Sport & Work n° 13 – Attività sportiva per chi studia, “Mens sana in corpore sano”

I VANTAGGI  DELL’ATTIVITA’   SPORTIVA  PER  CHI  STUDIA

Alla luce delle moderne conoscenze di fisiologia, il famoso detto del poeta romano Giovenale “Mens sana in corpore sano” è da considerarsi ancora oggi molto attuale.

 Nel mese di settembre, con la riapertura delle scuole, in molte famiglie italiane,  soprattutto se un ragazzo si trova a dover affrontare l’incognita di un nuovo ciclo di studi – come può verificarsi al momento di passare dalle elementari alle medie inferiori, o da queste ultime alle superiori – oppure se è reduce da un’annata didatticamente difficile, capita che venga stabilita, e senza nemmeno troppe remore, la necessità di farlo rinunciare alla pratica regolare di uno sport, visto soprattutto come potenziale distrazione dagli impegni di studio.  

E’ vero che una simile decisione crea il presupposto per rendere probabilmente disponibili da trascorrere sui libri un certo numero di ore durante la settimana – sempre che vengano poi effettivamente utilizzate per lo studio, e non sprecate davanti alla televisione o con i videogiochi – ma d’altro canto ciò significa rinunciare a tutta una serie di ripercussioni positive che indubbiamente la pratica sportiva può comportare per uno studente.

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concentramento minivolley 2013

Pochi genitori sanno, ad esempio, che recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato positive ripercussioni sul carattere dei ragazzi, che risultavano direttamente proporzionali alla loro capacità di coordinazione: in sostanza, sembra che sentirsi in grado di saper controllare molto bene il proprio corpo da un punto di vista della gestualità comporta un incremento della padronanza di sé, garantendo maggior sicurezza e determinazione nell’affrontare qualsiasi situazione (ad esempio: un compito in classe a scuola).

Questo convincimento deriverebbe dalla perfetta sinergia di azione tra la sfera psichica e quella fisica dell’individuo. Al proposito, si ha una significativa controprova, se ci si sofferma ad analizzare il comportamento e il cosiddetto “linguaggio corporeo” di una persona a disagio, incerta, in difficoltà: tiene il capo chino, non sa cosa fare con le mani o dove metterle, farfuglia a voce bassa… esattamente come capita a molti studenti poco preparati durante una interrogazione.

La pratica sportiva permette inoltre di allentare le tensioni nervose, particolarmente importanti durante la fase adolescenziale, e consente contemporaneamente di dare sfogo, incanalandoli, agli eccessi di aggressività, che ovviamente non facilitano l’applicazione nello studio e il mantenimento della sempre importante buona condotta scolastica.

Va poi compreso che le svariate ore dedicate allo sport ogni settimana, soprattutto se praticato in modo organizzato, non rappresentano tempo sprecato ai fini del rendimento a scuola, come si potrebbe erroneamente pensare, perché invece contribuiscono a:

¨      migliorare la capacità di attenzione, utilissima per seguire le spiegazioni in classe

¨      sviluppare l’abitudine alla concentrazione, fondamentale per qualunque studente

¨      accrescere l’autostima, decisamente importante durante tutto il percorso di crescita dell’individuo

¨      incrementare lo spirito d’iniziativa, caratteristica sempre apprezzabile dagli insegnanti

¨      allenare al controllo delle emozioni, utilissimo durante un’interrogazione o un esame scritto

Se poi la disciplina sportiva contempla l’apprendimento mnemonico di schemi legati ai movimenti di squadra, come succede ad esempio nel volley o nel basket, oppure di precise sequenze motorie, come nella ginnastica artistica o nella danza, per l’esecuzione di un esercizio, viene di conseguenza allenata e stimolata in modo piacevole la capacità di memorizzazione, dote ovviamente preziosa per qualunque studente. images

Infine, va ricordato che a chi frequenta le medie superiori e risulti tesserato da una Federazione sportiva come agonista viene riconosciuto per ognuno dei 3 anni precedenti l’esame di maturità un punto che concorre, sommato a quelli ottenuti col profitto, all’attribuzione del voto finale.

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

Un commento

  1. Luciana Brusa

    Sono molto convincenti le osservazioni di Carlo Napolitano, i ragazzi non dovrebbero rinunciare allo sport preferito durante l’anno scolastico. Ho insegnato anni fa materie letterarie, ma cercavo di condividere con i miei allievi le loro passioni sportive. Mi sono anzi accorta che erano proprio i ragazzi attivi in qualsiasi sport i più brillanti anche nelle materie di studio.
    Questo vale ovviamente anche in età matura: sappiamo bene quanto conta il movimento per continuare a star bene e avere uno spirito positivo, come sempre il latino sintetizza magistralmente il concetto MENS SANA in CORPORE SANO.

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