Assago Calcio: intervista ad Andrea Nardozza, nuovo responsabile tecnico del settore giovanile

Sono ormai terminati tutti i campionati di categoria e siamo andati ad intervistare il nuovo responsabile tecnico del settore giovanile, Andrea Nardozza.

L’incontro è avvenuto nella sede dell’Assago Calcio, proprio davanti al nuovo campo in sintetico inaugurato da poco mesi, incontro facilitato dal responsabile ufficio stampa Antonio Cucci.

Davanti a noi una persona brillante, aperta, di grande spessore sia tecnico che professionale.

Una simpatica chiacchierata che ci ha consentito di conoscere Andrea ed approfondire alcuni degli aspetti sportivi e non.

 

  • Ciao Andrea, lieto di conoscerti, raccontaci sinteticamente chi sei, cosa fai e come sei arrivato alla nuova posizione

Sono Andrea Nardozza di 42 anni, coniugato con una splendida compagna, due meravigliosi     bambini, il maschio di 4 anni e la bimba di 4 mesi.

Sono da poco tempo nel GS Assago ma alleno da 15 anni, adesso la società mi ha fatto una nuova proposta tecnica che mi rende particolarmente felice, avrà un aspetto anche un po’ negativo in quanto mi impegnerà molto di più togliendo spazio e tempo alla famiglia….ma per la mia compagna è forse meglio avermi sul campo da gioco che a casa!!!!

 

  • Parlaci della nuova posizione, quanti atleti andrai a gestire, come pensi d’impostare il lavoro tecnico con gli allenatori

Sono soltanto pochi giorni che ho ricevuto ed accettato la nuova proposta della società, che ringrazio con molto piacere, una proposta interessante in quanto mi occuperò del settore tecnico pre-agonistico, una bella avventura che ho intenzione di affrontare con il massimo impegno.

Sono circa 100 i ragazzi iscritti a questo settore con annate che vanno dal 20014 al 2007, circa 10 squadre e mi relazionerò con i rispettivi allenatori ed accompagnatori.

Il percorso di crescita calcistica passa attraverso dei concetti molto semplici, come la coesione, la costruzione del gruppo, la crescita del singolo e di conseguenza la crescita di una squadra.

Oggi dobbiamo tornare alle basi, alla semplicità, alla normalità: bisogna tornare a fare sport, nello specifico calcio, con il sorriso sulle labbra, insegnando l’abc.

         

  • Conosciamo l’aspetto “irruento” del calcio, per cui oltre allo sport tecnico e specifico, come pensi di impostare invece il lavoro sotto l’aspetto comportamentale ed educativo dei ragazzi?

L’aspetto educativo sarà la base del nostro percorso e di quella che vorrei chiamare una grande avventura: è tassativamente importante il rispetto delle regole, del “Mister”, dei dirigenti che accompagnano la squadra.

I risultati sportivi sono e saranno solo la conseguenza di quello che accadrà durante la settimana. I nostri Misters saranno concentrati sulla parte tecnica ma saranno concentrati parallelamente anche sulla parte educativa, secondo anche le direttive della società.

Prima di pensare a crescere calciatori, proveremo a far crescere degli “ometti”!

 

  • Parliamo di fidelizzazione. Risulta sempre normale un calo fisiologico del numero degli atleti dovuto a fattori tipo età, amicizie, altri interessi. Come pensi di fare?  

Il ragazzo si fidelizza con il senso di appartenenza. Regalando passione, pensando ad essere inclusivi e non esclusivi.

Oggi come oggi le tentazioni e le possibilità sono tantissime…ai miei tempi avevamo un “pallone” e giocavamo in piazza o sulle strade per ore e ore!

Non c’erano sicuramente Play, Xbox, cellulari…avevamo una solo cosa: il pallone!

 

  • Affrontiamo adesso un argomento sempre più attuale, impegnativo e in certi casi anche molto grave: il confronto con i genitori/famiglie, alcuni pensano che il figlio diventerà un campione e da lì si aprono diversi modi ed atteggiamenti 

Non nascondo che in questi giorni il 90% degli argomenti sono inerenti ai genitori, noi però ci vogliamo concentrare particolarmente sui bambini, adolescenti, sui ragazzi.

Loro sono il nostro futuro, al di là del campo, e su di loro dobbiamo investire.

Alle famiglie confermiamo quanto stiamo dicendo in questi ultimi incontri: Assago sarà un bellissimo ambiente dove far crescere i propri figli.

Questo lo dimostreremo con i fatti e non con le parole.

 

Come possiamo intravedere, abbiamo davanti un Andrea Nardozza, tecnico con una grande esperienza, carattere apparentemente facile ma con le idee molto chiare, perfettamente conscio delle difficoltà del nuovo lavoro che lo aspetta ma anche particolarmente convinto di poter fare bene.

A questo punto possiamo augurare ad Andrea un grande “in bocca al lupo”, manifestando la nostra intenzione di riservarci un prossimo appuntamento per verificare “sul campo” le ultime novità.

 

Giampaolo Santini

 

     

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *