Archeologia: il mistero di Saqquarra, la genialità di Imothep

Piramide a gradoni di Djoser

La piramide a gradoni di Saqquarra è veramente imponente e la si può visitare solo all’esterno. E’ considerata la tomba del Faraone Djoser o Zoser della III dinastia. Gli egittologi affermano che fu l’architetto Imothep, a soli 19 anni, a ideare e realizzare tutto il complesso funerario, destinato a diventare la sepoltura del Faraone Djoser. La costruzione è innovativa, oltre che imponente, fu proprio lo stesso Imothep a progettarla: egli era ingegnere, astronomo, medico e sembra anche scriba reale. Fu venerato come un Dio oltre che essere paragonato alla divinità Ptah, diventando cosi popolare che la sua fama si estese fino in Grecia, dove lo paragonarono ad Esculapio, ebbe un esistenza lunga, mori a 111 anni.

La tecnica del geniale Imothep fu quella di erigere una serie di mastabe, una sopra l’altra, tanto da formare una piramide. Prima di questo monumento i Faraoni si facevano seppellire nelle mastabe (tombe rettangolari) e la genialità di Imothep fu quella di erigere  una serie di mastabe una sopra l’altra, con un’idea talmente innovativa che anche i suoi successori ripresero questa tecnica tanto da creare il complesso monumentale di Giza.

Fu il faraone Djoser ad incaricare Imothep per la costruzione della sua piramide funeraria. Manetone scrisse questo del Faraone:  ebbe un regno di 29 anni, fu commemorato per le sue numerose spedizioni sottomettendo le popolazioni vicine e scoprì una serie di miniere nel Sinai contenenti materiali preziosi come turchese e rame. Nell’intero complesso di Saqquarra, Il faraone veniva rappresentato come sovrano dell’Alto e Basso Egitto, non solo nelle iscrizioni parietali ma anche nelle statue ritrovate, favolosa è quella che lo ritrae seduto sul trono.

Imothep ha rappresentato questo luogo come se si trattasse di una scenografia teatrale, ecco un’altra idea geniale, mentre l’intero complesso è impostato su una grande area complessiva di 15 ettari. All’interno del cortile, proprio al centro si trova la piramide a gradoni, accanto è situata la tomba meridionale, segue la corte del giubileo per le cerimonie, poi il tempio funerario e altre infrastrutture, tra cui sale dove si eseguivano le imbalsamazioni, con un numero incredibile di cunicoli. Un vero labirinto misterioso destinato a luoghi della sepoltura di tutta la famiglia del Faraone, oltre a 400 camere riccamente decorate con mattonelle in ceramica azzurra collegate da un insieme di corridoi.

Nei successivi millenni la parte riempitiva crollò mettendo in evidenza i mattoni esterni, come si vede oggi. La seconda tomba all’interno del complesso è quella meridionale, in essa sono state ritrovate nelle stanze vasi di ogni tipo tra cui alcuni a collo di cigno di fattura estranea al periodo di Djoser; tutto questo fece dubitare gli egittologi. In realtà il complesso di Saqquarra doveva rappresentare un Pantheon egizio, sono inoltre stati ritrovati geroglifici del Faraone Djoser che veniva paragonato al Dio Horus, ma molti altre iscrizioni facevano pensare agli egittologi che vi erano seppelliti altri faraoni. Per molti anni gli studiosi non capirono il perché di queste iscrizioni che portavano il nome di altri sovrani.

Solo dopo molti decenni il mistero venne svelato e si capì che vennero seppelliti qui sovrani come Narmer (famoso per le sue battaglie contro gli Hiksos e per la “tavoletta di Narmer”, una delle più antiche iscrizioni; in essa veniva nominato primo Faraone del Basso e Alto Egitto) e Neterierkhet vissuti prima dei suoi successori della III dinastia, si pensa che alcuni sovrani seppelliti a Saqquarra abbiano vissuto persino all’età della pietra. Ecco dunque svelato il mistero: l’intero complesso di Saqquarra avrebbe avuto la funzione di un mausoleo egizio dove all’interno furono seppelliti oltre che a Djoser re precedenti alla III dinastia (…..- 2660 a.c.).

Sabrina Campomagnani

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