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Archeologia: la Piramide Rossa e il complesso funerario di Snefru

Il complesso piramidale meridionale di Snefru, conosciuto con il nome di “piramide romboidale”, è l’insieme degli edifici funerari del sovrano ed è molto importante per l’evoluzione dell’architettura egizia, in quanto segna la transizione dei complessi funerari antichi con le piramidi a gradoni e i successivi edifici funerari. Il Faraone aveva già una piramide a gradoni a Meidum, ma decise di costruirne un’altra a Dahshur. Quest’ultima richiese una progettazione più articolata, con l’uso di moduli che consentirono di edificare in modo particolare; persino il rivestimento esterno venne realizzato con una tecnica inusuale per l’epoca. Numerosi sono stati i cartigli ritrovati, che attribuiscono con certezza la piramide a Snefru e certificano la sua costruzione; proprio sotto il regno del sovrano fu inventato il cartiglio.

il Faraone Snefru

Il complesso funerario prevede la piramide principale detta “Snefru del sud splende”, chiamata anche piramide romboidale a doppia pendenza; l‘ipotesi per la doppia pendenza è l’inclinazione di 54 gradi e 60 gradi.

A causa di questa pendenza ci furono degli errori: uno di essi fu la scelta del terreno troppo cedevole situato all’interno dell’altopiano. Il proseguimento dei lavori portò all’aumento dell’altezza con una pressione disomogenea che causò numerose crepe; i costruttori cercarono di creare più stabilità optando per un rivestimento con pietre posizionate con minore inclinazione e aumentarono di più la pressione portando a maggiori smottamenti.

Cheope

Per evitare il disastro completo, a 49 metri d’altezza fu cambiato l’angolo di pendenza riducendolo di un terzo. Il sovrano Snefru non contento della costruzione fece erigere un’altra piramide detta “Piramide Rossa”.

La piramide presenta due appartamenti funerari a cui si accede da due ingressi diversi. L’ingresso dell’appartamento è a nord, al termine vi è un anticamera da cui si entra nella camera sepolcrale, mentre all’interno vi è un’altra camera dove è situata una cripta e un ingresso chiamato “cammino”.

Dalla cripta si dirama il “cunicolo della comunicazione” per arrivare all’appartamento funerario superiore. L’ingresso ha solo una cripta rispetto all’appartamento funerario superiore dove è presente un grande catafalco con travi in legno del Libano. Il complesso funerario si snoda con la piramide satellitare, essa è ancora oggi in buono stato, bellissimo è il rivestimento in calcare bianco, come la piramide principale la quale poggia su uno zoccolo e su cocci che recano il nome di Snefru.

Sempre nel complesso funerario c’è il luogo di culto costituito da una cappella la cui area è pavimentata e divisa in due parti composte da un cortile fornito di altare in pietra per le offerte votive chiamato hotep, e da un altro vano quadrato. Accanto è posto il tempio funerario edificato con mattoni crudi, costituito in origine da due stele alte nove metri in calcare con titolatura di Snefru racchiuso nel serekh, con tavola di alabastro; accanto ad esso si trova la rampa processionale.

Sempre nello stesso complesso funerario, segue il tempio a valle, l‘edificio è rettangolare in calcare bianco con peribolo, dove sono state ritrovate due stele con incisa la commemorazione del trentesimo anno di regno di Snefru; i muri sono riccamente decorati con bassorilievi di scene rappresentanti il Sovrano nell’atto di compiere la cerimonia Heb Sed. A nord ci sono resti delle sei cappelle che contengono sei immagini monolitiche del sovrano, in differenti pose con abiti diversi. Il significato delle sei cappelle è da ricercarsi negli antichi culti appartenenti ai sei componenti dell’essere: Kneth, Ren, Shut, Ka, Ba, Akh. Il ritrovamento di stele, altari e ceramiche sono tutti antecedenti al Medio Regno. Dalla IV Dinastia venne cambiato l’orientamento della piramide da nord-sud a est-ovest, in modo da identificare il sovrano nella vita ultraterrena con l’astro solare e il suo cammino eterno.

Snefru era figlio di Huni e della sua seconda sposa Meresankh, rafforzò il diritto alla successione sposando la sorellastra Hetepheres I, ebbe numerosi figli tra cui Cheope. Secondo la Pietra di Palermo il regno di Snefru durò trent’anni, ebbe un grande splendore, conobbe una grande fioritura non solo dal punto di vista architettonico e letterario ma anche per la sua ricchezza. Snefru fece costruire numerose navi lunghe cinquanta metri per importare il cedro dal Libano, oltre  a occupare il Sinai e la Nubia. Gli vennero attribuite la costruzione di numerose piramidi tra cui quella rossa a Dahshur, altre a Saqqara e a Meidum.

Sabrina Campomagnani

Sabrina Campomagnani, laureata in lettere moderne, critico d’arte, ha lavorato presso un’agenzia di stampa dove ha maturato esperienze di comunicazioni, scrive romanzi, è stata archivista e catalogatrice di documenti antichi presso l’Accademia di Brera dove lavora attualmente nel settore esportazione di quadri.

 

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