Teatro Officina di Urgnano: programma eventi 2017

COMUNICATO STAMPA

PREMIO EXPERIMENTA 2017: ECCO I GRUPPI E GLI ARTISTI FINALISTI

 

Si è conclusa la selezione dei gruppi teatrali che hanno partecipato al “Premio Experimenta 2017 – Nuove identità del teatro bergamasco”. Promosso dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Urgnano, la Regione Lombardia (Circuiti Spettacolo dal Vivo) e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus, il “Premio” ha avuto l’obiettivo di promuovere nuove compagnie, attori e realtà produttive della scena orobica, dando loro la possibilità di farsi conoscere ed avere maggiore visibilità. Al bando hanno aderito tredici realtà sceniche orobiche che ben rappresentano il panorama teatrale della nostra provincia. Si va dal teatro ragazzi del trio Cannone – Frugnoli – Gotti con “B.N.D – BUCHI NEL DESERTO” classico esempio di teatro di narrazione, al pregevole “RUOTE ROSA – ALFONSINA MORINI STRADA – CICLISTA” di Luna e GNAC Teatro, che, con bravura, coniuga teatro d’ombra e nuove tecnologie, sino all’Allegra Brigata Cinematica di “BLACKOUT” piccolo gioiellino che, attraverso un teatro-danza di grande qualità, pone a confronto la tecnologia e i rapporti umani, per arrivare al problematico e ironico ménage familiare di “CINQUE” di Enzo Valeri Peruta. Impegno civile e politico sul fronte delle formazioni più giovani con “NUOVI SCHIAVI” di Voci di Periferia, che si interroga – fra danza e teatro dell’assurdo – sulla realtà mediata dalle tecnologie e falsata dalle apparenze e “MUTI” di Le Mosche Teatro sull’urgenza di parlare e riflettere sulla violenza di genere. Gli Operai del Cuore con “RAINBALLS” costruiscono una strana metafora sulla guerra, tra elementi danzati e clownerie e le MatèTeatro con il loro “PIGMALIONE FUCKTORY” compiono una complessa indagine sulla costruzione del desiderio e sulla “rete” come luogo d’incontro, di conoscenza e di innamoramento. Il Pirate Ship  di Enrico Masseroli propone, con pulizia ed eleganza su un tappeto sonoro di prim’ordine, “IL RE E LO SPETTRO” un incontro con la tradizione narrativa indiana. Prova d’artista cruda e diretta quella, invece, di Silvia Briozzo con “AFFOGA NEL MIO CORPO, NON NEL MARE” sul tema della migrazione alla luce della sua esperienza personale, mentre “EROI” di Giuseppe Goisis è una pacata lettura in musica per piccoli gruppi, dal testo “Le cento care”. Originalissima incursione nel mondo delle tecnologie digitali quella proposta da Michele Cremaschi e dal suo “VITA NERD”, la comica cronistoria di una vita appesa al computer. Chiude l’elenco dei partecipanti La Gilda delle Arti con la simpatica proposta di “L’ARLECHÌ, SERVITORE DI DUE PADRONI”. La giuria del premio, formata da Gianfranco Bergamini, Marco Zappalaglio e Lorenzo Baronchelli (direttori artistici), Chiara Bettinelli (organizzatrice teatrale), Max Brembilla e Massimo Nicoli (attori), Nadia Salvoldelli (formatrice teatrale) e Davide Locatelli (assessore alla cultura del Comune di Urgnano), riunitasi il 23 e 30 ottobre, ha deciso l’ammissione al “Premio Experimenta” dei seguenti artisti e spettacoli:

– ABC Allegra Brigata Cinematica: BLACKOUT – NEL MERAVIGLIOSO MONDO DI UOZ (APP)

– Michele Cremaschi: VITA NERD – SALACE ROMANZO DI FORMAZIONE DIGITALE

– Briozzo – Pellegrinelli: AFFOGA NEL MIO CORPO, NON NEL MARE

Una segnalazione di merito è stata fatta, inoltre, nei confronti di altre due opere:

– Luna e GNAC Teatro: RUOTE ROSA – ALFONSINA MORINI STRADA – CICLISTA

– The Pirate Ship – Enrico Masseroli: IL RE E LO SPETTRO

I tre spettacoli selezionati saranno inseriti nella programmazione della XXIX edizione del Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta – Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo 2017” e presentati al pubblico – come da MANIFESTO e PIEGHEVOLE allegati – nei giorni 24, 25 e 26 novembre 2017 alle ore 21.30, presso l’Auditorium Comunale della Scuola Media in via dei Bersaglieri, 67 ad Urgnano (Bg). Le tre serate, aperte al pubblico, seguiranno le consuetudini del teatro ospitante per quanto riguarda la prenotazione e l’acquisto dei biglietti d’ingresso. Il Festival, solo per il “Premio Experimenta”, avrà un tariffario agevolato articolato in: biglietto intero a 8,00 euro e ridotto, per under 12 anni e pensionati, a 5,00 euro. Il premio al vincitore del bando è di euro 1.000,00. Nei giorni successivi alle rappresentazioni, i giurati esprimeranno il loro parere finale, decretando il vincitore del “Premio Experimenta 2017”. Per informazioni: Laboratorio Teatro Officina – Tel. 035 891878 Cell. 340 4994795 Email. laboratorioteatrofficina@gmail.com   Sito-web. www.laboratorioteatrofficina.it

PARERI DELLA GIURIA SUI TRE SPETTACOLI SELEZIONATI

BLACKOUT – Una bella novità questo spettacolo di teatro-danza della Allegra Brigata Cinematica, che affronta con piglio deciso e freschezza d’idee un tema attualissimo: l’abuso dei codici digitali nelle relazioni umane. Drammaturgia e regia si pongono, con eleganza, al servizio della simbolica vicenda costruita intorno a coreografie molto efficaci, ben sorrette dalle ottime prestazioni dei due danzatori, in primis di Federica Madeddu. Di buona qualità l’uso delle tecnologie e delle proiezioni video. Ottimi, infine, l’allestimento scenico, le partiture sonore d’accompagnamento e l’uso degli oggetti, in particolar modo della maschera-tablet.

AFFOGA NEL MIO CORPO, NON NEL MARE – Forte e realistico lo spettacolo del duo Briozzo-Pellegrinelli, affronta il tema della migrazione, del rapporto con l’altro e con la sua cultura, raccontandolo alla luce della vicenda personale dell’attrice. Interessante l’alternanza dei registri, che vanno dal comico al drammatico e la dichiarata scelta drammaturgica della confessione. Particolarmente riusciti sono alcuni passaggi (la spogliazione / lo stupore della “prima volta”) e il gioco autoironico sulla propria fisicità. Un buon controllo vocale dei vari personaggi unitamente a una disinibita presentazione del corpo sono i punti di forza della pièce. L’allestimento scenografico, scevro da tecnologie con l’eccezione di un microfono a filo, è coerente con la scarna essenzialità dello spettacolo, e bene valorizza la prova di teatro d’attore.

VITA NERD – Con questo spettacolo di Michele Cremaschi siamo al top nell’utilizzo delle tecnologie digitali al servizio del racconto scenico, del design multimediale e delle riprese video. Il tema della comunicazione digitale che potrebbe liberare l’uomo dalla schiavitù del lavoro migliorandone la vita sociale, anche se non nuovissimo, è trattato in modo estremamente originale. La scrittura scenica è molto curata e il registro comico che ne costituisce l’ossatura è di alto livello. Esilarante l’interazione col pubblico. Eccellente e particolarmente innovativo il sistema di registrazione audio/video realtime. Cremaschi, con “Vita Nerd”, dà vita allo “sfigato” più efficace e simpatico che il teatro bergamasco abbia espresso negli ultimi anni, dimostrando buone capacità attoriali in relazione anche alle difficoltà che l’insieme digitale dello spettacolo comporta. L’allestimento è complicatissimo per i numerosi oggetti e macchinari scenici presenti, ma sempre efficace e di grande ritmo.

 

 

 

Teatro Officina: vanno in scena “C’era una volta un albero” e “Utopia”

 

A SEGNALI EXPERIMENTA TORNA IL GRANDE LEO BASSI CON “UTOPIA”. PER I PIU’ PICCOLI, L’LTO PROPONE “C’ERA UNA VOLTA UN ALBERO”

Ultimi due appuntamenti per la XXIX edizione del Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta – Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo 2017”.

Domenica 11 giugno alle 16.30, per la sezione denominata “Teatro in Famiglia” all’Auditorium Comunale di Urgnano, presso la Scuola Media, in Via dei Bersaglieri, 67, il Laboratorio Teatro Officina presenta “C’ERA UNA VOLTA UN ALBERO” con Gabriella Sicigliano ed Ettore Rodolfi su testo e per la regia di Gianfranco Bergamini, delicata fiaba ecologica sul rapporto tra ragazzo e natura. Chiude in bellezza il Festival, sabato 17 giugno alle 21.30 sempre in Auditorium, “UTOPIA” di Leo Bassi,  un grande della clownerie. Apolide e poliglotta, tra gli innovatori del linguaggio circense del dopoguerra, Bassi è considerato un gigante mondiale dello spettacolo e della provocazione. Il nostro, una sintesi tra Benigni, Grillo e Dario Fo, è da sempre impegnato nella difesa del laicismo e riconosciuto come l’ispiratore del movimento spagnolo degli “Indignados”. Discendente da una famiglia circense fondata 150 anni fa in Italia da un ex-garibaldino, dopo una carriera di acrobata nei più grandi music-hall del pianeta (è cresciuto tra le braccia di Louis Armstrong e Groucho Marx), diventa uno dei più grandi giocolieri del mondo. Negli anni ’70 lascia i successi del circo per portare la propria arte in strada e legarla ai valori della società, diventando uno degli inventori del “nouveau cirque”. Crea spettacoli basati sulla provocazione-agitazione, sul nonsense, sugli eccessi, rompendo generi e collocandosi in una zona franca tra il comico, l’arte circense, l’agitazione sociale e il teatro. Parla otto lingue, riceve montagne di querele, si è trovato una bomba in camerino da parte dei movimenti integralisti e non si ferma davanti a niente.

Con lo spettacolo “Utopia” si scaglia contro il potere costituito, la finanza mondiale, anticipando incredibilmente la crisi del modello neo-liberista e delle ideologie, smascherate attraverso la forza e la poesia del clown. Il quotidiano El Pais ha definito lo spettacolo “la speranza come soluzione alla crisi”. In poco più di un’ora di spettacolo Leo Bassi cuce insieme attualità, veemenza, pungente sarcasmo, una clownerie che tiene conto di chi è quest’artista oggi, dopo anni di frizzante

carriera, e di che cosa può essere in grado di fare l’artista di circo in un mondo che ha bisogno di ridere ma anche di aprire gli occhi e di prendere consapevolezza.

L’ingresso a “Utopia” di Leo Bassi è di Euro 10,00, quello a “C’era una volta un albero” dell’LTO è di Euro 5.00. Per “Teatro in Famiglia” ogni due adulti paganti è previsto l’ingresso omaggio per un bambino. Posti in sala 99. Si consiglia la prenotazione.

Per informazioni: LTO Tel. 035891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@gmail.com, sito web. www.laboratorioteatrofficina.it

 

ASSOCIAZIONE LABORATORIO TEATRO OFFICINA

COMUNE DI URGNANO – Assessorato alla Cultura

REGIONE LOMBARDIA – Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura Progetto “Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo”

FONDAZIONE DELLA COMUNITA’ BERGAMASCA onlus

 

Regalami un sorriso, thriller trailer armeno: grande successo alla “prima” di Trezzano s/N

Strepitoso successo di REGALAMI UN SORRISO l’1 ottobre a Trezzano

E’ stato un successo imprevedibile e sorprendente, Giovambattista Rizzo riesce d’altronde a sorprendere sempre. Io l’ho visto per la prima volta in TV. Era con Marisa Laurito e si è presentato, a sorpresa, come nipote pugliese di Hitchcock. L’ho rivisto qualche giorno dopo, in occasione di un incontro di lavoro di alto livello. Pensavo in realtà che fosse un suo fratello gemello, perché il Cliente importante che avevamo in comune me l’ha presentato come Consulente di Marketing Strategico. Poi ci ho lavorato e ci lavoro anche ora, per Scrum Italia, Soluzioni Magazine, Sport & Work e l’ho visto impegnato in molte attività, che affronta sempre con passione, determinazione e ironia.

E’ stato così anche l’1 ottobre, ero io a presentare per l’Autunno Trezzanese lui e la sua Musical Comedy, in Prima Assoluta. Prevedendo però di arrivare in ritardo, mi ha pregato di guadagnar tempo e di annunciarlo così: ‘Reduce da un Master in tempi lontani ed una vita difficile anche in tempi vicini, scampato al successo televisivo perché non l’ha visto nessuno e ai trionfi letterari perché l’hanno letto in pochissimi, consulente affermato, riformato alla leva e parzialmente raffermo, non sta comunque mai fermo e perciò arriva ora di corsa …’ ed ha attraversato infatti la sala a grandi falcate e con grande ironia, prima di dar libero sfogo a una girandola di battute e sorprese, partendo a suo modo dal ricordo di Tino Buazzelli nel monologo di Cechov ‘IL FUMO FA MALE’ per fulminar subito dopo con la battuta: ‘Fumavo come un turco, ma ora sto con gli Armeni.’

Proprio gli Armeni, ed il Sorriso, sono d’altronde i protagonisti del racconto di un film che coinvolge e travolge, mentre il suono aspro e dolce del duduk accompagna vibrante le immagini del biblico Monte Ararat, con la sua cima innevata, e dei tanti scenari che fanno da magico sfondo ai Monasteri ed agli altri Tesori d’Armenia. E poi c’è Mr Ararat, cioè appunto Giovambattista Rizzo, che della Musical Comedy è l’autore, il regista, l’interprete.

REGALAMI UN SORRISO, lui chiede anche al pubblico mentre intanto si prodiga a regalare emozioni, perché il film ha continui colpi di scena e così Mr Ararat commuove, quando parla del genocidio, ed invece innamora quando dal buio fa comparire a sorpresa Syuzanna Hakobyan, che già ci aveva elettrizzato come pianista ed ora canta a cappella con la candela e il velo ed incanta col suo canto struggente, che si fa ancor più vibrante e magico quando lei ritorna sul palco, come Madama Butterfly.

E Mr Ararat regala intanto un sorriso, anzi dieci e anche cento, perché il sorriso è importante e l’io narrante ne dà prova, non è Buazzelli però ci prova ed è persino più esilarante, nella sua capacità ed incapacità autoironica.

Quel che regala alla fine non è l’affresco di un popolo straordinario che con noi italiani ha un comune sentire, ma un più leggero e pur toccante, coinvolgente acquerello di immagini, suoni, sorrisi che accarezzano il cuore e fan sentire vicini, perché il messaggio trasmesso è semplice e forte e perciò universale, diretto a tutti coloro che non rinunciano ad Accoglienza, Integrazione e Sorriso perché non soccombono a Guerra, Terrore, Pianto.

E d’altra parte, come ci ricorda anche Cechov, IL FUMO FA MALE …

Se ne sono perciò astenuti durante lo spettacolo Giovambattista Rizzo, cioè Mr Ararat, e accaniti non fumatori, come l’amico e Professional Coach Adriano Pettenon, che ha filmato l’evento, e e non fumatrici, come la grande artista Armena Syuzanna Hakobyan, talentuosa e bellissima, indimenticabile pianista ed affascinante soprano.

Per complicità positiva, non ho fumato neanch’io, ma l’ho fatto per l’arte, e non ha fumato l’intero pubblico, anche perché aveva le mani continuamente impegnate ad applaudire. REGALAMI UN SORRISO, THRILLER TRAILER ARMENO: un grande successo dell’Autunno Trezzanese, organizzato dalla Proloco di Trezzano sul Naviglio e Soluzioni Magazine di Giampaolo Santini e Andrea Pernarcic, ed è stata una Prima Assoluta!

Ma per chi non sia riuscito a vederlo o voglia entusiasta tornare a vederlo, sono previste altre rappresentazioni in futuro, di cui vi terremo sempre informati sul nostro giornale.

Giampaolo Santini

 

“Regalami un sorriso”, musical commedy a Trezzano s/N il 1° ottobre

REGALAMI UN SORRISO, da un grande Progetto Multimediale nasce una brillante MUSICAL COMEDY, Sabato 1 Ottobre a Trezzano sul Naviglio, in Prima Assoluta. 

 Uno scrittore italiano, Giovambattista Rizzo, ha cambiato le regole dei social networks ed è popolare nel mondo con una pagina evento che ha un’icona intrigante ed un nome molto ammiccante: ‘REGALAMI UN SORRISO DIVENTA UN FILM?’  https://www.facebook.com/events/856797931001952/

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Giovambattista Rizzo

Il suo messaggio è semplice e stravagante: ‘Coccoliamo chi ci sorride e premiamo chi ci conquista.’ Ed in effetti lo scrittore coccola, incoraggia, fa sentire a suo agio e importante chiunque sorrida. Così le mamme postano le foto dei loro bambini; gli aspiranti artisti pubblicano le loro foto, i video, i dipinti, mentre atleti, musicisti, attori e attrici già affermati raccolgono applausi e amiche e amici, virtuali e reali, regalan ricordi recenti o lontani, per far sorridere gli occhi, l’anima o il cuore; e tutti comunque son certi che REGALAMI UN SORRISO regalerà loro sempre attenzione, conforto, positività, poesia, ironia. Per questo vi pubblicano insieme ebrei e palestinesi, russi e ucraini, turchi e armeni. Il sorriso e l’esigenza di sorriso sono infatti unificanti e non conoscon barriere e come la musica fan breccia, si comprendono ovunque: e proprio dall’estero han chiesto di proseguire a oltranza, senza scadenza, un’iniziativa che ormai va avanti da due anni e piace sempre di più, perché ha il fascino del Made in Italy e soprattutto perché non promuove un prodotto o una persona, ma semplicemente incoraggia a sorridere.

E lo fanno ormai da 128 Paesi dei 5 Continenti, postando ogni giorno anche 200 tra video, foto e commenti. E il Cacciatore di Sorrisi, o ITALIAN SMILESHUNTER come l’ha chiamato una giornalista in Brunei, ogni tanto li premia con i suoi racconti, in italiano ed inglese: li ha finora già inviati a più di 100 sorridenti, non solo in Italia ed un po’ ovunque in Europa, ma anche in Cina, India, Brunei, Filippine e Russia, Brasile, Australia, Armenia.

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Syuzanna Hakobyan e Giovambattista Rizzo

E proprio l’Armenia ha ispirato, più che lo scrittore, il professionista, che sa come riposizionare strategicamente le aziende e sa come cambiarne l’immagine e la percezione pubblica. Il popolo Armeno è infatti ricco di arte e tradizioni e non può essere conosciuto e ricordato solo per il Genocidio, è come conoscere un imprenditore solo perché ha avuto il figlio rapito e ucciso. Per riposizionare l’immagine degli Armeni, occorre un film, incentrato però non sul Genocidio, ma sulle tante bellezze e ricchezze di cultura e valori armeni: Monasteri, Campioni di Scacchi, grandi ingegneri, Musica, e sì, anche il Genocidio, ma in un modo poetico e intenso, non pervasivo. La sua pagina Facebook si è rivelata così l’apripista ideale di un Progetto Multimediale in cui far convergere le due anime di Giovambattista Rizzo, professionista e creativo, per un’iniziativa molto generosa, ma anche ambiziosa.

Così ora su Facebook lui è Mr Ararat con il biblico Monte sullo sfondo della sua icona, cioè i suoi occhi, in uno sguardo intenso o inquietante alla Buster Keaton, tagliato poco sotto il naso, per renderlo ambiguo ed indeciso a tutto. Mr Ararat è anche protagonista del suo romanzo, che ha scritto con modalità innovativa, per utilizzarne il testo anche come sceneggiatura e copione teatrale: racconta infatti il film e il protagonista lo vede con il lettore, coinvolgendolo nei colpi di scena di una grande storia d’avventura e amore, mistero e ironia, passato e presente, reale e virtuale. L’ambizione è di aver creato un bestseller internazionale, con le carte in regola per poter essere anche un film di successo. Ci riuscirà? Forse. Ha fatto decollare per anni i Progetti dei suoi Clienti, ora ci prova col suo ed ha cominciato coinvolgendo tre registi di estrazione e nazionalità diverse: Italia, Armenia, Argentina.

Ora vuole offrirne al pubblico un assaggio ed il trailer è diventato una brillante Musical Comedy, REGALAMI UN SORRISO, THRILLER TRAILER ARMENO, che debutterà a Trezzano sul Naviglio sabato 1 ottobre.

Noi l’abbiamo vista in anteprima e, come Mr Ararat, Giovambattista Rizzo regala un sorriso e anzi dieci e anche cento, ma soprattutto regala il racconto divertente ed emozionante di un film e di un popolo, con un acquerello coinvolgente di immagini, suoni e sorrisi che accarezzano il cuore e fan sentire vicini: il messaggio trasmesso è semplice e forte e perciò universale, diretto a tutti coloro che vogliono che Accoglienza, Integrazione e Sorriso non cedano il passo a Guerra, Terrore, Pianto. Ma sulla scena ci saranno anche prestigiose Guest Stars Armene, artisti, danzatrici e cantanti diversi, per regalare ogni volta sorpresa e sorriso, com’è giusto aspettarsi da quello che è appunto un Thriller Trailer Armeno. Ma per l’1 ottobre possiamo già dirvi e farvi vedere chi è l’ospite  d’eccezione, anzi la coprotagonista: Syuzanna Hakobyan, artista Armena di grande talento e presenza scenica.

la Redazione

 

 

 

 

Come nasce un progetto di marketing strategico

Il Marketing Strategico di un Progetto Multimediale e Internazionale: REGALAMI UN SORRISO DIVENTA UN FILM?

 Quando avevo ancora molti capelli ed erano ancora tutti dello stesso colore, l’internazionalità per un Progetto era solo un’opzione, un’aspirazione o una vocazione. I Progetti potevano anche farne a meno e riuscire ugualmente ad avere successo, sfruttando al meglio i loro punti di forza sul Mercato locale, e/o il loro Posizionamento di nicchia.

Già si sapeva dei possibili effetti a distanza dell’innocuo volo di una farfalla, ma ai battiti d’ali si sono aggiunti da anni i cinguettii di Twitter e così il Mercato è diventato, a tutti gli effetti, interconnesso e globale. I Progetti perciò nascono ora Internazionali tout court ed il Marketing Strategico ha il compito di metterne a fuoco, differenziarne e valorizzarne i punti qualificanti, per consentirne il miglior Posizionamento, nei Mercati di maggiore interesse.foto-regalami-un-sorriso

Differenziare però non sempre è necessario: alcune idee di Business sono infatti già in partenza globali, si pensi ad esempio a quelle alla base di Google o Ebay. Le Autostrade Informatiche, d’altronde, aiutano e si può fare leva sul World Wide Web, sia nella fase di Posizionamento, sia in quella del Riposizionamento, spesso la più cruciale.

Ci interessa ora analizzare le problematiche del Riposizionamento, proprio perché attengono specificamente alle leve ed alle logiche del Marketing Strategico e possono riguardare sia un prodotto, sia una famiglia di prodotti, o anche l’intera azienda, oppure soltanto il concept di un’iniziativa o di un progetto o qualcosa di molto più grande, come una località o l’intera comunità che ci abita, oppure addirittura un Popolo.

E’ possibile riposizionare strategicamente la percezione collettiva di un Popolo? Sì, ed a volte occorrono anni per affermarla ed un attimo per abbatterla e così gli Italiani non son più Pizza Spaghetti Mandolino, mentre i Tedeschi hanno visto appannare, dopo l’Affaire Volkswagen, l’aura di serietà ed affidabilità che li ha sempre contraddistinti.

Proprio come per le Aziende, un evento negativo può minare l’immagine di un Popolo nella percezione collettiva  e quell’immagine, per le Aziende e per i Popoli, è comunque sempre lo schizzo sommario e stereotipato di pochi punti distintivi, che la storia ed il racconto che se ne fa hanno radicato, col tempo, nell’immaginario collettivo.

Quando è necessario ribaltare una percezione collettiva diventata scomoda o inappropriata, occorre intervenire in modo non convenzionale e quindi spiazzante, applicando proprio quella che io chiamo Teoria degli Interventi Spiazzanti: cioè con delle innovazioni coordinate e radicali in tutti, o quasi, gli Strumenti del Marketing Mix.

Ne ho un esempio recente e riguarda un Progetto Multimediale e Internazionale, che ho avviato due anni fa e vuol dare un primo piccolo contributo al Riposizionamento Strategico di un Popolo: il Popolo in questione è l’Armeno.

Le sue origini sono antichissime e tutti ricordano che l’Arca approdò sull’Ararat, Montagna Sacra d’Armenia. Ma, per molti, l’Antica Armenia fu anche il Centro della Creazione dell’Umanità; e gli Armeni furono i primi al mondo ad adottare il Cristianesimo come Religione di Stato. E si dotarono di un alfabeto che copre con le sue lettere tutta la gamma dei suoni possibili, così imparar le lingue straniere è per loro più facile. Eppure, dell’Armenia si ricorda solo il Genocidio, Pagina della Storia terribile e peraltro a lungo dimenticata, o addirittura negata.

Ma questo Popolo antichissimo esiste ancora e può ancora vantare un Patrimonio prezioso, preservato e intatto di Arte, Cultura, Tradizioni e Valori. E’ un Popolo che ha sempre difeso la sua identità culturale e religiosa e non ha mai cercato di imporre ad altri i propri Valori, ha dovuto migrare e si è disperso nel mondo restando però sempre tenacemente e pacificamente Cristiano e Armeno, assume perciò ai nostri giorni un significato emblematico e alto ed è per questo che ho avviato un Progetto che è dedicato agli Armeni, ma spero diventi anche il Progetto di tutti coloro che non vogliono che Accoglienza, Integrazione e Sorriso cedano il passo a Guerra, Terrore e Pianto.

Perciò mi son chiesto: come superare gli effetti di quel Genocidio che segna indelebile una percezione collettiva degli Armeni troppo ancorata al passato? Come riuscire a far girar pagina a loro e al mondo? Occorre una nuova prospettiva, ed una nuova immagine, con un messaggio semplice, universale e spiazzante, che cancelli il ricordo doloroso e troppo pervasivo di così tanto terrore e pianto facendo leva sui valori di Arte, Cultura e Cristianità per l’Armenia più immediatamente riconoscibili perché distintivi, e cioè il Monte Ararat ed il Monastero che gli sta di fronte, simboli stessi dell’Armenia per i turisti, come la Sfinge e le Piramidi in Egitto, o il Machu Picchu in Peru.

Occorre perciò un Progetto Culturale, che faccia conoscere l’Armenia ma non sia rivolto solo agli Armeni, cioè uno sguardo dall’Ararat e sull’Ararat non rivolto agli addetti ai lavori ma ad un pubblico il più possibile vasto, che   utilizzi quindi diffusamente la multimedialità, per trasmettere ovunque un messaggio positivo, universale, forte e proteso al futuro, alla speranza, alla Cristianità, al sorriso: REGALAMI UN SORRISO è nato proprio così.

Il primo passo è stato un mio evento blog su Facebook, un primo test a basso costo per verificare se quel concept poteva far presa, il mio messaggio era infatti semplice ma intrigante: ‘Coccoliamo chi ci sorride e premiamo chi ci conquista.’ Ed ha conquistato in pochi mesi un pubblico vasto ed internazionale, desideroso di apprezzamenti e pronto al sorriso anche senza ricevere premi, che io comunque ho distribuito ovunque, regalando i sorrisi dei miei romanzi umoristici, in Italiano ed Inglese, a chi pubblicava le foto più belle, o i commenti più positivi o poetici.

Il secondo passo è stato il mio avvicinamento alla cultura e al popolo Armeni, lasciandomi così subito illuminare dalla grandissima Antonia Arslan di cui ho letto tutto entusiasta e che non smetterò perciò mai di ringraziare, poi visitando a fondo l’Armenia ed infine cominciando a frequentare gli Armeni, in Armenia e in Italia: ho così avuto conferma che REGALAMI UN SORRISO poteva essere il messaggio giusto, su cui far leva per questo Progetto.

Il terzo passo è stato perciò rendere l’evento Facebook l’apripista di un Progetto Internazionale e Multimediale, in cui far convergere le mie due anime, di professionista e di scrittore, in un’iniziativa molto generosa e positiva,  ma anche ambiziosa e spiazzante, perché punta alla realizzazione del primo film sugli Armeni non incentrato sul Genocidio, ma sulle bellezze e ricchezze di questo popolo straordinario: Monasteri, Musica, Campioni di Scacchi, cottura del Pane Lavash, grandi ingegneri e sì, anche il Genocidio, ma in modo poetico e intenso, non pervasivo. Ho perciò iniziato a scriverne la sceneggiatura ed il titolo dell’evento blog su Facebook è diventato: REGALAMI UN SORRISO DIVENTA UN FILM?  https://www.facebook.com/events/856797931001952/

Son passati due anni e ora su Facebook vengono postati ogni giorno più di 200 tra foto, video, dipinti, commenti, e quasi da ogni parte del mondo (128 Paesi, in 5 Continenti). Grazie ad una martellante campagna di Marketing Virale, REGALAMI UN SORRISO è già diventato un marchio di successo, associato a foto e commenti che fan sorridere gli occhi, l’anima, il cuore, ma anche al FILM cui allude il titolo, film che spero abbia lo stesso successo internazionale della pagina Facebook, visto che la sceneggiatura s’ispira e trae spunto dai tanti contatti su Facebook e di quella pagina ha gli stessi ingredienti e nello stesso mix: poesia & humour, mistero & amore, passato & presente, reale & virtuale, vita & morte.

Ce ne sono alcuni anche nell’enigmatica icona di REGALAMI UN SORRISO. E quegli occhi sono proprio i miei, in uno sguardo ironico o inquietante alla Buster Keaton, per  giunta tagliato poco sotto il naso, per renderlo ambiguo ed indeciso a tutto, in particolare tra sorriso e pianto. Ma dietro i miei occhi, e sullo sfondo, ci sono il Monte Ararat e il Monastero di Khor Virap, e quindi l’Armenia.

Il quarto passo è stato perciò dare contenuto multimediale e multiculturale al Progetto, cercando un difficile ma necessario equilibrio tra vocazione e appeal internazionale, messaggi universali e precisi riferimenti all’Armenia.   Romanzo e sceneggiatura attingono perciò molto ai Tesori Armeni ed io sono convinto che così il Progetto, e in particolare il film, potranno dare  un primo contributo, piccolo ma significativo, al Riposizionamento Strategico della percezione collettiva degli Armeni, associando all’immagine di questo popolo straordinario non solo un passato terribile, di tante, troppe vittime del Genocidio, ma anche un presente, e futuro, di Arte, Valori e Cultura.

Gli Armeni, che vivono ovunque nel mondo, spero apprezzino la sincerità del film ed il suo tocco leggero perché nessuno deve dimenticare il Genocidio ma è necessario comunque andare avanti, sempre, e con il sorriso. I non Armeni scopriranno o conosceranno meglio l’Armenia e le sue tradizioni e l’ameranno, restando anche affascinati dalle musiche di Khachaturian e dall’Opera Anoush, con il suo finale toccante, degno del miglior Donizetti. Il film non c’è ancora, ma sono pronte le altre componenti multimediali ed interconnesse (Evento su Facebook, romanzo, sceneggiatura, commedia) e la sceneggiatura è già all’esame di 3 registi: uno armeno, uno italiano, uno argentino.

E il messaggio è forte, positivo e universale, trasmesso a pubblici diversi, con modalità e prodotti culturali diversi ma interconnessi, proprio per il modo innovativo con cui è stato scritto il romanzo: come racconto di un film, dal punto di vista di chi lo vede con il lettore e lo coinvolge, commentando in prima persona. Così sceneggiatura e romanzo sostanzialmente coincidono e ci sono anche i riferimenti alle musiche ed ai cambi di scena, utili anche per l’attore che ne faccia un monologo, raccontando il film al suo pubblico. Ma volevo prima offrirne un trailer …

Il quinto passo è stato perciò coinvolgere Artisti Armeni in un Progetto Artistico comune, una Musical Comedy che si chiamerà non a caso REGALAMI UN SORRISO, THRILLER TRAILER ARMENO ed è ormai pronta al debutto: la porterò in scena io stesso, il prossimo 1 ottobre a Trezzano sul Naviglio, nell’ambito degli eventi dell’Autunno Trezzanese. Racconterà con tocco leggero, poesia e ironia l’Armenia e il film, con un coinvolgente acquerello di immagini e musiche cui parteciperanno artisti Armeni, musicisti, danzatori e cantanti  anche diversi, per regalare ogni volta sorpresa e sorriso, com’è giusto aspettarsi da quel ch’è appunto un Thriller Trailer Armeno.

Giovambattista Rizzo


Giovambattista Rizzo:
Chirurgo d’Impresa e Uomo del Cambio Marcia
Sono una via di mezzo tra uno scugnizzo napoletano e un Cincinnato padano: ho, del politico, la capacità di entrare e uscire in punta di piedi costruendo senza distruggere, con pazienza ed equilibrio; dello scugnizzo, ho invece il guizzo creativo e l’argento vivo, armi potenti per sbaragliare difficoltà e contrasti.

Per questo, da 35 anni mi chiamano per far partire, ripartire o non morire iniziative, progetti, aziende. Per questo, a seconda dei casi, in Grandi Gruppi o Piccole e Medie Imprese, sono stato Consigliere d’Amministrazione o General Manager, Controller o Project Manager, Direttore Marketing o Finanziario. Ma non sono un temporary manager, sono piuttosto un permanent manager for temporary crucial phases. Sono, a 60 anni, Chirurgo d’Impresa e Uomo del Cambio Marcia.

 

Teatro Officina: ad Urgnano (Bg) va in scena “Penelope”

Associazione Laboratorio Teatro Officina

Regione Lombardia – Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo

Comune di Urgnano – Assessorato alla Cultura

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI GRUPPO

“SEGNALI EXPERIMENTA – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO 2016”

AUDITORIUM COMUNALE DI URGNANO (BG) – SABATO 21 MAGGIO, ORE 21.30.

“PENELOPE” CANTO D’AMORE E DI GUERRA

TESTO, REGIA E INTERPRETAZIONE DI NAIRA GONZALEZ

(Ex attrice dell’Odin Teatret e del Teatro de los Andes)

PRIMA NAZIONALE

 

Ingresso: euro 12,00. Posti in sala 99. Si consiglia la prenotazione.

PER PRENOTAZIONI – LTO: Tel. 035 891878 Cell. 340 4994795

Email. laboratorioteatrofficina@aliceposta.it – Sito Web. www.laboratorioteatrofficina.it

 

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“Era una limpida giornata di un azzurro acciaio. I firmamenti dell’aria e del mare erano appena separabili in quell’azzurro che tutto penetrava; soltanto, l’aria pensosa era di una trasparenza pura e morbida, con una

apparenza femminea mentre il mare robusto e virile, si sollevava con onde lunghe, forti e lente, come il petto

di Sansone nel sonno”.

Herman Melville (Moby Dick)

foto teatro

 

Le frasi di Paolo Poli

E’ morto un grande protagonista del teatro italiano, Paolo Poli

Credo che chi ama il teatro, almeno una volta, abbia visto e ammirato nel suo ambiente ideale, il palcoscenico, l’attore Paolo Poli.

E’ stato un mattatore e un provocatore, riuscendo a coniugare leggerezza e intensità come pochi altri nel mondo dello spettacolo.  Aveva seguito studi regolari fino alla laurea in Lettere con una tesi sul teatro francese dell’800, vivendo in una bella famiglia numerosa, la cui Mamma era un’insegnante montessoriana, che non ebbe pregiudizi sulle tendenze omosessuali di quel suo figlio geniale.

Della sua vita ricorda:<<Sapevo fin dall’inizio di essere gay. Entrai in una panetteria e vidi che mi garbava il fornaio. Andai al cinema, davano King Kong, avevo cinque anni e vidi che mi garbava pure il gorilla. >>

Tra i suoi lavori più famosi “ Aldino mi cali un filino”, “ Rita da Cascia”, che aveva suscitato un vespaio di polemiche e un’interrogazione parlamentare. Indimenticabile la sua voce impertinente dell’interpretazione di Pinocchio.

Ironico e autoironico ( anche sulla propria omosessualità ) , la sua opera di artista libero è un vero dono per la nostra cultura.

Si rivela con schiettezza: << Il mio vizio preferito è la superbia: le troppe lodi ricevute me lo fanno praticare spesso. Sono molto superbo. Il vizio che invece non sopporto è l’accidia: il brontolìo insulso delle proteste sterili. Dante mette gli accidiosi in un lago, sotto gli iracondi. >>

 << In me c’è tanto Boccaccio e meno Dante, troppo moralistico. Boccaccio mi piace perché  ha scritto per le donne, figure cui allora non era concesso niente. >>

Con frasi lapidarie e dirette rivelava: << La sola legge che non ho infranto è quella di gravità. >>

E ancora, senza troppe metafore dichiarava che “ Il sesso è nel cervello, non è tra le gambe”. “ Il torto di Dio è di non aver brevettato l’uomo. Per questo ce ne sono in giro tante cattive imitazioni” .

Suonano come sciabolate questi suoi aforismi, come: “La mente è come l’ombrello: per funzionare deve essere aperta.”

Quando ancora non si parlava certo di matrimoni e di diritti civili per gli omosessuali, aveva rivelato la sua personale visione dei rapporti fra due esseri umani, al di là del genere: << Io voglio seguire l’istinto e la perversione, non tornare a casa e sentirmi dire cosa voglio per cena. Il bello degli amori omosessuali è la loro libertà e la loro riprovazione. Le nozze tra gay non mi interessano, come quelle tra un uomo e una donna. Il matrimonio deve essere orrendo. >>

Abbiamo avuto un Artista libero e divertente fra noi, colto e lavoratore come un artigiano per il suo mestiere, raro in un mondo di personaggi  troppo spesso improvvisati, magari presi a caso nei talent di moda.

Non credo che ve ne sarà un altro simile.
Luciana Brusa

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale Sport & Work

 

 

Paolo Poli, un ricordo

Se ne è andato pochi giorni fa, amorevolmente assistito da sua sorella Lucia, Paolo Poli, uno degli artisti più amati del nostro palcoscenico.poli

Nato a Firenze nel maggio del 1929, Poli, cominciò giovanissimo ad affermarsi nei teatri della sua città.

Nei primi anni sessanta approda in Rai, protagonista di una serie di fiabe tratta da Esopo, lette ai bambini.

Resteranno nella memoria i suoi personaggi brillanti e surreali, la sua grande arguzia e ironia.

Ricordo di averlo conosciuto nei primi anni ottanta al Teatro Gerolamo di Milano, teatro di prossima riapertura, perlomeno così dicono, dopo che nel 1983 venne chiuso per l’inasprirsi dei controlli sulla sicurezza a seguito di un grave incendio in un cinema torinese.

Come sua sorella Lucia, anche Paolo Poli era un assiduo frequentatore del Gerolamo, allora diretto da Umberto Simonetta, scrittore e autore spesso geniale e un po’ dimenticato, dopo la scomparsa nel 1998, dalla “sua” Milano.

Ricordo, io ragazzino e suggeritore della compagnia, un signore molto elegante, gentile e divertente. Quando molti anni più tardi lo rividi dietro le quinte di un teatro dove aveva terminato da poco il suo spettacolo, saputo che nel frattempo mi ero sposato e avevo tre figli, mi disse: “oh, poverino, ma cosa ti è successo…?”. Poli non amava la convenzione, nello spettacolo e nella vita; pur non essendo contrario, il matrimonio, che fosse etero o omosessuale, gli metteva una grande tristezza, come il Carnevale di Viareggio, diceva.

Le canzoni sono state una componente importante nei suoi spettacoli, tanto che nel 1960, pubblicò un singolo, seguito da diversi album.

Era ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli di Roma dopo che nel mese di febbraio fu colpito da ischemia cerebrale.

Ma noi vogliamo ricordarlo sorridente, irriverente e ironico, e chissà che da lassù non ci stia prendendo in giro con uno sberleffo dei suoi.

Roberto Vandelli

 

Roberto Vandelli
Attore, ha frequentato l’Accademia dei Filodrammatici di Milano e lavorato con i maggiori esponenti dello spettacolo italiano,tra cui: Pagni, Tedeschi, Lizzani, Bramieri, Vianello, Pagliai ,Morricone, Giannini, Shammah e negli ultimi anni Massimo Ranieri

 

 

Urgnano: Festival Internazionale del Teatro di Gruppo

Un weekend di racconti, giochi, musica e teatro dedicato alle tradizioni popolari della terra bergamasca – II EdizioneDocument-page-001

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Prenderà il via nel mese di aprile 2016 presso l’Auditorium Comunale di Urgnano (Bg) in via dei Bersaglieri 67, “SEGNALI EXPERIMENTA – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO” Festival Internazionale del Teatro di Gruppo, promosso dal Laboratorio Teatro Officina, in collaborazione con il Comune di Urgnano (Assessorato alla Cultura) e la Regione Lombardia (Progetto “Circuiti  Lombardia Spettacolo dal Vivo”).

La manifestazione, alla ventisettesima edizione, vedrà la presenza, il 23 aprile alle 21.30, di Leo Bassi con “BOB – The Best of Bassi” spettacolo-retrospettiva dei momenti più famosi degli ultimi dieci anni di carriera di questo straordinario giocoliere, attore, comico che ha fatto della risata un’arma pacifica per il cambiamento.

Nato negli Stati Uniti nel 1952, Leo ha vissuto tra Francia, Medio Oriente, Giappone, Italia e Spagna,  girando il mondo con i suoi provocatori spettacoli. Specializzato in numeri di antipodista (acrobazie eseguite con oggetti tenuti in equilibrio e fatti volteggiare con i piedi) ha sviluppato dagli anni Ottanta una serie di spettacoli che lo vedono sempre più interagire con il pubblico in un parossismo demenziale a tinte drammaturgiche molto forti. La sua carica dirompente e l’apparente sprezzo del pericolo è insito nei suoi numeri, fra tutti quello in cui con una motosega affetta al volo dei cocomeri sotto lo sguardo allibito del pubblico. Il suo linguaggio schietto e coraggioso e le scene irriverenti e mai volgari, anche nelle nudità, incontrano l’apprezzamento del pubblico soprattutto giovanile. Nonostante abbia partecipato a numerose trasmissioni televisive (in Italia con Piero Chiambretti) mal si adatta ai meccanismi dell’industria dello spettacolo ed esercita il suo teatro nella strada, nelle piazze, nelle discoteche ed in tutti gli spazi dove possa entrare in contatto con un pubblico distante dalle platee classiche. Imperdibile.

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A seguire, domenica 1 maggio, è la volta di “Personaggi” del Teatro La Ribalta, compagnia storica del teatro di ricerca italiano, costituita dagli attori Antonio Viganò e Michele Fiocchi, che, diventata nel 2013 cooperativa sociale col nome “Accademia Arte della Diversità”, ha dato il via alla prima compagnia teatrale professionale italiana  costituita da uomini e donne in situazione di “handicap” che hanno scelto, dopo molti anni di formazione e spettacoli, di diventare attori e attrici professionisti. “Personaggi” è la versione italiana del grande successo internazionale “Personnages” – Premio “Eti-Stregagatto” – realizzato nel 1999 con la compagnia francese de “l’Oiseau Mouche” sempre con la regia di Antonio Viganò e presentato lo stesso anno alla dodicesima edizione del Festival “Segnali” di Urgnano. Un grande momento di teatro dove la “diversità” diventa arte.

Arriva, come terzo appuntamento di Segnali, domenica 8 maggio, “L’archivio delle anime. Amleto” una costruzione a quattro mani di Massimiliano Donato e Naira Gonzalez : Uno di quei rari spettacoli – come ebbe a dire Valeria Ottolenghi – di suprema bellezza e intelligenza a tutti i livelli, per la drammaturgia, lo straordinario talento dell’attore, l’estrema cura in ogni passaggio, che pare riescano a dare nuova intensità, brillantezza, alla vita … una costruzione  che, sciolta, vertiginosa, piena di ritmo, meriterebbe profonde analisi per la definizione dei personaggi, le relazioni tra loro, la scomposizione del testo, il gioco degli incastri e dei ritorni, l’uso dei materiali scenici (anche marionette, fantocci, burattini), il raffinato meccanismo metateatrale, i continui, misurati, mutamenti di stile, comico e tragico, di alta commozione drammatica e scoppiettante ironia, scorrendo rapido dai toni buffi, grotteschi, a un’intensa malinconia vicina al pianto, tra strabilianti piroette espressive, formali, e ammiccamenti al pubblico, lasciando emergere qua e là, con gioia beffarda, riflessioni universali (su dio, la famiglia, la morte), facendo nascere risate improvvise e silenzi d’ascolto commosso”. Prezioso come un gioiello.

Il Festival s’interrompe – sabato 14 e domenica 15 maggio – per lasciare il posto al Progetto GH’ÉRA ÖNA ÓLTA” Uno weekend di racconti, giochi, cibo, musica e teatro dedicato alle tradizioni popolari della terra bergamasca”.

L’iniziativa, nelle intenzioni degli organizzatori, vuol essere un viaggio a 360° nelle tradizioni della nostra provincia, attraverso proposte culturali che si occupano della sua storia, della sua musica, dei suoi cibi e prodotti tipici, dei suoi giochi e del suo teatro popolare. All’interno del Progetto si svilupperà, inoltre, una proposta espositiva di aziende agricole, ditte e produttori del territorio che abbiamo intitolato: “Prodotti tipici bergamaschi – Mostra mercato sulle eccellenze artigianali ed enogastronomiche della nostra provincia”. Il Progetto sarà collocato all’interno delle bellissime sale della Rocca Viscontea nel centro storico del comune di Urgnano.

Alla manifestazione, per la sezione musica, parteciperà Valter Biella, famoso etno-musicologo che, con il suo gruppo, proporrà agli alunni delle scuole e agli adulti il concerto-conferenza “La musica e gli strumenti nella tradizione popolare bergamasche” dedicato alle arie e danze di Bergamo e provincia, unitamente a un’esposizione di strumenti musicali della tradizione orobica. Per il teatro popolare ci sarà la presenza di tre gruppi: Virginio Baccanelli con lo spettacolo “L’oro di Gioppino” e la mostra “I Crape dè lègn di Virginio” sull’origine, la storia e la costruzione dei burattini; il Teatro Viaggio con lo spettacolo “Spiriti di vini” dedicato agli Zanni e gli Arlecchini, maschere bergamasche della Commedia dell’Arte e il Laboratorio Teatro Officina con l’incontro teatrale ”Fàole e legènde – I racconti della veglia di stalla” unitamente a commenti storico-letterari e aneddoti vari durante l’arco delle due giornate di progetto. Sul tema del cibo, oltre alla già citata mostra-mercato, verrà realizzato un momento conviviale denominato “Cena con i profumi e i sapori di un tempo” in cui il ristorante “Vicolo Antico” di Urgnano servirà piatti tipici della gastronomia bergamasca. L’Associazione di Promozione Sociale “Il Cerchio di Gesso” proporrà, infine, a bambini e adulti, “Il giardino dei giochi dimenticati” un’esperienza ludica dedicata ai giochi della tradizione popolare e alla loro costruzione. Oltre all’Assessorato alla Cultura del Comune di Urgnano, partecipano al Progetto “Gh’éra öna ólta” la Regione Lombardia con i suoi “Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo”, la Confagricoltura, la Condotta “Slow Food” Bassa Bergamasca e il Distretto Agricolo Bassa Bergamasca. Tutti gli incontri e gli spettacoli saranno ad ingresso gratuito, mentre, per la cena a tema, il costo è di euro 10,00.

Si torna al Festival “SEGNALI EXPERIMENTA” con la già citata Naira Gonzalez e il riallestimento del suo celebre monologo “Penelope” del 1994. “Da tempo Gianfranco Bergamini –  dice la Gonzalez nella presentazione – non mi da pace chiedendomi di riprendere questo lavoro che ho creato ventidue anni fa. Ero una ragazzina e, a mio parere, i testi erano molto ingenui e un po’ banali e la scena troppo vuota e tutta nera. Ho deciso di rivisitare lo spettacolo, questa volta utilizzando testi di scrittori veri, come Omero e Melville e di rendere il tutto più luminoso. Il tema è molto semplice: una donna aspetta l’uomo che è partito per le battaglie. Potrei chiamare questo mio nuovo lavoro un piccolo poemetto di amore e di guerra.”  Lo spettacolo – una co-produzione del Laboratorio Teatro Officina – verrà presentato, in prima nazionale, a “Segnali Experimenta” sabato 21 maggio.

Nelle due giornate successive, la grande attrice argentina condurrà, sempre all’Auditorium Comunale di Urgnano, uno workshop intensivo sulla voce intitolato “L’oro e il falco – La forza e la tecnica della voce”. Numero max. partecipanti: 15 persone. Costo: 120 euro. Durata 12 ore, così distribuite: domenica 22 maggio 2016: 9:00 / 13:00  –  14:30 / 18.30; lunedì 23 maggio 2016: 19:00 / 23:00. Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 maggio  2016.  Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 maggio  2016. Il seminario prenderà il via al raggiungimento di minimo 10 iscritti.

Tutti gli spettacoli del Festival si terranno presso l’Auditorium Comunale (Scuola Media) di Urgnano (Bg) alle ore 21.30. Ingresso: Euro 12,00. Posti in sala 99. Si consiglia la prenotazione. Info: Laboratorio Teatro Officina Tel. 035891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@aliceposta.it, sito web. www.laboratorioteatrofficina.it