Sport & Work n.95 – 10/2017 – anno 4 Il team building nelle aziende:una leva di successo da potenziare

Che il mondo stia cambiando a grandissima velocità non è una scoperta originale. Che stia diventando sempre più complesso è sotto gli occhi di tutti. Che diventi sempre più sofisticato e per questo attaccabile è dimostrato dalle fake news e dagli hackers, spesso giovanissimi e abili nell’intrufolarsi nei sistemi I.T.

Il lavoro di chi ha responsabilità organizzative e gestionali diventa sempre più difficile, sia per l’aumento delle variabili da controllare, sia per l’impellenza dei problemi che sollecitano soluzioni in tempi sempre più brevi.

Ormai si parla di interconnessione continua. Si nota come si è sempre più schiavi degli aggeggi che in tempo reale stimolano con informazioni o richieste a cui ci si sente obbligati di rispondere immediatamente.

E’ una rincorsa continua. Sempre più concentrata sul “qui e ora”, senza tempi né spazi per progettare il domani e vedere a lungo termine le conseguenze delle azioni di oggi.

In tutto questo l’individuo appare sempre più solo, su di lui si scaricano tonnellate di informazioni da elaborare in tempo reale e da cui ottenere risposte sempre più veloci e pertanto non sempre così meditate.

Quello che conta è il rapporto 1 a 1, vale a dire a ogni input una risposta, cercando di non accumulare, con la conseguenza certa che le cose davvero importanti e non urgenti si lasciano da parte finché non diventano anche loro urgenti e si fanno sotto pressione, senza quella lucidità e accuratezza che esse richiederebbero.

Ora, siccome nessuno è una dea Kalì (otto braccia) finisce che l’entropia aumenta e che le organizzazioni spesso tralasciano di dedicarsi a costruire nel tempo, privilegiando l’operatività immediata, come se fosse l’unica realtà che conta.

E’ qui che s’innesca il discorso sulla “squadra”, sempre meno presente e sempre meno vera, tuttavia sempre più vincente laddove la si realizzi.

Infatti se è vero che occorre integrare le diverse funzioni aziendali e che bisogna indirizzare le competenze verso un unico obiettivo, è altrettanto vero che solo attraverso un gioco di squadra si possono armonizzare le diverse esigenze, le diverse attività, i diversi approcci e stili di management.

Oggi si rende ancora più necessario confrontarsi, condividere scelte e strategie, fare sinergia tra i diversi comparti che concorrono alla realizzazione di risultati.

E’ sotto gli occhi di tutti lo scempio di grandi organizzazioni (come non pensare ad Alitalia e alle Banche insolventi) gestite storicamente da vertici aziendali poco integrati, distanti dalle Operations che pur costituiscono il business, in lotta spesso fra correnti di pensiero, per non dire politiche, dove gli interessi non appaiono più quelli dei “Clienti”, bensì quelli dei portatori di interessi particolari.

Accade la stessa cosa in tante Medie Aziende, fortemente padronali, dove si gioca secondo lo schema dettato dal “padrone”, in modo verticale e canalizzato, in modo che ognuno tende a fare ciò che va bene per il proprio settore e a coprire le magagne, facendo risaltare soltanto le buone cose personalmente fatte.

Le stesse aziende, così fortemente individualizzate e separate in casa come funzioni (il classico divide et impera) se da una parte consentono di conservare il potere, dall’altra cedono sempre più spesso alla competizione sul mercato, non potendo o non riuscendo a fare fronte comune alle difficoltà e a cogliere, insieme, le opportunità che pur si presentano.

Appare quindi chiaro che solo immettendo le energie delle varie funzioni e delle diverse persone, al servizio comune dell’Impresa, accomunando l’approccio, condividendo obiettivi e metodi, integrando le pianificazioni e le attività, si può fronteggiare al meglio la complessità del mercato e della gestione, il dominio ed il controllo delle tante variabili implicate dalla conduzione moderna di un’Impresa.

Fare squadra è il comandamento principale per ogni organizzazione: è tanto vero nel mondo dello sport (dove è subito sotto gli occhi di tutti il risultato di essere riusciti a fare squadra o meno), quanto lo è, se non di più, nel mondo delle imprese, sia pubbliche, parastatali che private.

Fare squadra non è una moda passeggera, è il segreto per far funzionare le cose: l’Intelligenza Manageriale non è più o non è solo o non può essere appannaggio del conduttore o del gruppo direzionale (quando unito), è in tutta la struttura organizzativa, sia a livello verticale (dal numero 1 a tutti gli Operatori), sia sul piano Orizzontale (tra tutte le funzioni aziendali).

Ciò che si nota lavorando con molte Aziende è che manca squadra, ognuno fa per sé, si spendono energie preziose nel criticarsi l’un l’altro, c’è frustrazione, stanchezza, aggressività, pressione continua, solo in parte giustificata dalle difficoltà del mercato.

Tutto il contrario delle aziende vincenti, dove c’è squadra, unità d’intenti, lavoro d’assieme.

Se si investisse davvero sulla cultura di squadra si trasformerebbero immediatamente le energie negative in propulsione positiva: andare tutti insieme dalla stessa parte, nella stessa direzione, condividendo il cammino e i modi per gestirlo, aiuterebbe le Imprese a fare bene, a fare meglio, a dare più soddisfazione a tutte le parti interessate, clienti, utenti, fornitori, lavoratori.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)

Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)

Trainer e Coach

Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia

Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Scrum Italia a Grosseto

 

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Palazzo Aldobrandeschi

Alla presenza di circa 35 aziende, quasi tutte start-up, nella splendida cornice del Palazzo Aldobrandeschi di Grosseto, sede della Provincia di Grosseto, Scrum Italia ha tenuto un workshop gratuito a giovani imprenditori che vogliono ottimizzare la loro professionalità tramite il corso base Scrum-Rinovazio.

 

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Andrea Pernarcic

Presente lo staff al completo, dopo una breve relazione del vice presidente Giampaolo Santini, Andrea Pernarcic presidente e tutor ha spiegato la grande risorsa per le aziende del metodo Scrum-Rinovazio, brevetto italiano di Scrum Italia.

Perché Grosseto?

A Grosseto si sono aperte ottime opportunità per l’introduzione delle nuove tecnologie del sistema e si stanno mettendo le basi per un proficuo lavoro e per una buona opportunità occupazionale.logo-scrum-italia-bianco

Vi terremo informati a breve sulle altre opportunità della nostra attività.
Giampaolo Santini

 

Dumping sociale e partite Iva, oltre alla delocalizzazione

Lo ha detto a Milano, nell’ambito di un convegno organizzato in Consiglio Regionale dal Pd, Giuliano Cazzola Docente Universitario di diritto del lavoro presso UnieCampus ed ex deputato di Forza Italia: le condizioni “per far emergere gli outsider nel mercato” e non concedere troppi privilegi agli insider richiedono il dumping.

Bene, dunque la situazione drammatica del mondo del lavoro va ulteriormente a peggiorare.

E’ ben vero che ci sono state recentemente più assunzione che nel passato, anche dopo l’effetto Jobs Act, tuttavia è vero anche che il numero di coloro che vengono dismessi dalle Aziende (di solito Quadri e Manager di elevata anzianità di servizio) faticano tremendamente a ricollocarsi. Anzi torna bene la canzone di Gianni Morandi; uno su mille ce la fa!

Le inziative volte a riconvertire le persone estromesse dal sistema, grazie alle politiche di delocalizzazione e al supporto delle incentivazioni di varia natura alle Imprese, ha fortemente indebolito la struttura industriale del Paese e progressivamente sottratto know how professionale.

Infatti, oggi il gap esistente tra domanda e offerta di lavoro è molto ampio: si cercano persone che non esistono ancora o che non esistono più, mentre le persone disponibili per il lavoro (i giovani e gli estromessi) non corrispondono alle necessità.

Per cui molti ricorrono a lavori vari con partite IVA, che non sono più solo i Professionisti che hanno scelto una data professione, basata su competenze specifiche e su un mercato che le richiedeva, bensì sull’unico modo di trovare qualche occupazione più o meno saltuaria o temporanea o a costi più bassi per le Imprese.

Se per di più si ricorre al dumping sociale investendo in risorse umane là dove costano meno (e talvolta ahimé più preparate o più produttive) la breccia si apre ancora di più e rende il nostro Paese sempre più povero, non solo di idee, bensì anche di ricchezza materiale.

Ci sta che la formazione e le Agenzie incaricate si adoperino per sostenere i disoccupati “reali”, tuttavia occorre poi che il tessuto sociale e le Imprese in testa investano loro risorse nell’acquisire le professionalità disponibili e nell’orientarle ai giusti risultati di efficienza ed efficacia necessari.

Una politica industriale tesa solo al contenimento dei costi ha comunque vita breve, sia perché il mercato dei consumi va continuamente stringendosi, sia perché rinunciando alle “nostre” professionalità, si deteriora la capacità italiana di fare industria, che, si badi bene, non è fatta solo di tecnologie create dall’alto, è fatta anche delle competences che a tutti i livelli operativi hanno sempre generato quell’innovazione che nasce solo dal saper fare (caratteristica tipica del made in Italy insieme con la creatività e la fantasia che il mondo già ci riconosce e copia ).

No alla delocalizzazione strumentale, no al dumping sociale forzato, si alla riallocazione di risorse nel nostro Paese, sì al recupero delle Professionalità e delle Potenzialità che il sistema attuale sta rigettando anziché valorizzare.
Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti

– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale

– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari

– Trainer e Coach

– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

 

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

 

 

Sport & Work n.79 -16/2016- anno 3 Tutela ambientale, la vita di noi tutti! Nasce la start-up ” Scrum Italia”

Sabato 22 settembre u.s. si è svolto presso il Centro Socio Culturale di Trezzano sul Naviglio un interessante convegno sulla Tutela Ambientale.manifesto-22-settembre-rev2

L’evento è stato organizzato dalla Proloco in collaborazione con Soluzioni Magazine e Scrum Italia nel programma del 46° Autunno Trezzanese.

Dopo il saluto ai presenti, veramente pochi in questa occasione così importante, ci fa pensare che è più facile “parlare” di ambiente dietro un monitor e una tastiera che affrontare gli argomenti dal vivo, i moderatori, Giampaolo Santini e Andrea Pernarcic hanno presentato la nuova start-up, Scrum Italia, i suoi programmi, i suoi progetti. Tra questi ultimi una interessante proposta è stata fatta alla Proloco, carente attualmente nella comunicazione e negli sviluppi operativi della sua attività.dsc00008

Scrum Italia prepara per Proloco un sito web al fine di sviluppare tutte le informazioni sul territorio e fase più importante, ricerca 8-10 giovani dai 16 ai 30 anni per proiettarli in una fase lavorativa futura, in più se residenti nel territorio  possono essere utilizzati per tutte quelle manifestazioni di piazza dove è necessaria sempre una manodopera attiva.

Il tutto naturalmente a costo zero per l’Associazione che usufruirà inoltre anche della pubblicità sui giornali d’informazione del Gruppo per tutte le attività. Attualmente in parte già avviene con la pubblicazione delle locandine sul giornale Sport & Work.

Giampaolo Santini ha poi raccontato come nasce la storia di Soluzioni Magazine, grande contenitore e prima idea innovativa, poi sostituito da Scrum Italia dopo l’autorizzazione della società americana Agile a divulgare il metodo Scrum, in esclusiva per l’Italia in lingua italiana,  grazie al metodo Rinovazio, una rivoluzione applicativa di Andrea Pernarcic.foto-andreafoto-giampaolo

La storia racconta che l’incontro tra i due è avvenuto in modo occasionale, da una segnalazione pervenuta a Giampaolo da parte di Afol Monza (Agenzia di Formazione e Orientamento al Lavoro), merito dei rapporti intercorsi con la responsabile ai servizi alle Imprese, Daniela Pomari. In questo caso possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che i servizi pubblici funzionano se si coltivano seriamente e ottimali relazioni professionali.

Giampaolo e Andrea provengono da mondi diversi, il primo dal mondo industriale, direzione aziendale, personale, organizzazione, il secondo dal mondo creativo, giornalista, sociologo, esperto di marketing e informatica.

Incrociando tutte queste esperienze, in meno di 5 mesi, hanno cambiato le regole, fedeli ai famosi detti di:

Albert Einstein, “non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”

Steve Jobs:“Creatività significa semplicemente collegare cose. Quando chiedi a persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono quasi in colpa perché non l’hanno fatto realmente, hanno solo visto qualcosa e, dopo un po’, tutto gli è sembrato chiaro. Questo perché sono stati capaci di collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in nuove cose.

Con sacrificio, vacanze lavorative!, con il massimo impegno professionale, certo ci sono dietro anni di esperienza, utilizzando il know how di tutto il gruppo dei collaboratori e la loro cultura aziendale, molti di loro presenti al convegno.

L’evoluzione di una rete d’imprese Work & Management e l’unione di altri marchi già consolidati ha portato così alla costruzione di un progetto, che presentato a fine luglio a Capalbio, è stato immediatamente accettato da alcune federazioni nazionali di piccole imprese, arti e mestieri, ambiente e agriturismo.

Da quella data c’è stata una evoluzione giornaliera incredibile dell’attività, partiti con Soluzioni Magazine, come contenitore generale d’informazione specialmente sul lavoro (deve ancora partire e sembra già vecchio) arrivati al lancio di Scrum Italia!logo-scrum-italia-bianco

Nasce così Scrum Italia, imprenditori e professionisti qualificati, aziende selezionate a livello nazionale, specialisti in fondi europei, psicologo del lavoro, il cosiddetto counselor, per facilitare i rapporti tra padre e figlio, nella eterna lotta e criticità del ricambio generazionale, tantissimi giornalisti e scrittori.  manifesto-scum

Scrum Italia, grazie al metodo Rinovazio, una rivoluzionaria applicazione di Andrea Pernarcic.

Sarà tenuto proprio nella nuova sede in co-working il primo corso di Scrum Base – Ri-ordiniamo il Futuro, il giorno 8 ottobre, proprio a Trezzano.copertina-libro-scum-italia-base-page-001

Il 18 ottobre, presentazione ufficiale di Soluzioni Magazine e lancio di Scrum Italia, a Grosseto dove sarà organizzato il secondo workshop di formazione.

Subito dopo questa breve presentazione, è iniziato il convegno, presenti il Sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, l’Assessore alle Politiche Ambientali, Cristina de Filippi. E’ stato scelto di coinvolgere l’Amministrazione Comunale per dare l’opportunità di fornire i dati tecnici sulla situazione del nostro territorio sui costi delle discariche abusive, centro di raccolta differenziata e sulla piattaforma ecologica.

Per la parte tecnica i collaboratori staff di Scrum Italia:

Ing. Francesco Fascì, libero professionista, operante da quasi un ventennio nel settore delle consulenze su tematiche prettamente ambientali, svolte su tutto il territorio nazionale, per conto sia di Attività Produttive che per Enti Pubblici con certificazione “Qing” – Ingegnere Certificato di 2° Livello (il più alto) per il Comparto AMBIENTE.

Ing. Mauro Massara, ingegnere elettronico, 20 anni in Montedison, attualmente consulente di direzione, presidente di Medical Impresa Service, che svolge servizi di Medicina del Lavoro, certificazioni ISO, sicurezza, privacy e formazione. Questa sera ci parlerà di: tutela, rischio ambiente e sanitario, legislazione e sanzioni.

Dopo una breve introduzione generale del Sindaco, prende la parola l’Assessore De Filippi che ha parlato sul tema discariche abusive e raccolta differenziata sul territorio. L’esposizione particolarmente dettagliata e precisa ci ha fatto provare un sentimento di delusione a causa della scarsa presenza di cittadini, sempre molto sensibili “da casa” ma anche sempre molto “vigliacchi” quando si tratta d’intervenire in prima persona, del resto il territorio è proprio del cittadino!

Veniamo così a conoscenza che nel 2015 il Comune ha speso circa € 76.000 per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati e per bonifiche, rifiuti composti da lastre di amianto, macerie e cartongesso, rifiuti speciali e  microdiscariche in varie zone del paese.

Come spiegato dalla De Filippi, nel 2016 si è potuto abbattere quasi totalmente i costi, almeno fino ad ora,  visto l’attento monitoraggio costante, l’accordo in essere con la società Amsa ed il supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie. Complessivamente il costo dello smaltimento è di circa € 3.000.000, a fronte di una introito di circa € 200.000, dovuti dalla vendita delle frazioni di raccolta differenziata (carta, vetro, plastica) che risulta stabilizzata sul 51%, (ndr: ancora piuttosto basso, si può fare meglio!).

Ci saranno novità importanti anche riguardo la piattaforma ecologica, nuova recinzione, nuova tettoia per rifiuti urbani pericolosi, impianto di pesatura, antincendio, videosorveglianza e l’importante controllo accessi

Siamo venuti a conoscenza inoltre che verrà predisposto un formulario nel quale dovranno essere segnalate le piccole ristrutturazioni.

Un’importante iniziativa riguarda la presenza di un Agente Accertatore, con finalità di controllo per la raccolta differenziata, il corretto conferimento di sacchi/contenitori compreso l’orario di esposizione, l’attento controllo sul decoro urbano, in particolare sulle deiezioni canine. L’assessore ha terminato il suo intervento parlando delle campagne di sensibilizzazione “Fai di Trezzano una città pulita” sull’abbandono delle “cicche” di sigarette e gli appositi contenitori.

Prende la parola Francesco Fascì con il difficile compito di spiegare i “Rifiuti Speciali” provenienti da attività produttive.

Fa storia l’articolo di legge 152/2006 che definisce cosa è un rifiuto, chi è il produttore del rifiuto, l’importante suddivisione tra rifiuto urbano e rifiuto speciale. La tematica di sicuro interesse ma particolarmente complessa è proseguita poi con la spiegazione dell’identificazione del rifiuto, classificazione di rifiuto speciale pericolo o non pericoloso tramite il codice CER.

Una dettagliata spiegazione è stata fornita su cosa s’intende per “deposito temporaneo” e la definizione dei tempi di smaltimento, il trasporto, la compilazione del “Formulario”, il registro di carico e scarico.

La parte “meno popolare” è stata lasciata a Mauro Massara che ha affrontato da perfetto charmante l’argomento “Rischi ambientali e sanitari, sistema sanzionatorio”.

Chiarisce che l’obiettivo primario è intervenire nel sistema produttivo per la riduzione di rifiuti, agevolare il riciclaggio, risorsa economica non indifferente, lo smaltimento in sicurezza.

La prevenzione come sinonimo di tutela ambientale, punto fermo di una buona gestione.

Il sistema sanzionatorio definisce “due protagonisti”:il datore di lavoro e il responsabile tecnico. Le sanzioni possono essere di diversa natura, amministrative e penali, fino ad arrivare alla pena detentiva. Termina l’intervento con le principali definizioni, FIR, documento identificazione rifiuto, MUD, modello  unico di dichiarazione delle quantità annue.

Qualche domanda del pubblico di chiarimento sugli argomenti trattati (ndr: confermiamo pubblico molto scarso visto il forte argomento, vuol dire che le Aziende, gli Imprenditori, i Cittadini sono tutti così bene informati da disertare il convegno? E’ stata persa una buonissima occasione!), termine così un bellissimo convegno. Un ringraziamento particolare a tutti i relatori.

Giampaolo Santini

 

 

Sicurezza dopo lo scontro fra treni: riflessioni

Ho preferito non scrivere a caldo perché avrei usato, come molti altri osservatori, toni troppo duri e arrabbiati.

Dopo qualche giorno le riflessioni a freddo possono essere più contributive.

E’ stato subito chiaro che era avvenuto un errore umano, uno di quegli errori che non devono mai accadere e che purtroppo ogni tanto si verificano, soprattutto quando i sistemi diventano “laschi” e la routine prende il sopravvento sull’attenzione necessaria a garantire la salvaguardia della vita umana.

Diverse volte abbiamo affrontato il tema della Sicurezza e ancora ci tocca riprenderlo perché la constatazione dei fatti dimostra che non basta mai parlarne e richiamare l’attenzione sulla CONSAPEVOLEZZA necessaria quando si ha a che fare con attività pericolose.

Di per sé l’esistenza di un solo binario è un pericolo, una corretta valutazione dei rischi e l’adozione di misure preventive riducono il rischio conseguente.

Vediamo come. Innanzitutto se anni fa si fosse messo mano all’investimento di raddoppio (con soldi europei, sic!) del binario, tutta quanto successo non sarebbe mai avvenuto: ognuno si prenda le sue responsabilità. La macchina pubblica non funziona lo si dice continuamente e anche questo caso conferma come l’iter sia viziato da vincoli e permessi e autorizzazioni e piccoli poteri locali e…una marea di interferenze che annulla le possibilità di fare presto e bene (e gratis! Visto che i soldi europei c’erano e che come spesso accade non vengono utilizzati in tempi utili).

In secondo luogo la tecnologia: ci si può fidare solo dell’uomo e di modalità arcaiche in materia di salvaguardia della vita umana, no, proprio no. Esistono sistemi di vigilanza e controllo che avrebbero impedito facilmente sia la partenza di un treno, sia la fermata di entrambi una volta individuato che erano uno contro l’altro.

Costi? Non scherziamo per cortesia, nessun prezzo vale una vita umana, figuriamoci 23 e tutti i costi conseguenti.

In terzo luogo la metodologia: il comportamento umano può essere insicuro, per mille motivi, dunque le persone addette ai servizi e alle informazioni e ai comandi, dovevano essere formate e preparate adeguatamente. Non per la routine, bensì per i casi eccezionali, come quella maledetta mattina, dove le cose giravano diversamente dal solito e il pericolo diventava più elevato e il rischio di commettere un errore elevatissimo.

Da anni si sta imponendo la BBS (Behavior Based Safety) un approccio e un sistema che analizza i comportamenti sicuri e li promuove facendoli interiorizzare agli interessati, eliminando i comportamenti insicuri.

Infatti, la ricostruzione dei comportamenti necessari a svolgere un dato lavoro consente di individuare quali possono essere i comportamenti insicuri che possono essere messi in atto e attraverso la consapevolezza di questi e il rinforzo di quelli sicuri, si perviene all’adozione di azioni improntate alla totale salvaguardia della vita umana, propria ed altrui.

I costi di impianto di un tale sistema sono relativamente modesti, soprattutto rispetto a Conseguenze che non si valutano fino a che non sono accadute, dunque solo l’arretratezza culturale impedisce di affrontare con successo le tematiche della Sicurezza.

L’accento normale è sul prima (Antecedenti, tutto ciò che si mette in atto a monte per evitare infortuni), poi il Comportamento avviene ed è sulle Conseguenze che bisogna lavorare anticipatamente o in tempo reale per garantire solo i comportamenti sicuri.

E’ straordinariamente incredibile che si lasci l’onere della responsabilità sulle spalle di qualcuno, senza essersi adoperati per evitare ogni possibile “errore umano”.

Questo al di fuori delle responsabilità politiche, della burocrazia, dell’insipienza dei Manager e di tutti quanti hanno consentito che una realtà pericolosa si trasformasse in una macchina di morte.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

 

Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro: se ne parla sempre poco!

L’INFORMAZIONE/FORMAZIONE DEI LAVORATORI

Ai sensi del D. Lgs. 81/2008 su “La salute e la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro” e dell’accordo vincolante della Conferenza Stato-Regioni del 21 Dicembre 2011, i Datori di lavoro hanno l’obbligo di garantire la formazione sulla sicurezza ai propri lavoratori (dipendenti, soci-lavoratori, apprendisti, oltre a: tirocinanti e lavoratori acquisiti con i voucher).

La formazione “obbligatoria” dei lavoratori è strutturata, innanzitutto, in due fasi: la formazione generale e la formazione specifica che, a seconda della tipologia del rischio aziendale (basso, medio o alto), prevede un numero di ore stabilite per legge e deve essere indirizzata a tutti i lavoratori.

Nel caso siano presenti in azienda anche le figure dei dirigenti/preposti (capo officina, capo cantiere o capo squadra, capo reparto, ecc.) la normativa prevede una formazione particolare aggiuntiva.

Sono rese obbligatorie sui luoghi di lavoro anche le presenze degli Addetti al Primo Soccorso e degli Addetti alle Emergenze (per rischio incendio basso, medio o alto), la qual cosa comporta anch’essa una formazione normata.

Sulla base dell’accordo sopra citato viene, inoltre, fatto obbligo di formare un dipendente/socio lavoratore quale Rappresentante dei Lavoratori (RLS) ovvero di nominarne uno per il tramite di un organismo paritetico territoriale.

A seconda della tipologia delle attività, l’accordo sopra citato prevede, infine, che i lavoratori debbano seguire, ove del caso, corsi specialistici (per: lavori in quota e uso dei Dispositivi di Protezione Individuale di III° Categoria (come le imbracature), lavori in spazi confinati, lavori con carrelli elevatori, lavori su strada con cantieri fissi o in movimento, ecc.).

Medical Impresa Service S.r.l. è disponibile, per il tramite dei suoi Esperti, a fornire in forma gratuita ad ogni Datore di lavoro interessato le informazioni relative ai corsi obbligatori cui fare partecipare il proprio personale (ed eventualmente se stessi).

L’erogazione del servizio di formazione da parte di Medical Impresa Service S.r.l.

L’attività formativa viene effettuata da personale adeguatamente preparato e dotato di esperienza specifica nelle attività di formazione professionale; tra gli argomenti costanti delle sessioni formative sono previste l’analisi dei Fattori di rischio e le regole da seguire per garantire un uso sicuro di attrezzature/impianti elettrici, ecc.

A tutti i partecipanti ai corsi verranno rilasciati attestati validi ai sensi di legge.

Nel seguito è riportato lo schema generale sui destinatari “obbligati” dell’informazione/formazione:

                      

SOGGETTI DESTINATARI DI INFORMAZIONE/FORMAZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI
Lavoratori con contratto di lavoro subordinato (anche speciale)
Lavoratori con contratto di formazione
Apprendisti
Lavoratori “in trasferta”
Lavoratori con incarichi particolari [Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)]
Lavoratori con contratto a tempo determinato (anche stagionali,

quando indispensabili per la realizzazione del ciclo produttivo

Lavoratori autonomi e titolari d’impresa che svolgano la loro opera in ambito “aziendale”

[per i rischi specifici dei luoghi di lavoro dove si troveranno ad operare (D. Lgs. 195/06 e s.m.i.)]

 

IL SISTEMA SANZIONATORIO

Ai sensi del D. Lgs. 81/2008 su “La salute e la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro”, la mancanza della formazione comportava la sanzione dell’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro.

Con il recente decreto “semplificazioni” (D.Lgs. 14 Settembre 2015, n. 151) il governo ha inasprito le sanzioni sulla mancata formazione:

  • Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori, gli importi dell’ammenda sono raddoppiati, mentre se si riferisce a più di dieci lavoratori gli importi della sanzione sono addirittura triplicati (la sanzione dell’arresto rimane invece invariata).

 


Attività di formazione ai sensi del D. Lgs. 81/2008

Descrizione dell’attività formativa Durata della sessione formativa Validità dell’attestato
Formazione generale 4 ore Nessuna scadenza
Formazione specifica (rischio basso) 4 ore 5 anni
Formazione specifica (rischio medio) 8 ore 5 anni
Formazione specifica (rischio alto) 12 ore 5 anni
Addetto al Primo Soccorso (PS) 12 ore 3 anni
Aggiornamento Addetto al PS 6 ore 3 anni
Addetto alle Emergenze (rischio incendio basso – RIB) 4 ore  3 anni
Aggiornamento Addetto alle Emergenze RIB 2 ore 3 anni
Addetto alle Emergenze (rischio incendio medio – RIM) 8 ore 3 anni
Aggiornamento Addetto alle Emergenze RIM 6 ore 3 anni
Preposto 8 ore 3 anni
Aggiornamento Preposto 6 ore 3 anni
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – RLS 32 ore 3 anni
Aggiornamento RLS 12 ore 3 anni
Lavori in quota (PLE) 12 ore ===
Corsi segnaletica stradale (cantieri fissi/in movimento) 8 ore (Operatori) ===
Corsi segnaletica stradale (cantieri fissi/in movimento) 12 ore (Preposti) ===
Carrelli elevatori (industriali semoventi) 12 ore ===
Carrelli elevatori (semoventi-braccio telescopico) 12 ore ===
Carrelli elevatori (semoventi-braccio telescopico rotativi) 12 ore ===
Carrelli elevatori (tutte le tipologie di carrelli) 16 ore ===

 

Sistema sanzionatorio

Il D.lgs. 81/08 Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro prevede una serie di sanzioni nel caso in cui il datore di lavoro non rispetti le indicazioni fornite dalla normativa stessa su: medicina del lavoro e salvaguardia della sicurezza sul lavoro.

Sanzioni riguardanti la medicina del lavoro:

In caso di inadempienza:

  • Nomina del medico competente [Art.18, comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
  • Obbligo di inviare i lavoratori alla visita medica [Art.18, comma 1 g) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
  • Obbligo di informare il Medico Competente delle cessazioni dei rapporti di lavoro [Art. 18, comma 1 g)-bis Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro
  • Obbligo di vigilare affinché i lavoratori con obbligo di sorveglianza sanitaria non siano assegnati alla mansione specifica senza aver ricevuto il certificato d’idoneità dal Medico Competente [Art. 18, comma 1 bb) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro
  • Obbligo di sottoporre i lavoratori che si occupano di movimentazione manuale dei carichi (MMC) alla sorveglianza sanitaria [Art.168, comma 2 d) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro

Sanzioni riguardanti la sicurezza sul lavoro:

In caso di inadempienza:

  • Nominare un RSPP [Art. 17 comma 1 b) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
  • Valutare tutti i rischi presenti in azienda ed elaborare il DVR [Art. 17 comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
  • Effettuare la valutazione dei rischi in collaborazione con l’RSPP e con il Medico Competente (Art. 29 comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i.): Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
  • Consultare l’RLS prima di effettuare la valutazione dei rischi e stendere il DVR (Art. 29 comma 2 Dlgs 81/08 e s.m. e i.): Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
  • Rielaborare il DVR in caso di modifiche, significative dal punto di vista della sicurezza, del processo produttivo e dell’organizzazione del lavoro [Art. 18, comma 1 z) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
  • Obbligo di provvedere affinché i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi di sicurezza siano conformi alla legge (Art. 64, comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i.): Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro.
  • Indire almeno una volta l’anno la Riunione Periodica Annuale, per aziende con più di 15 lavoratori [Art. 18, comma 1, v) e art. 35 comma 1, Dlgs 81/08 e s. m. e i.]: Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
  • In caso di appalto di lavori all’interno della propria azienda, controllare l’azienda appaltatrice acquisen-done la documentazione necessaria [Art. 26, comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro
  • In caso di appalto di lavori all’interno della propria azienda fornire all’appaltatore le informazioni neces-sarie sui rischi esistenti [Art. 26, comma 1 b) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro
  • Obbligo dei datori di lavoro committenti e appaltatori (o subappaltatori) di cooperare e coordinare gli interventi di prevenzione e protezione in relazione ai rischi presenti nella azienda in cui si effettuano i lavori in appalto [Art. 26, comma 2 a) e b) Dlgs 81/08 e s.m. e i.]: Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
  • Redazione da parte del committente, in caso di appalto, del Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI), da allegare al contratto di appalto (Art. 26, comma 3 Dlgs 81/08 e s.m. e i.): Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro

 

Mauro M. Massara

 

Mauro M. Massara, nato a Novara, laureatosi nel 1972 presso l’Istituto Politecnico di Torino in ingegneria elettronica, ha operato per oltre un ventennio nel Gruppo Montedison, svolgendo la propria funzione di dirigente nell’ambito dell’organizzazione e dei sistemi informativi. Lasciata l’azienda, ha iniziato un percorso quale consulente di direzione e autore di numerose pubblicazioni. Attualmente riveste il ruolo di Presidente di Medical Impresa Service Srl, società di consulenza con sede a Varano Borghi (VA), che offre un’ampia gamma di prestazioni intellettuali e servizi (in particolare nell’ambito delle Certificazioni ISO, della sicurezza aziendale, della privacy e della formazione dei lavoratori) su tutto il territorio nazionale.

 

Sport & Work n.67 -4/2016- anno 3 Sicurezza sul lavoro: salute psicofisica dei lavoratori, valutazione periodica

La salute psicofisica dei lavoratori: valutazione periodica dello stress lavoro-report correlato

Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.
Lo stress può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione della “azienda”, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro.

L’individuo è capace di reagire alle pressioni cui è sottoposto nel breve termine (esse possono essere considerate positive per lo sviluppo dell’individuo stesso) ma, di fronte ad un’esposizione prolungata a forti pressioni, egli avverte grosse difficoltà di reazione; persone diverse possono inoltre reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera differente.

Lo stress non è una malattia ma un’esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute.

Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate come causate dal lavoro stesso: lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori, quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc.

I sintomi più frequenti sono: affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia, modificazione dell’umore, depressione e ansia, dipendenza da farmaci.

I fattori che causano stress possono essere: lavoro ripetitivo e arido; carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto; rapporto conflittuale uomo – macchina; conflitti nei rapporti con colleghi e superiori; fattori ambientali (rumore, presenza di pubblico, ecc.), lavoro notturno e/o turnazione.

Occorre provvedere alla tutela, in particolare, della salute psichica lesa o messa in pericolo dalla cattiva organizzazione delle risorse umane, tutela del rischio specifico da stress lavoro-correlato di una particolare categoria di lavoratori che, in ragione delle peculiarità della prestazione lavorativa, sono i soggetti più esposti alla sindrome in esame.

Considerare il problema dello stress sul lavoro può stare a significare una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le “aziende”, i lavoratori e la società nel suo insieme.

Ed è in quest’ottica che i Datori di lavoro, nel rispetto delle normative vigenti, dovranno attivare – con l’aiuto di consulenti esperti in materia, come gli Operatori di Medical Impresa Service S.r.l. – adeguati controlli iniziali e periodici sui lavoratori, in quanto soltanto attraverso questi controlli è possibile acquisire quelle conoscenze sulla base delle quali il Datore di lavoro è in grado evitare il rischio specifico dello stress lavoro-correlato.

Le fasi suggerite sono le seguenti:
1. Valutazione dei criteri aziendali oggettivi, con l’utilizzo di apposita linea-guida
2. Scelta campione per tipologia dei lavoratori
3. Somministrazione di apposito questionario
4. Analisi dei questionari e individuazione del livello di percezione del rischio
5. Individuazione dei fattori di stress presenti/percepiti
6. Predisposizione e attuazione di eventuali misure di prevenzione e d’intervento.

In linea generale si dovrà provvedere, inoltre, a:
• Dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio lavoro
• Diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive
• Aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi
• Sviluppare uno stile di leadership
• Evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni
• Distribuire/comunicare efficacemente gli standard e i valori dell’organizzazione a tutti i livelli organizzativi, per esempio per il tramite di manuali destinati al personale, riunioni informative, bollettini
• Fare in modo che gli standard e i valori dell’organizzazione siano osservati da tutti i lavoratori
• Migliorare la responsabilità e la competenza del management per quanto riguarda la gestione dei conflitti e la comunicazione
• Stabilire un contatto indipendente per i lavoratori
• Coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti nella valutazione del rischio e nella prevenzione dello stress psicofisico e del mobbing.

La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08 deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato (secondo i contenuti dell’accordo europeo del 8 Ottobre 2004).

Mauro Massara

 

Impresa, la formazione e la consulenza vitali per le Aziende

La perdita di competività dipende dalla carenza di formazione

Le grandi affermazioni sono spesso basate su opinioni o interpretazioni e rischiano di lasciare il tempo che trovano. I fatti, invece, sono certezze. Le ricerche ci aiutano a capire i fenomeni sociali e a individuare le cause che producono gli
effetti che sono sotto i nostri occhi.

 

foto oroligio azione

Recentemente sono stati pubblicati i dati degli investimenti in Formazione nei vari Paesi Europei (Fabio Sdogati docente di Economia del Politecnico di Milano).

Risulta che l’Italia ha il 60% di Aziende che fanno formazione mentre in Norvegia, per fare un esempio tutte le Aziende lo fanno e la media europea è molto più alta che in Italia.

Del resto nei bilanci italiani la Formazione è presente come voce a sé solo nel 30% dei casi, mentre in Francia, ad esempio, lo è nel 66%, dimostrando quanto poco ci si crede o quantomeno che non è un valore strategico.

Nelle Aziende con più di 250 dipendenti non si assiste, dal punto di vista quantitativo, a grandi differenze, la formazione si fa, in Italia più o meno come altrove.

Invece la differenza la si nota nelle Aziende con meno di 250 dipendenti, dove scende quasi al 50% e nelle Piccole con meno di 50 dipendenti si va sotto il 50%.
Ciò significa che se le “grandi” Aziende fanno comunque formazione, le medie e le piccole molto meno, rischiando di non essere al passo coi tempi o di non avere personale abbastanza qualificato per competere, soprattutto nei momenti più critici, come quelli di questi ultimi anni.foto grafico umano

Nei Paesi europei la Formazione nelle Medie è all’60%, nelle Piccole il 95%, quindi si ricorre molto alla Formazione, proprio perché quando si è in pochi, bisogna essere molto bravi per competere con i big, soprattutto stranieri e particolarmente per chi può lavorare low cost.

Una volta si diceva che la quantità di denaro spesa in Consulenza era un indice certo del valore di un Paese (Alberto Galgano “guru della Qualità e allora Presidente AICOD) in crescita. Oggi si direbbe un KPI (Key Performance Indicator) della salute economica di un Paese.

La Formazione è una componente vitale della Consulenza, sempre più spesso ne è una parte integrante.
Un conto è la diffusione del sapere, un altro è la stimolazione delle capacità, altro ancora è sviluppare un saper essere nei comportamenti adottati.

Il mondo cambia sensibilmente di continuo, è sempre stato così, solo che in questi ultimi anni, ha subito un’accelerazione pazzesca, le tecnologie si susseguono le une altre, l’obsolescenza di prodotti e cultue è sempre più rapida, tenersi aggiornati è già un compito impegnativo e attualmente lo è di più perché gli spazi e i tempi si sono ristretti.

La complessità del mondo attuale costringe a spendere tempo sulle mail molto più di quanto facevamo in passato e il tempo è diventata una risorsa scarsa e preziosissima, sia quello personale (che va gestito con metodo), sia quello operativo (ad esempio il Time to Market, quanto ci vuole a mettere in atto un’azione).

La Formazione, quella valida intendo, si correla ad obiettivi e strategie, è seguita da applicazioni concrete sul campo, evita di esser “teoria” ei materializza nella “pratica” quotidiana.

Diventa pertanto un fattore competitivo : riuscire ad essere più bravi, più rapidi, più attenti, più aggiornati, facilita tutti i processi aziendali dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing, dalla Produzione alle Vendite, dall’Amministrazione al Controllo di Gestione, dalla Qualità alla Lean Organisation, dalla Supply Chain alla Customer Satisfaction. Sì, si diventa più competitivi quando si fanno le cose bene, per primi, in modi nuovi.

Le Piccole Medie Aziende sono avvertite : per crescere bisogna fare formazione, semmai di qualità.
Le statistiche sono un po’ bugiarde, perché i dati dell’Italia sono influenzati dagli obblighi normativi sulla Sicurezza, che hanno sì alzato gli investimenti in Formazione, ma “più per mettersi a posto” che per far crescere la professionalità.

Quindi, in realtà la situazione è anche più grigia di come riportano i dati.

La Cultura Organizzativa merita veramente una nuova spinta perché sono le persone che fanno le Aziende e non le speculazioni finanziarie che sembrano dominare il mondo industriale.

Dobbiamo ritrovare la “vis eroica” imprenditoriale, soprattutto nelle Piccole Medie Aziende, l’ossatura del successo italiano che ci ha resi famosi nel mondo.

La formula in aiuto è : F (Formazione) = > Qualità, > Produttività, > Innovazione, > Competitività.
Sembra semplice, e forse lo è!

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

Piloti di droni, una nuova professione

DRONE,  passione o professione ?

La situazione lavorativa, soprattutto per i giovani, sappiamo essere sempre più difficile e di qui nasce l’esigenza di trovare soluzioni.foto drone + scritta

Una di questa potrebbe essere quella di divenire pilota di Droni , il cui nome tecnico è pilota di SAPR; vengono utilizzati per usi militari ed è crescente il loro impiego per usi civili : operazioni di prevenzione e intervento incendi, per la sorveglianza di oleodotti, per attività di telerilevamento e ricerca, per riprese aeree anche di spettacoli e gare sportive o calcistiche, per la produzione di video, spot e videoclip ed in tutti i casi in cui necessiti l’esecuzione di missioni che possono essere “noiose, sporche o magari pericolose per la salute.

Più dettagliatamente i quadricotteri o gli esacotteri possono vedere il loro impiego nell’edilizia, nell’ingegneria, nella chimica e nell’agricoltura, in quanto capaci di mappare campi e terreni in fretta e a basso costo, e potrebbero, qualora una Pubblica Amministrazione volesse fare accertamenti rapidi e precisi, essere utili per il controllo e la verifica su abusi edilizi e sappiamo come questa sia ancora una grave piaga, in Italia, che emerge solo dopo determinati disastri in cui i cittadini perdono il bene più prezioso : la Vita.

Quindi il Drone, se ben impiegato dalla Pubblica Amministrazione, potrebbe divenire fonte di reddito certo per la Pubblica Amministrazione e non solo perché potrebbe essere impiegato con rapidità e precisione anche dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura in determinati eventi delittuosi.foto drone 4 ruote

Divenire Pilota di Droni o “dronisti” o Piloti SAPR non è così semplice perché i Droni debbono rispettare le procedure per l’iter di volo ed ENAC, l’autorità preposta perché di riferimento, sta attuando il completamento delle procedure attuative ed applicative; perché l’ENAC si chiederanno i lettori ? perché è l’ Ente che regolamenta l’aviazione civile ed i droni sono veivoli ed i loro conducenti debbono conoscere le regole e le tecniche di volo così come i Piloti di areo anche se pilotare un Drone è decisamente meno complicato del pilotaggio di un jet o un superjet o di uno jambo .

Il Noto “Sole 24 Ore” ha recentemente riportato una nota dell’ENAC indirizzata proprio agli interessati “ i Piloti dei Droni”
“si assume la responsabilità di aver condotto tutti gli accertamenti necessari per determinare le limitazioni e condizioni che permettono di svolgere le operazioni con un livello di rischio accettabile, in particolare, attesta di aver verificato l’idoneità del mezzo e dell’organizzazione, nonché la qualificazione dell’equipaggi”.

Sono comunque nate in Italia vere e proprie scuole anche on-line che permettono all’aspirante pilota di essere a conoscenza delle specifiche con un iter formativo alla cui conclusione vi è il rilascio del CERTIFICATO di COMPETENZA riferita sia alla competenza teorica del pilota sia del costruttore che deve possedere un attestato denominato “ ATTESTATO di CAPACITA’ “.

Claudio Mantovani

Sport & Work n.31- Formazione, siamo in ritardo nelle aziende e nello sport

La formazione fa bene alle aziende e allo sport

E’ stata recentemente pubblicata una ricerca dell’AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale) che evidenzia come esista nel nostro Paese un ritardo rispetto alle altre nazioni  europee nell’utilizzo della formazione come investimento.

Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Già anni fa in AICOD con l’amico Alberto Galgano avevamo denunciato una profonda carenza nel ricorso alla Consulenza in Italia rispetto ad altri Paesi, ricordando che era un indicatore di vitalità per l’innovazione.foto formazione sport

Il nuovo dato di conferma è ancora più esplicito perché si riferisce alla sola formazione, rilevando che le Imprese che ne fanno ricorso sviluppano maggiore innovazione, resistono meglio alle crisi, prosperano sicuramente di più.

I dati sono indicativi: il 38,8% di chi usa formazione sistematica ha svolto innovazioni di prodotto (contro il 19,7% delle altre non utenti),  il 25,5% ha realizzato innovazioni di processo, il 36% innovazioni organizzative, 22% di Marketing (contro il 10%, il \4,6%, il 10% rispettivamente).

Insomma chi ha investito sulla cultura organizzativa e manageriale ha prodotto maggiori cambiamenti positivi e affrontato più attivamente la crisi.

I dati generali indicano peraltro che il nostro Paese è molto forte sull’Esportazione e che starebbe bene in salute se le condizioni “ambientali” ne favorissero la creatività e l’intrapresa.foto formazione aziende

L’intangibile, i sistemi di gestione, la cultura, il clima, l’autonomia, la responsabilità, la flessibilità, la creatività, la delega, risultano fattori molto “tangibili”, influenzando pesantemente le capacità di un’impresa di reagire alle variabili del contesto e a sviluppare iniziative strategiche vincenti.

Nei momenti difficili si tende a lavorare sui costi, a tagliare il personale, a ricorrere alla Cassa Integrazione e ad ogni sorta di escamotage per ridurre e comprimere i costi, ed è comprensibile.

Ciò che è meno comprensibile è l’insensibilità della maggioranza degli Imprenditori di considerare l’enorme potenzialità che le Risorse Umane posseggono e su cui non si concentrano disperdendo idee, competenze, capacità, che vengono penalizzate dalla visione negativa, anziché valorizzate da una visione positiva.

Il sistema immunitario di un’Azienda cresce nel momento in cui si ha fiducia e si punta sulle capacità creative ed innovative che pur possiede e che la Formazione può innescare (non solo quella ovviamente), proprio perché valorizza, stimola, evolve, accresce la professionalità di tutti, Manager per primi, Quadri, Impiegati, lavoratori.

Il discorso vale anche nello Sport: quando in una disciplina si smette di investire sulle Persone, sul Gruppo, si comincia a perdere valore e inizia un declino inesorabile. Quando si ripristina la motivazione, la voglia di emergere, l’investimento culturale, le cose cominciano a trasformarsi, i talenti emergono, la scuola di pensiero sforna campioni e squadre vincenti.

Tutti ricordano gli esempi portati da Velasco, che ha cambiato la storia della Pallavolo italiana, ponendo paletti che sono validi ancora oggi, perché principi fondanti di un sistema che valorizza i comportamenti positivi, vincenti, integranti, dove non esiste la “colpa” bensì solo l’errore da cui si impara a evitarlo, a crescere, a modificarsi per ottenere di più, per perseguire gli obiettivi più ambiziosi.

E’ questa voglia che oggi caratterizza solo una parte delle Imprese (e spesso più certe multinazionali o Internazionali che quelle Imprenditoriali che pur sono l’ossatura industriale del nostro Paese), occorre aumentarne il numero e il valore per essere ancora più competitivi nella sfida mondiale.

Certo il contesto socio-politico dovrebbe aiutare e abbattere lacci e lacciuoli che inibiscono l’azione creatrice di chi ha costruito forti realtà economiche o di chi si appresta a farlo, nell’interesse di tutti (Imprenditori e Lavoratori), quindi bisogna lavorare sulla semplificazione delle regole e sugli incentivi a creare ricchezza, tuttavia occorre anche “Formare per innovare” come suggerisce il manifesto dell’AIDP.

Proviamoci!

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra società di Ricerca e Selezione del Personale)
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).