Bernardo Bertolucci: la sfida

Ogni  sua intervista lascia un sorriso o una commozione  anche una curiosa fascinazione.

Dipende dalla lingua. Ne parla almeno tre il dialetto di Parma il francese l’inglese.

Ma nella lingua piu attesa, e’ subito palese che siano in pochi  a comprenderlo.

Raggiunge per questo  il grande Godard che forse inaspettatamente lo apprezza e lo rassicura.

Un giovane regista-poeta italiano di talento  in cerca di se stesso. Molti precettori originali e ingombranti, padre poeta tra i poeti, gente acuta e perbene della Bassa..Pierpaolo Pasolini.

Ma prima di tutto questo, arriva a Roma con la famiglia e  poco piu’ che ventenne “viaggia” poi di testa sua.

Una singolare  globalizzatore italiano  della cultura ante litteram.

Percepisce subito il vuoto di una gioventu’ romana borghese e  maldestra aria compressa  tra zecche e Parioli.

Dunque la decisione,dall’alto di un quartiere tranquillo… erige il suo prezioso punto di osservazione. Nel tempo, ormai famoso,  scenderà verso Trastevere, Orto Botanico.

Poeta prima,scrittore poi. Non fatica a diventare  sceneggiatore e poi intrepido regista di immagini sempre al limite.

Della bellezza in bianco e nero è maestro, dei piani inclinati  della psiche e del sesso anche. Ma all’interno di  contenuti letterari e ben strutturati, come il Conformista di Moravia.

Combinazione che fa infuriare l’establishment benpensante.

 Mordace nella leggerezza ribaltatrice di quegli anni 60/70.

Con  grande coerenza intellettuale…volerà dal misticismo spinto della  carne al cuore della  spiritualita buddista, ma  sempre con arte e classe profusa.

Attento rigoroso allergico alla stupidità e con  un senso di umanità e socialità, tutto suo e tutto padano.

Da giovane al dopo Parigi, crudo e tenero Cocis alla conquista del mondo e ancora di sé.

Perfetto interprete della lingua francese, perfetto officer nella lingua inglese, una personalità istrionica la sua  transculturale e neanche a pensarlo,  mai banale.

Questo il mio Bertolucci…  genitore ucciso   almeno 7 volte come diceva suo padre.

Mai  in prigione. Una sorta di Pinocchio al contrario.

Un mito discusso ma  indiscutibile visto con gli  occhi di quel  grande ”Geppetto”poeta: suo padre.

Una filmografia cosi’ ampia e’ ancora piu’ interessante se declinata   in modo casuale  la magia è che sara’ comunque coerente e  compresa nei suoi concetti.

Ecco alcuni  frammenti di Bernardo Bertolucci,regista poeta italiano generoso e  spigoloso.

ESISTERE NEL PROPRIO TEMPO

Cos’e’ un progetto? Una  dimensione del futuro che da’ corpo al passato passando per il presente. Questo il principio cardine di ogni suo film.

Molti riferimenti alla filosofia del tedesco HEIDEGGER (1889-1976) MAGGIOR ESPONENTE DELL’ESISTENZIALISMO.

LA LUNA – 1979

Adolescente tossicodipendente alle prese con un problema edipico “al limite” ed oltre tra i tavoli di un baretto improvvisa un ballo dei Bee Gees.

NOVECENTO -1976

Il figlio di un contadino, il figlio del  padrone, più di 4 ore di programmazione, la storia gli intrighi il nord Padano.

THE DREAMERS – 2003

Erotismo e politica. Giovane americano si trasferisce a Parigi e vive il suo personal cultural shock nel cuore di una famiglia europea “sui generis”. L’utopia sessantottina, cineasti e artisti borghesi belli e sognanti che parlano di Godard e fumano nudi.

STRATEGIA DEL RAGNO – 1970

Tema dell’eroe e del traditore. Pamphlet psicanalitico. La coesistenza degli opposti: vita e morte, profezia e ricordo, vecchiaia e giovinezza, il vero e il falso.

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE -1964

Parma, il mondo della rivoluzione sentimentale di Gina e Fabrizio.Film preferito da M. Scorzese, testuali parole.”achieved, emozional experience, expressive power, elegance. A former moment for me”. Tutto chiaro?

L’ULTIMO TANGO A A PARIGI- 1972

Lamento contro la famiglia, (forse).Un omaggio alle verità della vita. Maturità, sesso, stupore, emozione. Ma soprattutto scandalo.

Qui Bertolucci viene privato dei diritti civili per 5 anni e più. Al rogo la pellicola.

In realtà sarà anche l’ascesa verso un successo internazionale con pochi precedenti in questo senso.

L’ULTIMO IMPERATORE – 1987

9 Oscar. Premio alla miglior regia. 9 David di Donatello. Palme e quant’altro.

Delle nove nomination” Vero nel mio stupore”.

Pechino 1909 entro le mura della città proibita l’affaccendata scena di un solitario presidio di un Impero in dissoluzione. Pu Yi incoronato imperatore a soli 3 anni-

Incoronato nuovo signore dei diecimila anni. Drammatico. Storico biografico. Musiche di R. Sakamoto.

Alla fine una lunga rieducazione comunista, un ritorno alla semplicità tra spunti hollywoodiani e stile sovietico. Fedele ai contenuti. 

E ANCORA…

Del suo primo incontro con Pasolini :” Ero bambino sentii suonare alla porta.. credevo fosse un ladro, ma era un poeta grande amico di mio padre.” Tradotto,”…uno dei  miei padri ingombranti” .

DELLA CONTESTAZIONE DI QUEGLI ANNI E DEL 68’

La contestazine in Italia è piccola …perchè anche la borghesia è piccola.

Slogan famosi: immaginazione al potere, proibito proibire.

 Fondalmente la rivoluzione sessuale è il mio  contributo di libertà proiettato in avanti.

PORTE APERTE SUL SET

Un ambiente piu’ giusto per la creativita’.

DOVE NASCE LA PASSIONE PER IL CINEMA?

Forse dal mal di schiena. “io vivo un’eterna carrellata”.

A CHE TI SERVE IL CINEMA?

“Per non impazzire, per dare uno stile alla mia vita, per ordinare il caos fuori e dentro di me.”

E IL TEATRO?

“Il teatro respira con la gente che ci entra, soprattutto dalla parte del pubblico..”

FIERO PER ?

Ho portato una troupe internazionale dentro la citta’ proibita.

 

In origine ..un  genio senza Storyboard. Il talento scritto nel Dna.  Vivace, figlio d’arte. Politicamente vago, ne’ dandy ne’ bohemien.  Di Parma.

La sfida oggi e’ un film su di lui.

Lina Tedesco                                                                                                                   

Lina Tedesco: correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

 

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