Archeologia: il Tempio funerario e la piramide di Chefren

La Piramide di Chefren è la seconda costruzione più alta dopo quella di Cheope, è’ attribuita al sovrano anche l’imponente Sfinge di  Giza, che raffigura il Faraone in sembianze da leone. E’ probabile che il sovrano Chefren  fosse figlio di Cheope e fratellatro di Djedefra, quest’ultimo salito al trono  alla morte di Kauf, dopo una estenuante lotta per la successione al trono. Alla morte di Djedefra, Chefren ricondusse la discendenza in linea principale tra i figli di quest’ultimo, il suo successore sarà Micerino, in egiziano Iumin; il quale ricoprì la carica di Gran Visir. Manetone storico ellenista e sacerdote egizio di epoca Tolemaica attribuisce a Chefren 6 anni di regno, mentre gli storici  Erodoto e Diodoro Siculo lo dipinsero come un tiranno eretico.

La piramide di Chefren è la più alta delle tre piramidi dell’altopiano di Giza, più alta persino di quella di Cheope. Venne costruita su uno zoccolo di roccia alta 10 metri, è l’unica piramide che conserva sulla sommità una parte in calcare bianco di Tura. L’ edificio presenta due ingressi, uno dei quali ha una pendenza lunga 32 metri, esso ci conduce a un corridoio orizzontale che termina nella camera funeraria rimasta incompiuta. Al suo interno è stato ritrovato l’arredo funerario e il sarcofago in granito rosso. Dalla camera mortuaria si snoda una galleria in salita, essa sfocia in due appartamenti dove si svolgevano vari riti funebri, accanto è posta  una grande camera destinata ad uso magazzino, o per le raccolte delle offerte chiamate serhab.

Il tempio funerario di Chefren  era l’edificio adibito al culto del sovrano collegato alla piramide, del tempio ne restano solo le rovine tra le quali un coccio di oltre quattro tonnellate. Presentava un corpo massiccio con l’imponente facciata lunga 100 metri, nella struttura era collocato un vestibolo di 14 metri, con accanto varie sale ad uso rituale, magazzini, atri ortogonali collegati da corridoi e cortili rettangolari con porticati.

Il tempio funerario presentava una sala ipostila con 5 nicchie, dove ci accolgievano accoglieva 5 statue del Sovrano, le pareti della sala erano rivestite in calcare e granito rosa di Assuan, mentre il pavimento era in alabastro. La Piramide era collegata al Tempio tramite una rampa processuale ascendente lunga 500 metri coperta e decorata a colori, mentre all’esterno  erano collocate delle barche solari. Il Tempio a valle era costruito e situato a destra della Sfinge, in origine aveva l’aspetto di una mastaba con mura in blocchi di granito rosso di Assuan, mentre i conci delle mura erano in calcare di Tura, di enormi dimensioni.

Nella grande sala  a T rovesciata si notano i 16 pilastri monoliti in granito rosso alti 4 metri che sorreggono imponenti architravi, dovevano creare uno spettacolare contrasto con le pareti in calcare rivestite con lastre di granito nero, con pavimentazione in alabastro, oggi parzialmente scomparse. In questo edificio compare per la prima volta l’elemento architettonico della modanatura a gola egizia.

Nelle sale si trovavano 13 statue del Sovrano, tutte in diorite verde del deserto nubiano, alabastro e grovacca, mentre nella parte centrale del Tempio si celebravano i rituali funebri, dall’ altro lato si accedeva alle varie camere, con corridoi, vestiboli, atri, e altri ambienti in queste stanze venivano custodite le barche solari. Nelle entrate  dell’ edificio in particolare quella sul lato nord si trovavano alcuni ruderi di 4  Sfingi.

Sabrina Campomagnani

Sabrina Campomagnani, laureata in lettere moderne, critico d’arte, ha lavorato presso un’agenzia di stampa dove ha maturato esperienze di comunicazioni, scrive romanzi, è stata archivista e catalogatrice di documenti antichi presso l’Accademia di Brera dove lavora attualmente nel settore esportazione di quadri.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *