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Astronomia: Onde di magma su Io

Grazie ai telescopi sempre vigili e sempre più performanti, alle sonde che giungono sul posto, all’incredibile varietà offerta dalle centinaia di lune sparse per tutto il sistema solare, la sorpresa e la meraviglia sono sempre dietro l’angolo. Lune ghiacciate, lune rocciose, lune con l’atmosfera, lune con oceani sotto la superficie e … lune vulcaniche.

Io e la Loki Patera, l’area scura circondata da un alone bianco in alto a sinistra

E’ proprio a quest’ultima categoria che appartire Io, una delle più grandi lune di Giove ed il corpo geologicamente più attivo dell’intero sistema solare. Una vera e propria sfera di magma in continua attività, alimentata dalle intense forze mareali di Giove.

Leggermente più grande della nostra Luna, Io possiede oltre 300 vulcani attivi sulla sua superficie e vari rilievi montuosi. Questi non sono prodotti dalla tettonica delle placche come sulla Terra, bensì dalle compressioni e dai sollevamenti della crosta lunare dovute ai movimenti del magma sottostante e alle maree crostali indotte da Giove. Alcuni monti superano in altezza l’Everest. La superficie, costantemente sconvolta da colate laviche, degassamenti ed eruzioni, è interamente ricoperta da zolfo e silicati.

Nella depressione vulcanica nota come Loki Patera, ampia 200 km e colma di lava basaltica, gli astronomi hanno recentemente osservato il propagarsi di vere e proprie onde di magma.

La crosta che si forma sulla superficie di questo lago, indurendosi ed aumentando conseguentemente di densità, sprofonda lasciando spazio a del nuovo materiale fuso.

Loki Patera

E’ proprio questo processo ad innescare e  mantenere il moto ondoso. Si è anche visto che le onde si propagano in direzioni opposte, grazie a particolari cambi di luminosità. Come è stato possibile osservarle e raggiungere un tale livello di precisione da Terra?

Allo scopo è stato utilizzato il Large Binocular Telescope (LBT) equipaggiato con ottica adattiva, uno strumento che permette di aumentare la risoluzione dell’immagine abbattendo del tutto la turbolenza atmosferica.

Grazie ad una fortunata finestra di ossevrazione colta al volo.

Europa eclissa Io. Loki Patera è la macchia luminosa in alto a sinistra.

Gli astronomi hanno registato un time lapse nella banda dell’infrarosso termico, attendendo che Europa (luna gioviana ricoperta di ghiacci e quindi molto più fredda) occultasse Io. Nel momento dell’eclisse è stato possibile, grazie alla grande differenza di temperatura tra le due lune, registrare con precisione il segnale termico proveniente dalla Loki Patera (responsabile tra l’altro del 10-20% dell’emissione termica dell’intera luna).

Giove ed Io ripresi dalla sonda New Horizons

Nella mappa del lago composta da LBT si è visto il propagarsi in senso opposto di due onde originatesi nell’area sudovest del bacino.  Le due onde si sono spostate alla velocità di 1-2 km/giorno prima di infrangersi  contro un’isola di crosta fredda posta al centro del lago. Lo studio sulla propagazione opposta delle onde fa ipotizzare differenze nella composizione e dunque nella densità del lago.

Studi di questo tipo sono fondamentali per comprendere il vulcanismo extraterrestre nel sistema solare.

Stefano Tosi

Stefano Tosi –  Nato a Milano nel 1988, ha studiato Astronomia presso l’Università di Bologna. Astrofilo ed appassionato di pianeti extrasolari da sempre, unisce all’osservazione ed alla fotografia dell’Universo col suo telescopio l’interesse per la Storia. Membro del Circolo Astrofili di Trezzano sul Naviglio (MI), scrive articoli, tiene conferenze, un blog ed ha pubblicato un libro sulla storia di Milano e del suo quartiere “Da Milano alla Barona. Storia, luoghi e persone di questa terra” (2012, II ed. 2016). Seguito da “Le lune del sistema solare” (2014), “La Terra vista dallo spazio” (2014), “Animali e piante nello spazio” (2015), “Misurare l’Universo” (2015), “Orientarsi con le stelle” (2017).

http://www.stefanotosi.net || http://www.lulu.com/spotlight/StefanoTosi

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