Bandiere a mezz’asta?

……Giovedì 2 settembre 1982. Il generale Dalla Chiesa, ha consegnato al Ministro delle finanze un esplosivo dossier: l’elenco detta­gliato dei depositi bancari di quei personaggi siciliani che in questi anni  si  sono  ra­pi­damente arricchiti.

……Venerdì 3 settembre 1982 il generale è stato brutalmente assassinato mentre con la moglie tornava verso casa.

Uguale sorte era toccata mesi prima al deputa­to Pio  La Torre, a Piersanti Mattarella, al dott. Ciccio Montaldo e a tanti altri, tutti colpevoli di aver cercato di colpire la mafia  nel suo punto più vulnerabile: il conto in banca.

Ci sono dei momenti nella nostra vita, in cui è più facile in­tuire come grandi questioni vecchie, conservino forza, anziché appassire; e ci sono dei fatti che pur essendo già archiviati nella memoria, rap­presentano tappe decisive nella vita di una comunità. Il grande processo che si è tenuto alcuni anni fa a a Palermo, contro centinaia di imputati, accusati dai giudici di appartenere alla mafia è uno di questi.

Non è questo  un processo di battaglia. E per questo mi aveva poco convinto l’idea lanciata fra i sindaci di essere presenti in tanti il primo giorno in Corte d’Assise: non c’è bisogno di pur generose presenze, ma d’un severo rispetto dei ruoli a ciascuno assegnati .

Giusto era ed è lo spirito che ha animato il progetto: dimostrare ai siciliani, a Palermo, a chi più di ogni altro è vittima della mafia che anche gli altri parteci­pano, s’indignano. Soprattutto si è capito che tutti siamo, al nord come al sud, vittime di una delinquenza che soffoca la democrazia. Ma per esporre questo non c’è bisogno di gonfaloni e fasce tricolori in mostra. Basta un’aula ordinata, un perfetto equilibrio fra le parti, un’atmosfera di moralità che possa consentire una lettura approfondita delle carte raccolte, carte di so­vente insanguinate.

E’ spesso l’ingiustizia a sorreggere e nutrire i circoli mafiosi e se a Pa­lermo, capitasse che nel processo, un innocente alla fine venisse condannato e un colpevole assolto, sarebbe una nuova vittoria di “ cosa nostra “ che si troverebbe a fianco un nuovo adepto che disprezza uno Stato ciecamente re­pressore e dimostrerebbe che la propria  forza non è domata.

Certo, non è facile lasciare le emozioni fuori dalla porta perché in quelle carte prevalgono i testamenti ora cupi, ora desolati  dei  galantuomini  assassi­nati  dal  kalashnikov. Ci sono lutti in quelle pagine, c’è la storia di tanta gente condannata a morte solo perché esercitava un mestiere scomodo per conto di tutti. Ci sono, nei tanti volumi dell’inchiesta, i resoconti di troppe offe­se sop­portate da uno Stato che anche uomini  politici  hanno  preferito  rendere  cieco.

Norberto Bobbio, in polemica con chi aveva  proposto la festa nazionale del tricolore, aveva suggerito che in tutta Italia venissero esposte le bandiere a mezz’asta, finché la mafia essa non sarà battuta.

Certo, è una provocazione !

Ma lo  Stato  italiano ha  un  dovere: saldare al  paese le promesse che non ha saputo adem­piere a Carlo Alberto Dalla Chiesa e a tanti al­tri.
Franco Mauroner

 

Franco Mauroner, funzionario, ritirato dal lavoro, è stato responsabile della comunicazione istituzionale e trasparenza del Comune di Trezzano Sul Naviglio. Dal 2007 al maggio 2012 segretario particolare del Sindaco di Abbiategrasso e per il Comune di Trezzano Sul Naviglio in oltre un trentennio ha ricoperto le funzioni di funzionario dell’area sociale, dell’area culturale e dell’area informatica. Ha collaborato con Ancitel, servizio privacy on line, il gruppo creato per facilitare la collaborazione tra Garante Privacy, Anci, Ancitel, Upi, Uncem; inoltre è stato consulente per Anci risponde ed Anciform, Legautonomie, Consorzio dei comuni della Provincia di Bolzano, Associazione dei Comuni del Lodigiano, DTC PAL del Canavese, Consiel Enti Locali. Svolge attività di docenza e consulenza nella Pubblica Amministrazione in materia di applicazione della legge sulla trasparenza, del codice privacy, di diritto all’accesso, di comunicazione istituzionale. Ha pubblicato alcuni volumi e numerose pratiche per la pubblica amministrazione e ad oggi pubblica articoli e saggi su varie testate (Comuni in rete, Pa-Web, Il Sole 24 ore, Strategie Amministrative, Italia Oggi, Ascolodi, Ordine e Libertà). Ha anche per il 2016 l’attestazione professionale di “comunicatore pubblico”, cioè responsabile della comunicazione istituzionale.

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