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Attentato a Nizza, la minaccia è vicina, ma la civiltà deve resistere al terrore

L’odio, il calcolo vile, lo spregio della vita, oltre l’immaginabile e purtroppo oltre il prevedibile. Questo ci racconta la terribile notte di Nizza, una notte che era di festa, nazionale e popolare, perché cosi i francesi celebrano il 14 luglio.

Fra balli nelle strade e fuochi d’artificio, nel cuore assolato delle vacanze nel Midi, un altro simbolo di un modo di vivere che il terrorismo ha voluto trasformare in simbolo di morte. Forse i paragoni con altri attacchi e altre tragedie, pensando alla discoteca Bataclan di Parigi o all’aeroporto di Bruxelles, possono sembrare fuori posto e in ogni caso superflui di fronte a tante vittime innocenti, ma la strage sulla Promenade des Anglais suggerisce considerazioni immediate.

La prima è l’evidente cambio di passo del terrorismo, che sembra avere scelto bersagli più facili, operazioni tecnicamente più perseguibili, proprio nel momento in cui le misure di sicurezza, il lavoro dell’intelligence, la maggiore sorveglianza dei luoghi sensibili, soprattutto nella capitale, hanno ristretto le maglie e le capacità offensive di cellule tutt’ora presenti sul territorio.

La seconda riguarda la scelta di una città come Nizza, bersaglio si é detto più facile, ma messaggio più devastante per chi ha come obiettivo la diffusione del panico e la distruzione della convivenza civile.

Seminare morte nel corso di una festa popolare, colpire cittadini francesi, ma anche turisti e luoghi emblematici delle vacanze, le spiagge, i grandi alberghi, i lungomare entrati nella memoria di generazioni, significa pianificare un cinico disegno che va oltre l’attacco al cuore dello Stato e di un Paese. Perché l’attacco é indiscriminato, moltiplica all’infinito i bersagli possibili, abbassa drammaticamente le difese individuali e collettive, a prescindere dalla risposta dello Stato e dalle misure di sicurezza.

La Francia ferita arrotola con mestizia il tricolore del 14 luglio, trasformato in giornata di lutto nazionale. Ma é bene ricordare che l’anniversario della Bastiglia é anche il contenitore ideale della dichiarazione dei diritti dell’uomo, di valori cui si ispira la costruzione dell’Europa, di un’Europa debole e discussa alla quale i morti di questa notte chiedono di ritrovare subito coesione, potrebbe già essere tardi.

Ancora una volta, servono la forza e la pazienza che permettono di costruire ponti tra comunità e anche, con la compattezza dei non violenti, di isolare chi vuole invece scavare fossati. La minaccia si fa vicina, i nostri nemici vogliono lanciare un messaggio di terrore che si insedi nella nostra vita.

La strategia terroristica che punta a snervare, a fare saltare la nostra normalità, la convivenza civile, con i suoi riti quotidiani, e le sue regole di garanzia, non può e non deve averla vinta.

Franco Mauroner


Franco Mauroner,
funzionario, ritirato dal lavoro, è stato responsabile della comunicazione istituzionale e trasparenza del Comune di Trezzano Sul Naviglio. Dal 2007 al maggio 2012 segretario particolare del Sindaco di Abbiategrasso e per il Comune di Trezzano Sul Naviglio in oltre un trentennio ha ricoperto le funzioni di funzionario dell’area sociale, dell’area culturale e dell’area informatica. Ha collaborato con Ancitel, servizio privacy on line, il gruppo creato per facilitare la collaborazione tra Garante Privacy, Anci, Ancitel, Upi, Uncem; inoltre è stato consulente per Anci risponde ed Anciform, Legautonomie, Consorzio dei comuni della Provincia di Bolzano, Associazione dei Comuni del Lodigiano, DTC PAL del Canavese, Consiel Enti Locali. Svolge attività di docenza e consulenza nella Pubblica Amministrazione in materia di applicazione della legge sulla trasparenza, del codice privacy, di diritto all’accesso, di comunicazione istituzionale.

Ha pubblicato alcuni volumi e numerose pratiche per la pubblica amministrazione e ad oggi pubblica articoli e saggi su varie testate (Comuni in rete, Pa-Web, Il Sole 24 ore, Strategie Amministrative, Italia Oggi, Ascolodi, Ordine e Libertà).

Ha anche per il 2016 l’attestazione professionale di “comunicatore pubblico”, cioè responsabile della comunicazione istituzionale.

 

 

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