Ambiente: MUD(Modello Unico di Dichiarazione ambientale), procedure e sanzioni

Aprile: come sempre un mese di importanti scadenze nel settore ambientale

E’ ormai noto che Aprile sia un mese in cui si concentrano importanti scadenze inerenti le tematiche ambientali: infatti, entro il 30 di questo mese (il fatto che sia un sabato è ininfluente, in quanto viene considerato comunque un giorno “non festivo”), bisogna adempiere, tra l’altro:

  • al pagamento del diritto annuale per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, in base a ciascuna categoria di appartenenza.

 

  • alla trasmissione del cosiddetto “MUD” (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) per l’anno 2016 (relativo, quindi, ai rifiuti prodotti/gestiti nel 2015).

 

PAGAMENTO DIRITTO ANNUALE ALL’ALBO

Questo tributo, dovuto dall’Aziende iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, è già quantificato dall’Ente stesso ed è visualizzabile dalla propria pagina dedicata, presente sul portale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, mediante quale è oltretutto possibile provvedere al saldo di quanto dovuto.

Si ricorda che il mancato pagamento del diritto annuale comporta l’immediata sospensione dell’iscrizione all’Albo stesso, che permarrà fino a quando non verrà effettuato il pagamento dell’importo dovuto (v. art. 24, c. 7, D Ministeriale 120/2014).

Occorre metter in conto il fatto che la sospensione dell’iscrizione all’Albo implica che l’Impresa non può svolgere alcuna attività relativamente alla categoria oggetto di sospensione: qualora ignorasse tale divieto, rischia la contestazione del reato di “gestione illecita di rifiuti”!

L’avviso dell’avvenuta sospensione dell’iscrizione viene comunicata, dall’Albo, all’Azienda tramite PEC (e decorre quindi dalla data in cui l’impresa riceve tale notifica) che, oltretutto viene pubblicata nell’elenco degli iscritti sul sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Qualora l’Azienda non provvedesse a regolarizzare, entro un anno dalla notifica, la sua posizione,  verrà cancellata l’iscrizione all’Albo, senza ulteriori comunicazioni (v. art. 20, c. 1, lettera f, D. M. 120/2014).

 

IL MUD

Mentre il pagamento del diritto annuale per l’iscrizione all’Albo è una scadenza ormai “consolidata” per chi ne è tenuto, l’ “adempimento-MUD” non sempre viene immediatamente compreso dal Soggetto che deve rispettarlo.

Quel che purtroppo molte Aziende non hanno ben compreso è che tale (importante) adempimento non è riservato solamente a chi “ha a che fare con i rifiuti” per professione, ma può/deve riguardare anche l’Impresa che possa essere identificata come “PRODUTTORE” di rifiuti, nel caso in cui gli stessi sono codificati come “speciali”: tale errore può comportare, in capo al Legale Rappresentante dell’Azienda, pesantissime conseguenze, che possono sfociare anche nel penale!

Un esempio classico, molto utilizzato per cercare di far comprendere lo scenario in cui ci si muove, è quello della piccola azienda che effettua interventi di manutenzione (sia chiaro: di qualsivoglia natura) presso i Clienti: ebbene, al termine della giornata lavorativa, la stessa può ritrovarsi con sfridi di lavorazione, macerie, imballaggi di varia natura, parti sostituite, ecc… che deve quindi provvedere a portare via con un proprio automezzo: ebbene, questi sono “rifiuti speciali” (oltretutto, va definito prioritariamente se trattasi di “pericolosi” oppure di “non pericolosi”!) che per essere trasportati, dal Cliente all’impianto di conferimento (e da nessun’altra parte!!) obbligano l’impresa ad essere iscritta alla cat. 2-bis dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il “trasporto rifiuti in conto proprio”, ai sensi dell’art. 212 comma 8 del D. Lgs. 152/2006. Un automezzo che fosse fermato, ad un controllo su strada, carico di quanto sopra, senza che lo stesso fosse iscritto all’Albo, ipso facto sarebbe oggetto di confisca, oltretutto in capo al Legale Rappresentante dell’Azienda sarebbero irrogate pesanti sanzioni (anche di natura penale, se fosse riscontrata, a bordo dello stesso, la presenza di “rifiuti speciali pericolosi”!).

Partendo dal presupposto, quindi, che la tematica connessa alla corretta gestione dei rifiuti prodotti dalle attività lavorative è molto complessa e definibile univocamente solamente una volta “fotografato” il layout produttivo della stessa, proviamo qui di seguito ad esaminare la tematica connessa all’obbligo di presentazione del “MUD” per il 2016.

 

IL MUD – LE ORIGINI

Questo adempimento nasce, molto semplicemente, dalla volontà del legislatore di avere conoscenza dell’intera filiera del rifiuto, quindi delle quantità e delle tipologie dei rifiuti prodotti, gestiti, trasportati e del come gli stessi siano poi smaltiti, nel nostro Paese.

Nato, quindi, per finalità puramente statistiche, la normativa di settore però ha assegnato allo stesso una valenza predominante, tanto che ad oggi il mancato rispetto degli adempimenti prescritti (e gli eventuali errori nella compilazione…) sono pesantemente sanzionati, per come qui di seguito  meglio evidenziato nello specifico paragrafo.

 

IL MUD – CHI DEVE TRASMETTERLO

Ogni anno, nel mese di dicembre, vengono fornite le indicazioni relative ai Soggetti interessati ed alle modalità di compilazione e trasmissione della documentazione.

Quest’anno ciò è avvenuto con il D.P.C.M. del 21 dicembre 2015 (“Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2016”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2015: in sostanza, per quest’anno è stata confermata la validità del modello di dichiarazione previsto dal D.P.C.M. 17 dicembre 2014, ed in vigore nel 2015.

Come l’anno scorso, quindi, anche quest’anno il MUD è articolato in una serie di “Comunicazioni” che devono essere presentate, chiaramente, solamente dai Soggetti tenuti all’adempimento.

Si impone, preliminarmente, una considerazione: come qui di seguito esposto, uno dei criteri guida da utilizzare per verificare che un Soggetto sia o meno tenuto a tale adempimento, è legato al codice CER del rifiuto prodotto. Ebbene, com’è noto, il Catalogo Europeo dei Rifiuti (comunemente, sintetizzato nel termine “CER”) è stato modificato dalla Decisione 2014/955/UE (entrata in vigore nel nostro Paese, il 1 giugno 2015), che introduce, tra l’altro, tre nuovi codici e modifica la descrizione di un codice.

Conseguentemente, è consigliabile una preliminare verifica da effettuarsi a cura del Legale Rappresentante dell’Azienda per essere certi che un rifiuto che fino al mese di giugno fosse catalogato come “speciale non pericoloso”, dopo il 1 giugno 2015 non sia passato nella categoria degli “speciali pericolosi”!

Proviamo adesso sinteticamente ad esaminare singolarmente le “Comunicazioni” previste dal MUD 2016:

  1. Comunicazione Rifiuti speciali
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti.

Soggetti questi facilmente identificabili: per operare debbono essere necessariamente iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per le categorie:

  • 1 – Imprese e Enti che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti urbani ed assimilati;
  • 4 – Raccolta e Trasporto di rifiuti speciali non pericolosi
  • 5 – Raccolta e trasporto rifiuti speciali pericolosi.

 

  1. Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione

Soggetti anche questi facilmente identificabili: chi opera con l’iscrizione all’Albo in cat. 8 – Intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione degli stessi;

 

  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti: anche in questo caso, Soggetti facilmente identificabili;

 

  1. Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi

Qui occorre approfondire la disamina della tematica di cui trattasi.

In questa categoria rientrano qualsivoglia Ente (Comune, Consorzio, ecc…) e attività lavorativa struttura come “Impresa”, che nel 2015 sia risultata, per come indicato dai Formulari Identificativi del Rifiuto [FIR] presenti in Azienda, come “Produttore” di rifiuto pericoloso!

Si intuisce, quindi, come sia di fondamentale importanza, per un’Attività produttiva, verificare che nell’anno 2015:

  • abbia dovuto disfarsi di beni aziendali che siano stati identificati, dal Soggetto che è occupato del loro smaltimento, con un codice CER che li identifichi come “rifiuto pericoloso”;
  • abbia prodotto, in funzione della propria attività lavorativa, rifiuti anch’essi classificabili come “pericolosi” (anche in questo caso, si tratta di verificare quale codice CER sia stato posto sul FIR con il quale il rifiuto stesso è stato smaltito).

 

  1. Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).

Questi Soggetti sono quelli più difficili da identificare immediatamente, stante l’ampia casistica possibile e la genericità dell’indicazione “… produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali…”.

In questo caso, solamente un attenta ricostruzione del layout aziendale ed un’approfondita conoscenza dei codici ATECO del Soggetto può permettere di risolvere il quesito.

Una volta definito che l’attività produttiva rientra nella definizione data dalla norma, il passo successivo (purtroppo…) è immediato, non essendoci più la necessità di dover discerne se trattasi di produttore di rifiuto pericoloso o non pericoloso: si tratta di prendere tutti i FIR presenti in Azienda e/o i dati riportati nel “Registro di carico e scarico” dei rifiuti e trasferirli nel MUD.

 

  1. La Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché’ i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all’obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.

Nel caso specifico, credo vi sia poco da specificare ulteriormente.

 

  1. Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.

Soggetti, anche in questo caso, facilmente identificabili.

 

  1. Comunicazione Imballaggi

Adempimento, questo, articolati in effetti due sezioni, riservate però a Soggetti ben identificabili (CONAI o altri Consorzi di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c) ed Impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio.

 

  1. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

Anche in questo caso, i Soggetti interessati sono facilmente identificabili: sono quelli  coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE (acronimo di “Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) rientranti nel campo di applicazione del D. Lgs. 151/2005.

 

  1. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione

Questa Sezione è riservata ai Soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

 

  1. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Quest’ultima sezione è riservata alle comunicazioni obbligatorie dovute dai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

 

IL MUD – COME ELABORARLO E TRASMETTERLO

Le modalità di compilazione delle comunicazioni sopra esposte, purtroppo, non sono “libere”: esse, infatti, debbono essere compilata tramite:

  • specifico software messo a disposizione da Unioncamere;
  • altri software che, a conclusione della compilazione, generino comunque un file organizzato secondo i “tracciati record” previsti dall’Allegato 4 al DPCM 17/12/2014.

 

Una volta completato con i contenuti richiesti, il Dichiarante deve inviare il MUD (contenente tutte le Comunicazioni dovute per le Unità Locale interessate) alla Camera di commercio competente per territorio esclusivamente per via telematica.

 

IL MUD – COMUNICAZIONE RIFIUTI SPECIALI SEMPLIFICATA E CARTACEA

Una importante semplificazione, nelle modalità di compilazione e trasmissione del MUD, anche quest’anno, è riservata ai  soli Soggetti che, nel 2015:

  • hanno prodotto non più di 7 rifiuti per i quali sono tenuti a presentare la dichiarazione;
  • per ogni rifiuto prodotto, abbiano utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari finali.

 

Qualora le due condizioni sopra esposte sono entrambe verificate, tali Soggetti possono presentare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), sempre alla Camera di commercio competente per territorio (quella in cui ha sede l’Unità Locale a cui la dichiarazione di riferisce), su supporto cartaceo.

Deve essere utilizzata, in questo caso, esclusivamente la “Comunicazione Rifiuti Semplificata” riportata in Allegato 2 al citato D.P.C.M.

Il tutto deve essere posto in un unico plico, sul frontespizio del quale devono essere riportati i dati identificativi della dichiarazione esattamente per come previsto dallo schema riportato nell’Allegato 6 del citato D.P.C.M.

Il plico deve contenere, inoltre, la relativa attestazione di versamento dei diritti di segreteria dovuti e deve essere, infine, inviato alla Camera di commercio mediante spedizione postale a mezzo di raccomandata senza avviso di ricevimento.

 

IL MUD – SANZIONI

Come indicato nell’incipit del presente Documento, il Legislatore ha assegnato agli adempimenti connessi all’elaborazione e trasmissione del MUD importanza significativa, tanto da stabilire pesanti sanzioni non solo nel caso in cui Soggetti tenuti non abbiano adempiuto a tale obbligo, ma anche (addirittura!) anche nel caso in cui gli stessi abbiano commesso degli errori nell’inserimento dei dati trasmessi (oltretutto, una volta inviato, il MUD non può più essere oggetto di revisione, modifiche e/o integrazioni…)!

Tra le sanzioni più significative, si ricorda:

  • presentazione del MUD effettuata dopo il termine previsto dalla normativa ma comunque entro 60 giorni dalla scadenza (intesi come naturali e consecutivi):
  • sanzione amministrativa pecuniaria da € 26,00 a € 160,00.

 

  • presentazione successiva ai 60 giorni dalla scadenza, omessa dichiarazione e/o dichiarazione incompleta o inesatta:
  • sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.600,00 a € 15.500,00.

 

  • omessa comunicazione Veicoli Fuori Uso, comunicazione eseguita in modo incompleto e/o inesatto:
  • sanzione amministrativa pecuniaria da € 3.000 a € 18.000.

 

Francesco Fascì

Francesco Fascì, ingegnere civile, certificato nel comparto ambiente, specializzato in progettazione, gestione e pianificazione delle normative di legge. Si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro, consulente aziendale nel settore pulizie e sanificazione di impianti aeraulici in particolare sugli interventi di bonifica da “legionella”. Elabora “Piani di monitoraggio aria ambiente” per l’eventuale presenza di fibre di amianto aerodisperse per privati e Enti pubblici. Ha partecipato come relatore a convegni tematici di Fiere specifiche tra le quali Ecomondo di Rimini e Expo Sicurtech di Milano. Ha partecipato alla realizzazione in team del volune “ Eco-Logico, una guida ragionata agli acquisti e ai servizi “verdi” per i Comuni ed Imprese

 

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