Astronomia: alla scoperta della cometa 45P

Dove trovare la cometa 45P

C’è una cometa che promette di dare spettacolo nelle prossime settimane e che già ha incuriosito molti astrofili durante le ultime festività. Si tratta della cometa 45P/Honda-Mrkos-Pajdušáková.

Dopo aver incrementanto progressivamente la sua luminosità durante il mese di dicembre, la 45P si appresta ora a raggiugere la soglia della visibilità ad occhio nudo.

Ma prendiamoci un momento per conoscere meglio questo interessante oggetto celeste.

Si tratta di una cometa periodica, come indica la “P” nella sua denominazione ufficiale, ovvero vincolata su un’orbita ellittica che completa in 5 anni e 3 mesi.

Orbita della cometa 45P

Il breve periodo di questo oggetto celeste ci indica anche la sua vicinanza e quindi la sua permanenza nella porzione interna del sistema solare. Appartiene infatti alla famiglia delle comete gioviane, ovvero a tutte quelle comete che hanno periodi compresi tra i 5 ed i 20 anni e che dunque all’afelio arrivano a distanze paragonabili a quelle di Giove. Tutte queste comete, compresa la 45P, risentono dell’imponente influenza gravitazionale di Giove e ne vengono periodicamente perturbate.

Cometa 45P

Proprio queste perturbazioni, unite alla ripetuta perdita di massa al perielio dovuta al riscaldamento solare, sono le responsabili della breve vita (in termini astronomici) di questo tipo di comete, 10.000-1.000.000 anni, e della variazione notevole del loro periodo orbitale passaggio dopo passaggio.

Gli studi condotti sulle numerose comete note appartententi a questa famiglia mostrano come questi oggetti siano in realtà costituiti da un nucleo che raggiunge al massimo una decina di chilometri di diametro.

Le analisi sulla composizione chimica di questi nuclei rivelano la presenza preponderante di acqua, silicati ed idrocarburi; solo una porzione esigua della loro superficie risulta però attiva, liberando sostanze volatili che vanno a costituire la chioma e la coda della cometa.

Torniamo ora alla nostra 45P, scoperta ormai settant’anni fa (3 dicembre 1948) dall’astronomo giapponese Minoru Honda. Due giorni dopo fu individuata su lastre fotografiche da Antonín Mrkos e Ludmila Pajdušáková.

Dalla sua luminosità è stato stimato un diametro del nucleo compreso tra 0.5 e 1.6 km.

L’orbita di questa cometa interseca quella della Terra e quindi il nostro pianeta si trova periodicamente a transitare all’interno della nube di detriti (gas e polveri) che la cometa rilascia nella sua rivoluzione attorno al Sole, generando lo sciame meteorico della Alfa Capricornidi.

La cosa interessante è che questa cometa regala uno spettacolo analogo anche su Venere, peccato però che per le condizioni estreme presenti sul pianeta non ci siano mai nottate serene e soprattutto qualcuno che possa ammirare l’evento!

Nell’ultimo passaggio in prossimità della Terra (2011, 9 milioni di km di distanza), la cometa rimase troppo debole per essere visibile ad occhio nudo e rimase osservabile solamente dall’emisfero australe.

Ma il passaggio ravvicinato fu un’ottima occasione per poter compiere studi radar sulla struttura cometaria da parte del Goldstone Deep Space Network.

L’11 febbraio di quest’anno la cometa raggiungerà nuovamente il nostro pianeta e, anche se passerà più distante (13 milioni di km), è già visibile dall’emisfero boreale ed ha già raggiunto una luminosità tale da far ben sperare per un’osservazione ad occhio nudo sotto un cielo limpido e dal basso inquinamento luminoso.

Stefano Tosi

Stefano Tosi –  Nato a Milano nel 1988, ha studiato Astronomia presso l’Università di Bologna. Astrofilo ed appassionato di pianeti extrasolari da sempre, unisce all’osservazione ed alla fotografia dell’Universo col suo telescopio l’interesse per la Storia. Membro del Circolo Astrofili di Trezzano sul Naviglio (MI), scrive articoli, tiene conferenze, un blog ed ha pubblicato un libro sulla storia di Milano e del suo quartiere “Da Milano alla Barona. Storia, luoghi e persone di questa terra” (2012). Seguito da “Le lune del sistema solare” (2014), “La Terra vista dallo spazio” (2014), “Animali e piante nello spazio” (2015), “Misurare l’Universo” (2015). http://www.stefanotosi.net || http://www.lulu.com/spotlight/StefanoTosi

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