Amianto, questo sconosciuto!

Il giorno 1 marzo 2016, organizzato dal Comitato Boschetto di Trezzano sul Naviglio si è svolto il 1° incontro pubblico sul tema:
                                                                Conoscere e riconoscere l’amiantovolantino amianto

Relatori della serata l’ing. Francesco Fascì, consulente ambientale e la dott.sa Sonia Guzzetti, partner del laboratorio BP Sec.

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Ing. Francesco Fascì

Alla presenza di circa 30 persone, pochissime considerato l’importante argomento, si è passati subito alla descrizione dell’amianto nella storia passata e recente, alla sua natura ed il suo utilizzo.

La natura del minerale è piuttosto diversificata trattandosi di elemento con “famiglia numerosa”:
Due grandi macro:
– Anfiboli
– Serpentino
Negli Anfiboli, silicato di calcio e magnesio, si posizionano la Crocidolite (amianto blu) l’Amolite(amianto bruno), l’Antofillite, l’Actinolite, la Tremolite.

Nel gruppo del Serpentino, silicati di magnesio, si posiziona il Crisolito (amianto bianco).
Di queste varietà le più usate in commercio erano il Crisotilo, la Crocidolite e l’Amosite.

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Dott.ssa Sonia Guzzetti

L’amianto, (detto anche asbesto dall’acronimo “Asbestos Mines of South Africa), è un minerale che in natura si trova ovunque, famosa la cava di Balangero, la più grande d’Europa, in provincia di Torino attiva fino agli anni ’90, ha una struttura fibrosa le cui fibre sono particolarmente sottili e questo permette al minerale alcune importanti caratteristiche:

Resistenza altissima al fuoco, al calore, agli agenti chimici, biologici e all’usura ed è un ottimo isolante.
Si può comprendere ora perché negli anni passati sia stato un elemento utilizzato per svariate lavorazioni, coibentazioni, tettorie, attrezzature per protezioni individuali ecc.

 

Dopo una sintetica storia, l’ing. Fascì ha illustrato la pericolosità ormai provata del minerale.
La natura fibrosa è parte integrante della sua pericolosità, correlata in particolar modo alla gravi patologie legate all’apparato respiratorio.

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Sono 3 le manifestazioni:
– Asbestosi, considerata una malattia professionale, derivata da una esposizione costante che provoca nel sangue il mancato scambio di ossigeno.
– Carcinoma polmonare, il più frequente, si amplifica nei soggetti fumatori
– Mesotelioma, tumore maligno che si colloca principalmente nella pleura

L’amianto ha avuto il suo più largo consumo nel settore edilizio, sono ormai famose le lastre di fibro-cemento denominate “Eternit” ma come già accennato è stato utilizzato tantissimo per altri usi tipo tubature per l’acqua, tessuti per tipologie di lavoro particolari (vigili del fuoco ecc.), come isolante termico nelle carrozze ferroviarie e nelle pastiglie dei freni delle autovetture.

Come riconoscere l’amianto
La domanda fondamentale su come riconoscere i prodotti contenenti amianto è:
Anno di produzione del prodotto da esaminare
Diciamo subito che prima del 1990 il sospetto che siamo in presenza di amianto è rilevante.

Altro particolare importante da tenere in considerazione è il fattore misto dell’uso, per esempio nelle coibentazioni di tubature dove occorre sia rilevata l’intera stratificazione della struttura.
In ogni caso per assolvere tutti i dubbi resta fondamentale l’analisi in laboratorio degli elementi prelevati.

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Umberto Gelati, presidente Comitato Boschetto

Identificazione dei materiali contenenti amianto
Va subito detto che la nostra generazione si trova purtroppo a gestire ed a smaltire uno dei prodotti più pericolosi e con costi economici altissimi.
La dott.ssa Sonia Guzzetti con la sua esposizione ha consentito di capire ed entrare ne merito dei “numeri”
Sono stati censiti in 2 anni circa 150.000 siti di cui la parte privata è la grande componente ( 86%).
Solo per una statistica locale, le grandi provincie della Lombardia più interessate dalla presenza di amianto sono Milano con quasi 32.000 siti, seguito a ruota da Cremona con 25.000, circa 20.000 Varese, 15.000 Mantova e Brescia.

Come si può notare non siamo messi bene!

Abbiamo detto che la caratteristica dell’amianto è la sua friabilità, passiamo ora alla sua classificazione:
– Amianto friabile, il più pericoloso perché si riduce in polvere con la semplice pressione manuale
– Amianto compatto, per ridurlo in polvere occorrono attrezzi meccanici

L’indagine di identificazione può essere sviluppata su diversi settori di utilizzazione:
– Edilizia civile, lastre, canne fumarie comignoli, grondaie, feltri, ecc.
– Industria, condotte, quadri elettrici, tessuti per imballaggio ecc.
– Industria automobilistica, protezioni antifiamma, marmitte, ecc.

Per i campionamento è necessario effettuare la valutazione del rischio, per cui eventuale documentazione tecnica, ispezione accurata dei materiali, ovvero se sono friabili, conservazione dei materiali.
Una documentazione fotografica è tassativamente importante ai fini dell’ispezione.
Le persone esperte che effettuano il campionamento dovranno essere dotati di adeguati DPI, dispositivi di protezione individuale e dovranno attenersi a precise procedure d’intervento.

Normativa nazionale e regionale – obblighi del cittadino e del Datore di lavoro

Le leggi che disciplinano il controllo dell’amianto sono:
Privato cittadino
– Decreto del Ministero della Sanità del 06/09/1994 che definisce gli obblighi dei proprietari
– PRAL, Piano Regionale Amianto Lombardia (D.g.r. 22 dicembre 2005 – n.8/1526)
– Delibera della Direzione Generale Sanità del 18/11/2008 n.13237 che parla di “Indice di degrado)
Azienda
– Come indicato per il privato cittadino con l’integrazione del D.Lgs 81/2008 – sicurezza nei luoghi di lavoro
– Formazione ed informazione del personale esposto
– Monitoraggio periodico del medico competente aziendale
– Monitoraggio della qualità dell’aria ambiente e controllo dei MCA(materiali contenenti amianto)

Tecniche d’intervento

Una delle domande spontanee che ci facciamo quando abbiamo il sospetto di essere in presenza di amianto è:
E adesso come mi comporto?
Ci vengono in aiuto le disposizioni di legge secondo il tipo d’intervento:
– Per la piccola ordinaria e/o straordinaria manutenzione (ESEDI-esposizione sporadiche e di debole intensità) la Lettera Circolare della Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 25/11/2011

– La straordinaria manutenzione e/o bonifica è regolata del D.Lgs 152/2006 e successive integrazioni

Le tecniche d’intervento si possono racchiudere in 3 fattori:
– Incapsulamento
– Confinamento/sovracopertura
– Bonifica

L’incapsulamento consiste nel ricoprire il materiale con prodotti specifici atti a determinare una pellicola protettiva. Questa soluzione ha una durata specifica nel tempo e dovrà pertanto essere riproposta

Il confinamento/sovracopertura consiste nel creare una barriera fisica tra le parti, a costo contenuto, il rilascio delle fibre di amianto avviene all’interno del confinamento. Un buon programma di manutenzione sarà efficace al controllo.

La bonifica deve essere effettuata da aziende iscritte all’Albo nazionale dei Gestori Ambientali nel rispetto del D.Lgs 152/2006 e successive integrazioni e nel rispetto della suddivisioni per categorie, categoria 10A ( bonifica di materiali edili legati in matici cementizie) oppure categoria 10B 8isolanti, tessuti, stucchi, colle contenitori a pressione ecc.).
L’importo della commissione condiziona lo smaltimento

Considerata la grande rilevanza dell’argomento, il nostro giornale tornerà a breve a dare ulteriori informazioni e chiarimenti sul tema amianto e su tutte le problematiche inerenti.

Giampaolo Santini

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