Blog

Archeologia: Djedefra, la quarta piramide di Gifa

Il monumento funebre di Djedefra è la quarta piramide dell’altopiano di Giza, era collocata accanto agli altri tre monumenti funebri di Chefren, Cheope e Micerino; iniziata tra il 2580 e il 2570 a.C. dallo stesso sovrano figlio del Faraone Cheope. Il complesso piramidale venne costruito durante il suo regno, secondo alcuni studiosi durò solo otto anni,  invece, come riscontrato dal Papiro di Torino, la durata della sua reggenza al trono è controversa, da esso si ipotizza che il suo regno fu molto lungo, forse circa 25 anni, come si è potuto riscontrare dal censimento del bestiame.

 Il Faraone Djedefra partecipò ai funerali del padre a Giza come testimoniato dal cartiglio del sovrano impresso sulla parete della fossa  Navicolare della Piramide, contenente una delle barche sacre di Cheope, ma per la sua ultima dimora il sovrano lasciò la necropoli di Giza, per essere sepolto in un altro luogo posto 8 chilometri a nord-ovest, presso il villaggio di Abu Rawash.  La quarta piramide di Giza era molto più piccola delle strutture precedenti, le ragioni della riduzione delle dimensioni non sono chiare, la tomba si sarebbe trovata su una collina che domina l’altopiano di Giza, con un dislivello di circa 80 metri,  le permetteva di avere una posizione più elevata rispetto alle altre piramidi, nonostante le minori dimensioni. Il motivo esatto del cambiamento del luogo non sono noti, potrebbero essere stati sia tecnici, sia dovuti al crescente culto di RA di Eliopoli. Infatti Djedefra, fu il primo sovrano a fregiarsi del titolo di “Figlio di RA” o “Figlio del Sole”

Il tempio funerario era collegato al tempio a valle da una rampa processionale molto lunga, stimata in circa 1.700 metri, la cava di materiale per il nucleo della piramide era situata a circa 2 chilometri ad est  (vicino alla piramide di un altro sovrano dell’epoca ma ancora sconosciuto, la tomba porta il nome di tomba n.1 Lepsius) e ad una mastaba. Lo spessore degli strati di calcare trovati sono coerenti con le dimensioni delle pietre delle pareti della piramide. Questo monumento funebre edificata sulla collina, sarebbe stata più alta delle altre anche di quella di Cheope; i materiali utilizzati sarebbero stati più pregiati delle altre piramidi, l’edificazione avrebbe richiesto 8 anni e 15 mila persone, nel suo complesso sarebbe stata la più imponente piramide egizia mai costruita. I materiali esterni ritrovati tra cui conci e pietre sono stati posti casualmente; studi recenti hanno evidenziato che la piramide non fu sigillata e quindi venne saccheggiata.

Del Faraone Djedefra sappiamo poco, dal “Papiro dei Re” leggiamo di un suo regno durato da 8 anni, in realtà dal censimento del bestiame sappiamo che durò 25 anni. Figlio di Cheope e della sorellastra Heteperes II nacque forse per rafforzare il diritto al trono. Basandosi sul ritrovamento di statue spezzate volontariamente e tentativi di abrasione sul nome e sui monumenti si pensò fosse un usurpatore e quindi condannato a “Dannatio Memoriae”. Tale ricostruzione prevederebbe anche l’eliminazione del fratello Kuaf, legittimo erede al trono, messo però in dubbio da graffiti rinvenuti sulle barche solari del padre Cheope; secondo le memorie sarebbe stato appunto Djedefra a celebrare i riti funebri del sovrano scomparso, circostanza che avrebbe ipotizzato una regolare successione.

La piramide di Djedefra eretta ad Abu Rawash secondo studi si pensa che fosse incompleta, che fosse stata distrutta per un conflitto interno della famiglia di Cheope come segno di vendetta per l’uccisione di Kuaf l’erede legittimo. Oggi si tende a considerare che la faida interna della IV dinastia fosse un grossolano errore da parte degli egittologi che rileggendo le fonti sono convinti venne costruita finita ma smantellata in epoca romana.

Sabrina Campomagnani

Sabrina Campomagnani, nata a Milano il 06/06/1971, residente a Trezzano sul Naviglio. Sono coniugata e ho una figlia di 9 anni. Mi sono diplomata in Operatore Turistico presso l’Istituto Bertarelli di Corso di Porta Romana e successivamente ho preso l’attestato di Hostess da terra in Aeroporto. Grazie al mio diploma ho studiato l’inglese, francese e spagnolo.  Mi sono laureata in Lettere moderne con indirizzo Storia e Critica d’arte, presso l’Università Statale di Milano. La mia tesi di Laurea è nata dalla scoperta di un ciclo d’affreschi e due quadri nella chiesa di Sant’Alessandro Martire in Pieve Emanuele; il ciclo di affreschi è della famiglia Bianchi da Velate che ha dipinto il Sacro Monte di Varallo, un quadro è di Pietro Maggi e l’altro quadro è stato attribuito al pittore seicentesco lombardo Carlo Francesco Nuvolone. Questo mi ha portato a far parte della squadra della Sovrintendente dott.ssa Sandrina Bandera con cui ho poi collaborato. Nel 2012 ho iniziato il lavoro presso l’Accademia di Brera in Ufficio Esportazione, con la Sovrintendente dott.ssa Sandrina Bandera. Ho successivamente iniziato un percorso nel mio settore, attualmente seguo e scrivo critiche per alcuni pittori di Brera. Collaboro con la testata on-line Sport & Work diretta da Giampaolo Santini, dove ho una rubrica intitolata “Archeologia”.

 

Leave your comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi