure compensative. Infine, nei casi di stabilizzazione dei rapporti a termine entro sei mesi dalla relativa scadenza, trova applicazione la previsione di cui all’art. 2, comma 30, della Legge n. 92/2012, riguardante la restituzione del contributo addizionale del 1,40% previsto per i contratti a tempo determinato.

Il diritto alla fruizione dell’incentivo è subordinato al rispetto delle seguenti ulteriori condizioni:

– l’assunzione non deve costituire attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o dalla contrattazione collettiva;

– l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione;

– l’assunzione non deve violare il diritto di precedenza stabilito dalla Legge o dal CCNL;

– l’assunzione non deve riguardare dipendenti licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume ( sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari o della sussistenza di rapporti di controllo o collegamenti);

– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela del lavoro (condizioni alle quali è subordinato il rilascio del DURC);

– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti;

Gli incentivi possono essere legittimamente fruiti nel rispetto della normativa relativa agli aiuti “de minimis” Reg. (UE) 1407/2013 o, in alternativa, oltre tali limiti nell’ipotesi in cui l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto. I suddetti incentivi non sono cumulabili con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva. Le istanze, a decorrere dal 15/03/2017, possono essere presentate all’interno dell’applicazione DiResCo, sul sito www.inps.it, utilizzando i moduli “OCC.GIOV.” e “B.SUD” (vedi INPS messaggio n. 1171/2017).

Le istanze che perverranno ENTRO il 30/03/2017 saranno oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata. Tale elaborazione riguarderà sia le istanze cui si applica il criterio speciale di priorità secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione sia le istanze cui si applica il criterio generale di priorità secondo l’ordine cronologico di invio dell’istanza stessa. In particolare le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 14/03/2017 dovranno essere inviate entro il 30/03/2017. La verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione. Per le istanze relative alle assunzioni effettuate a decorrere dal 15/03/2017 la verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo il criterio generale, costituito dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa.

Successivamente al 30 marzo 2017 sarà comunque possibile inviare istanze per assunzioni effettuate tra il 01/01/2017 e il 14/03/2017; per tali istanze la verifica delle disponibilità dei fondi sarà, tuttavia, effettuata secondo il criterio generale, costituito dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa. Contestualmente all’elaborazione cumulativa posticipata, sarà resa disponibile la funzionalità di inoltro dell’istanza di conferma per la definitiva ammissione al beneficio. Laddove l’istanza di prenotazione inviata venga accolta il datore di lavoro, per accedere all’incentivo – entro 7 giorni di calendario dall’elaborazione positiva della richiesta da parte dell’Istituto – dovrà, se ancora non lo ha fatto, effettuare l’assunzione. Entro 10 giorni di calendario dalla elaborazione positiva della richiesta da parte dell’Inps, il datore di lavoro, inoltre, avrà l’onere di comunicare – a pena di decadenza – l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. L’inosservanza del suddetto termine di 10 giorni previsto per la presentazione della domanda definitiva di ammissione al beneficio determinerà l’inefficacia della precedente prenotazione delle somme, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di presentare successivamente un’altra richiesta. L’elaborazione dell’istanza di conferma in senso positivo da parte dell’Istituto costituirà definitiva ammissione al beneficio. Il datore di lavoro la cui istanza di conferma verrà accolta riceverà l’indicazione – all’interno dello stesso modulo di conferma dell’istanza – della misura massima complessiva dell’incentivo spettante, incrementata, al fine di gestire eventuali aumenti della retribuzione nel corso del rapporto agevolato, del 5%. L’incentivo potrà essere fruito esclusivamente tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili / uniemens a  partire dal mese di competenza aprile 2017 e dovrà essere goduto, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2019.

InfoAziende – Nuovo modello di Certificazione Unica (CU) per i redditi 2016

                                                CIRCOLARE n. 5 / 2017

InfoAziende – Nuovo modello di Certificazione Unica (CU) per i redditi 2016

Con Provv. n. 10044/2017 è stato approvato il nuovo modello di Certificazione Unica (abbreviato CU) da utilizzare per i redditi corrisposti nel 2016. Il mod. CU si suddivide in due versioni:  Ordinaria: versione completa di certificazione, va trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrare entro il 07/03/2017.  Sintetica: è una versione semplificata da consegnare ai percipienti entro il 31/03/2017 o entro 12 giorni su richiesta degli stessi in caso di interruzione del rapporto di lavoro In relazione ai redditi che non possono essere dichiarati col mod. 730** (cfr. elenco in calce alla presente), l’Agenzia delle Entrate in occasione di Telefisco 2017, ha informato che pur permanendo l’obbligo di rispetto delle scadenze previste dalla normativa, non verranno sanzionate le CU inviate oltre i termini indicati, ma comunque entro la presentazione del mod.770/2017. Si precisa che le CU relative a ritenute operate su Prestazioni Occasionali dovranno essere inviate entro il 07/03/2017.

Con riferimento alle problematiche emerse in sede di compilazione/invio delle CU degli anni precedenti si precisa che:

– La CU deve essere sottoscritta dal dichiarante o da chi ne ha la rappresentanza legale, negoziale o di fatto. La sottoscrizione con firma autografa può essere sostituita, nell’ipotesi in cui il modello venga redatto mediante l’ausilio di supporti informatici, con la dicitura “il Legale Rappresentante Cognome Nome”

– Il codice fiscale del CONIUGE NON A CARICO non è obbligatorio anche se le istruzioni specificano che “per permettere all’Agenzia delle Entrate di predisporre la dichiarazione precompilata in modo più accurato, i sostituti

potranno inserire anche il codice fiscale, comunicato dai propri dipendenti, del coniuge anche se non fiscalmente a carico”.

– Nel caso in cui il sostituto di imposta abbia erogato somme relative a redditi di lavoro autonomo a percipienti esteri privi di codice fiscale, i relativi dati saranno indicati esclusivamente nel prospetto SY del mod. 770/2017 non sussistendo per tali soggetti l’obbligo di compilazione ed invio della CU.

SERVIZIO DI INVIO ALL’ AGENZIA DELL’ENTRATE DELLA CERTIFICAZIONE UNICA 2017

Con riferimento alla gestione delle Certificazioni Uniche 2017, si informa che Lo scrivente predisporrà ed invierà le CU del personale dipendente/collaboratore/soci operativi soggetti Inail.

Per quanto riguarda le “CU – Lavoratori Autonomi” che non siano già gestite dal professionista incaricato della assistenza contabile/fiscale, i Clienti potranno avvalersi del servizio di trasmissione delle medesime fornito dallo Scrivente aderendovi con la compilazione e restituzione della “scheda adesione invio CU Autonomi” debitamente sottoscritta.

In quest’ultima ipotesi i dati da indicare sulla Certificazione Unica e da inviare all’Agenzia delle Entrate, previa verifica e quadratura contabile a carico del Cliente, dovranno essere trasmessi alla propria funzionaria di riferimento per le paghe entro e non oltre il 22.02.2017, con una delle modalità di seguito specificate:

a) modello cartaceo precompilato conforme a quello ministeriale

b) file su tracciato informatico ministeriale

c) file su tracciato predisposto dalla scrivente e fornito su richiesta

E’ necessario che tutti i dati della certificazione siano esposti puntualmente con particolare attenzione sia agli importi indicati che dovranno essere senza troncamento sia all’indicazione della lettera che identifichi la “Causale” del compenso erogato. Per una maggior chiarezza si allega elenco Causali identificative della tipologia di reddito erogato e relativa scadenza.

Vi ricordiamo che la presente circolare è consultabile anche sul ns. sito www.terrazzini.it.

*Tipologie reddituali con obbligo di invio entro e non oltre il 07.03.2017 da indicare nel modello 730/REDDITI Persone Fisiche 2017 in quanto assoggettate a ritenuta a titolo d’acconto ovvero tipologie reddituali da non indicare in nessun modello di dichiarazione in quanto la tassazione si è resa già definitiva

A – prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale

B – utilizzazione economica, da parte dell’autore o dell’inventore, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico; C – utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione e da contratti di cointeressenza, quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro; D – utili spettanti ai soci promotori ed ai soci fondatori delle società di capitali; E – levata di protesti cambiari da parte dei segretari comunali; L – redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, che sono percepiti dagli aventi causa a titolo gratuito (ad es. eredi e legatari dell’autore e inventore); L1 – redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, che sono percepiti da soggetti che abbiano acquistato a titolo oneroso i diritti alla loro utilizzazione; M – prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; (c.d. occasionali con ritenuta al 20%) M1 – redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, di non fare o permettere; M2 – prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente per le quali sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata ENPAPI; N – indennità di trasferta, rimborso forfetario di spese, premi e compensi erogati: – nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche; – in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche e di cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori tecnici; O – prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata (Circ. INPS n. 104/2001); O1 – redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, di non fare o permettere, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata (Circ. INPS n. 104/2001); V1 – redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente (ad esempio, provvigioni corrisposte per prestazioni occasionali ad agente o rappresentante di commercio, mediatore, procacciatore d’affari);

**Tipologie reddituali con possibilità di invio oltre il 07.03.2017, da indicare esclusivamente nel modello REDDITI Persone Fisiche 2017 in quanto assoggettate a ritenuta a titolo d’acconto ovvero tipologie reddituali da non indicare in nessun modello di dichiarazione in quanto la tassazione si è resa già definitiva

A – prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale; G – indennità corrisposte per la cessazione di attività sportiva professionale; H – indennità corrisposte per la cessazione dei rapporti di agenzia delle persone fisiche e delle società di persone con esclusione delle somme maturate entro il 31 dicembre 2003, già imputate per competenza e tassate come reddito d’impresa; I – indennità corrisposte per la cessazione da funzioni notarili; P – compensi corrisposti a soggetti non residenti privi di stabile organizzazione per l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche che si trovano nel territorio dello Stato ovvero a società svizzere o stabili organizzazioni di società svizzere che possiedono i requisiti di cui all’art. 15, comma 2 dell’Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera del 26 ottobre 2004 (pubblicato in G.U.C.E. del 29 dicembre 2004 n. L385/30); Q – provvigioni corrisposte ad agente o rappresentante di commercio monomandatario; R – provvigioni corrisposte ad agente o rappresentante di commercio plurimandatario; S – provvigioni corrisposte a commissionario; T – provvigioni corrisposte a mediatore; U – provvigioni corrisposte a procacciatore di affari; V – provvigioni corrisposte a incaricato per le vendite a domicilio; provvigioni corrisposte a incaricato per la vendita porta a porta e per la vendita ambulante di giornali quotidiani e periodici (L. 25 febbraio 1987, n. 67); V2 – redditi derivanti dalle prestazioni non esercitate abitualmente rese dagli incaricati alla vendita diretta a domicilio; W – corrispettivi erogati nel 2016 per prestazioni relative a contratti d’appalto cui si sono resi applicabili le disposizioni contenute nell’art. 25-ter del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973; X – canoni corrisposti nel 2004 da società o enti residenti ovvero da stabili organizzazioni di società estere di cui all’art. 26-quater, comma 1, lett. a) e b) del D.P.R. 600 del 29 settembre 1973, a società o stabili organizzazioni di società, situate in altro stato membro dell’Unione Europea in presenza dei requisiti di cui al citato art. 26-quater, del D.P.R. 600 del 29 settembre 1973, per i quali è stato effettuato, nell’anno 2006, il rimborso della ritenuta ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 30 maggio 2005 n. 143; Y – canoni corrisposti dal 1° gennaio 2005 al 26 luglio 2005 da società o enti residenti ovvero da stabili organizzazioni di società estere di cui all’art. 26-quater, comma 1, lett. a) e b) del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, a società o stabili organizzazioni di società, situate in altro stato membro dell’Unione Europea in presenza dei requisiti di cui al citato art. 26-quater, del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, per i quali è stato effettuato, nell’anno 2006, il rimborso della ritenuta ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 30 maggio 2005 n. 143; ZO – titolo diverso dai precedenti.

InfoLavoro: definizione agevolata ruoli esattoriali

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CIRCOLARE n. 4 / 2017
DEFINIZIONE AGEVOLATA RUOLI ESATTORIALI
L’art. 6 del D.L. n. 193/2016 (convertito con modificazioni dalla L. 225/2016) prevede la possibilità di definire in via
agevolata i ruoli affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016, senza il pagamento di sanzioni, interessi di mora, sanzioni e somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali/assicurativi, pagando:
a) le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi da ritardata iscrizione a ruolo;
b) le somme maturate a favore dell’agente della riscossione, a titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.
SOMME ESCLUSE
Sono esclusi dalla procedura di definizione agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione relativi a:
1) risorse proprie tradizionali UE (si tratta dei dazi doganali, dei contributi provenienti dall’imposizione di diritti alla
produzione dello zucchero e dell’IVA riscossa all’importazione);
2) somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
3) crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
4) multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
5) altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai
premi dovuti dagli enti previdenziali.
La definizione agevolata delle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada è applicabile limitatamente agli
interessi.
SITUAZIONE DEBITORIA
L’agente della riscossione fornisce ai debitori i dati necessari a individuare i carichi definibili:
a) presso i propri sportelli
b) nell’area riservata del sito www.gruppoequitalia.it
(Adempimento a carico dell’azienda)
ADESIONE ALLA DEFINIZIONE AGEVOLATA
Ai fini della definizione agevolata, il debitore – ENTRO il 31 marzo 2017 – deve presentare all’agente della riscossione
apposita dichiarazione utilizzando il modulo DA1 reperibile sul sito www.gruppoequitalia.it
Tale modulo potrà essere presentato:
– presso gli sportelli dell’agente della riscossione
– inviato a mezzo casella e-mail/pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento
unitamente a copia del documento di identità del soggetto firmatario.
Il debitore dovrà indicare:
– gli estremi della cartella/avviso
– l’identificativo del carico solo nel caso di definizione agevolata di singoli carichi inseriti nella medesima cartella/avviso
– il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento (da una a cinque)
– la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, assumendosi l’impegno a rinunciare
agli stessi giudizi (n.b. entro la stessa data del 31 marzo 2017 il debitore potrà integrare, con le stesse modalità, la
dichiarazione presentata anteriormente a tale data)
– le modalità di pagamento a scelta tra
a) domiciliazione sul conto corrente indicato dal debitore nella dichiarazione
b) bollettini precompilati, che il debitore riceverà direttamente dall’agente della riscossione
c) presso gli sportelli dell’agente della riscossione
RISPOSTA DELL’AGENTE DELLA RISCOSSIONE
ENTRO il 31 maggio 2017, l’agente della riscossione comunicherà ai debitori che hanno presentato la dichiarazione
l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il
mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:
a) per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;
b) per l’anno 2018, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di aprile e settembre.
In caso di pagamento rateale il 70% delle somme complessivamente dovute dovrà essere versato nell’anno 2017 ed il
restante 30% nell’anno 2018.
MANCATO PAGAMENTO DELLE SOMME
In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato
dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione
e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione. In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo
di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del
debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero (n.b.: resta comunque rateizzabile, in deroga
alla disciplina generale, il carico per cui il debitore è decaduto dalla definizione agevolata nel caso di mancato inesatto
pagamento SOLO se si tratta di carichi non precedentemente rateizzati, e a condizione che siano trascorsi meno di
sessanta giorni tra la notifica dell’atto esecutivo e la dichiarazione di volersi avvalere della rateizzazione).
PRECISAZIONI
Per quanto riguarda i carichi affidati nel 2016, entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, con posta ordinaria,
avviserà il debitore dei carichi affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, non risulta ancora
notificata la cartella di pagamento ovvero inviata l’informazione, ovvero notificato l’avviso di addebito.
A seguito della presentazione della dichiarazione di definizione sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il
recupero dei carichi che sono oggetto di tale dichiarazione. Sono altresì sospesi, per i carichi oggetto della domanda di
definizione, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute, gli obblighi di pagamento derivanti da
precedenti dilazioni in essere relativamente alle rate di tali dilazioni in scadenza in data successiva al 31 dicembre 2016
(n.b.: devono invece risultare pagate le rate in scadenza dal 1° ottobre 2016 al 31 dicembre 2016).
L’agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili, non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi
fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della
dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che
non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero
non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
Alle somme occorrenti per aderire alla definizione, che sono oggetto di procedura concorsuale, nonché in tutte le
procedure di composizione negoziale della crisi d’impresa, si applica la disciplina dei crediti prededucibili.
DEFINIZIONE AGEVOLATA DI SOMME GIÀ OGGETTO DI DILAZIONE
E’ possibile la definizione di somme/cartelle già oggetto di rateazione con le seguenti precisazioni:
a) ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare, si tiene conto esclusivamente degli importi già
versati a titolo di capitale e interessi compresi nei carichi affidati, nonché di aggio e di rimborso delle spese per le
procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
b) restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione
agevolata, a titolo di sanzioni comprese nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora, di sanzioni e
somme aggiuntive;
c) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi
definibili, la revoca automatica dell’eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata. Il debitore, se per
effetto dei pagamenti parziali ha già integralmente corrisposto quanto dovuto, per beneficiare degli effetti della
definizione deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi con le modalità innanzi viste.
Vi ricordiamo che la presente circolare è consultabile anche sul ns. sito www.terrazzini.it