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“ANCHE LE ROCKSTARS PIANGONO”Pericolo scampato?

David Coppletone si era svegliato nervoso quel pomeriggio. Si….pomeriggio!

Era uno schifoso, plumbeo, umido pomeriggio londinese; d’altronde era il 1 gennaio del 1962 e doveva recuperare i postumi di un veglione di capodanno oltremodo movimentato.

Come Direttore Artistico della Decca Records, David aveva…come dire…una sorta di “Ius Primae Noctis” sulle aspiranti cantanti che si presentavano quotidianamente nel suo ufficio nella speranza di un contratto che potesse portarle via dallo squallido destino riservato alle rappresentanti della “Working Class” di Sua Maestà e lui aveva deciso di riscuotere questo “balzello” in maniera scientificamente organizzata.

Ma la sera prima aveva decisamente esagerato! Troppe donne e troppo alcool….lo stomaco sottosopra e il cervello in pappa…ma “The Show Must Go On”, quindi, eccolo su un taxi con destinazione Abbey Road, dove, negli studi di registrazione omonimi, avrebbe dovuto incontrare tale Brian Epstein, un tizio venuto da Liverpool per presentargli dei suoi pupilli.

Una vischiosa pioggerellina scendeva melliflua, infilandosi tra l’impermeabile e il colletto della camicia, “Haggis” e “Bulldog Ale” della sera prima continuavano a bombardare cattive notizie nel suo stomaco e forse il conducente del taxi stava anche fregando qualche penny sulla corsa, ma lo stato comatoso delle sinapsi cerebrali di David facevano in modo che il nostro subisse il tutto con una compostezza degna di un monaco Zen.

Arrivato sul posto David saluta i tecnici dello studio e si attacca al secondo thè della giornata mentre, dalla sala regia, guarda gli strumenti montati e microfonati, pronti per essere usati e registrati.

Pochi minuti dopo arriva Brian Epstein, seguito da quattro ragazzini, anch’essi di Liverpool, con le custodie delle loro chitarre, subito spediti in sala di ripresa per attaccarsi agli amplificatori e fare un minimo di Sound-check prima del provino.

Dopo le strette di mano e i convenevoli del caso, Epstein comincia a decantare i pregi e le capacità dei 4, si spertica nel descriverne l’appeal e soprattutto il grande successo che aveva riscosso una loro recente tourneè in Germania Ovest …dopo di che si parte con il provino….dall’R&B di Money, Memphis Tennessee, al pop di Take good care of my baby, da ballate come Till there was you, a pezzi più sdolcinati come Besame mucho.

David ascolta, ci pensa, riflette per almeno altre due tazze di thè… poi il verdetto:

“Mi dispiace Brian….questi quattro sono davvero scarsi e hanno pure le idee mooolto confuse, se vuoi un consiglio: mollali!!…non ti porteranno da nessuna parte….la Decca non ha alcuna intenzione di investire su di loro… Buon ritorno a Liverpool!”.

Brian incassa ma, a mezza voce, esprime con accento cockney il suo giudizio sulle capacità analitiche del Direttore Artistico, dopodichè esce in strada seguito dai suoi ragazzi:

“Brian..è andata male vero?”;

“Si George…che vuoi farci!”;

“è per il repertorio vero? Sei tu che ci hai detto di suonare quelle canzoni”;

“Forse hai ragione John, effettivamente dobbiamo creare uno stile personale che vi identifichi!”;

“potremmo anche iniziare a scriverci noi le canzoni…che dici?”;

“Caro Paul direi che è arrivato il momento… ma voi siete in grado di scrivere canzoni decenti?”;

“Secondo me è il nome che abbiamo scelto…come si fa a mettere sotto contratto una band che si chiama “Gli Scarafaggi”?

“Pete…tu sei il batterista! alle strategie ci penso io, tu pensa ad andare a tempo e a stare sereno!”;

David aspettò ancora un paio d’ore sul divano della regia per recuperare….. “Dio che schifo di band!!! Ma con che coraggio hanno fatto questa proposta…..sono proprio provinciali ‘sti tizi di Liverpool….meno male che c’ero io, magari qualcun altro più fesso li metteva sotto contratto… pericolo scampato!!”.

 

P.s.: Dopo il rifiuto della Decca Records, Brian Epstein propone la band alla Emi e al produttore George Martin che li mette sotto contratto. Dal 1962 ad oggi, questi 4 ragazzi di Liverpool venderanno oltre un miliardo di dischi in tutto il mondo unendo quasi 7 generazioni di fans. Nasce la leggenda di “The Beatles”.

 

Alex Cambise

 

Chitarrista autodidatta, nel 1990 intraprende lo studio della chitarra classica con il M° Marco Taio (Alirio Diaz). Nel 1996 studia chitarra Jazz con il M° Giovanni Monteforte, e suona nel gruppo di musica Jazz della civica scuola di Musica di Trezzano sul Naviglio, diretta dal M° Massimo Maltese.
Dal 1996 al 2000 insegna musica al carcere minorile “C.Beccaria” di Milano e co-produce con Walter Lupi “Il Tempo Si è Fermato”, cd di canzoni scritte e registrate con i ragazzi reclusi.

Nel 2000 fonda il progetto “Astrea” con la vocalist Jazz Lisa Petti, e con il brano “Riverberi”, di sua composizione, arriva alle finali nazionali dell’accademia della canzone di San Remo.

Nel 2003 entra a far parte dello staff di Massimo Priviero,

 

Nel tempo collabora con Marco Ferradini, Eugenio Ban, Tullio De Piscopo, Lu Colombo, Pino Scotto, Luciano Ligabue, Elio e le Storie Tese

Produce vari dischi di cantautori.

Nel 2010 esce “Tre Vie Per Un Respiro” primo album solista accolto molto bene da critica e pubblico.

Dal 2010 Alex Cambise collabora con il sito www.guitarpub.it, recensendo dischi e tenendo la rubrica didattica “è chitarra?… arrangiamoci!”.

 

 

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