Alimentazione e Medicina – Se a qualcuno piace caldo…

Attenzione alla temperatura dei cibi

In una sua famosa opera, già nel lontano 1862, il filosofo Ludwig Feuerbach sostenne : “L’Uomo è ciò che mangia”.

Sono quindi passati oltre 150 anni da allora, e oggi possiamo senz’altro affermare che i sempre più raffinati studi di nutrizionistica moderna evidenziano una stretta relazione tra il cibo che assumiamo e molte patologie.

Ne deriva che prendere coscienza delle caratteristiche di ogni alimento, in termine non solo di capacità nutritiva, ma anche e soprattutto dal punto di vista dell’influenza che questo può esercitare sulla nostra salute, costituisce veramente un aiuto per la prevenzione o quanto meno il controllo di parecchi malanni.

Relativamente a questa situazione, alcuni semplici esempi, che probabilmente quasi tutti conoscono, sono rappresentati dalla gotta, dal favismo e dal diabete mellito. foto1

Nella prima, è un eccesso di proteine assunte con la dieta a “intossicare” l’organismo, generando dolorosi accumuli di acido urico negli arti inferiori; nel secondo, la carenza di un enzima scatena in soggetti geneticamente predisposti crisi emolitiche anche gravi se assumono fave, piselli, ecc. (o alcuni tipi di farmaci); nel terzo, è assolutamente vitale tenere il più possibile sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue, limitando le quantità di carboidrati e zuccheri semplici presenti nell’alimentazione, perché il pancreas non produce a sufficienza l’insulina, cioè l’ormone che regola la glicemia. 

Ma è ormai appurato che anche l’insorgenza dei tumori risulta fortemente correlata con il cibo che mangiamo, e questo può avvenire in base a differenti modalità di azione.

Innanzitutto, e in questo periodo spesso la cronaca (nera) ha dovuto purtroppo occuparsene, attraverso

la presenza di sostanze nocive, legate alla tipologia di coltivazione, allevamento e/o conservazione di alimenti, come tristemente sta emergendo dalle analisi sui dati dell’incidenza di patologie neoplastiche nelle zone con terreni inquinati da smaltimento non corretto di rifiuti tossici.

In senso opposto, vale a dire protettivo, agiscono invece una considerevole quantità di sostanze difensive per l’organismo, che svolgono funzione antiossidante e combattono i radicali liberi che attentano alla nostra salute: l’argomento è talmente affascinante ed interessante da meritare una specifica trattazione al proposito, e prometto che lo riprenderò prossimamente, dedicando ad esso lo spazio che senza dubbio gli compete.

Ma c’è un ulteriore aspetto delle nostre modalità di alimentarci che può pesare parecchio nell’ambito di una possibile azione cancerogena: la temperatura del cibo che assumiamo.foto 2

In Cina, nell’epoca antecedente la rivoluzione portata da Mao Tze Tung, da secoli la donna era in generale considerata talmente inferiore all’uomo, da non consentirle di mangiare contemporaneamente; pertanto, le mogli tendevano a cucinare il cibo ed a servirlo a temperature molto elevate, inducendo così il marito, magari affamato, ad ingurgitarlo piuttosto caldo, e consumavano il pasto, ormai intiepidito, dopo di lui.

Questo comportamento, per noi discutibile, al di là delle considerazioni di etica sociale, aveva però una conseguenza piuttosto vantaggiosa per le donne cinesi: infatti risultavano pressoché esenti dal tumore all’esofago, che viceversa nei maschi appariva particolarmente diffuso.

Quando però l’avvento del pensiero maoista fece progressivamente mutare quelle abitudini, consentendo quindi alla coppia di consumare i pasti in contemporanea, si osservò nel giro di pochi anni un costante inesorabile aumento dei casi femminili di neoplasia esofagea, forse dovuto alla persistente tendenza a servire in tavola cibi troppo caldi: in pratica, con l’annullamento delle diseguaglianze tra uomo e donna, la rivoluzione aveva però anche eliminato le differenze esistenti in precedenza tra i due sessi per quanto concerne l’incidenza di quel tipo di tumore.

A volte semplici osservazioni di epidemiologia clinico-sociale forniscono in realtà dati eclatanti e di grande importanza, da cui stiamo imparando a trarre preziosi insegnamenti: bere o mangiare cibi troppo caldi rappresenta uno stress evidentemente mal sopportabile da parte delle cellule dell’epitelio che riveste le nostre vie digestive, soprattutto se questo comportamento rappresenta un’abitudine. 

A partire dalle labbra – in particolare quello inferiore, che statisticamente sappiamo rischia di più perché pasteggiando subisce un contatto più prolungato con il calore di bicchieri, tazzine, ciotole, cucchiai, forchette ecc. rispetto al superiore – tutte le nostre mucose del cavo orale e delle prime vie digestive riportano gravi danni a livello microscopico se sottoposte ad elevate temperature, esattamente come capita alle cellule della bocca e dell’apparato respiratorio nei fumatori, e da queste lesioni può innescarsi un insidioso processo neoplastico.

Quindi è buona regola fare attenzione non solo ai cibi fumanti, ma anche alle tazze di thè o al caffè bevuto frettolosamente: come saggiamente recita uno slogan abbastanza conosciuto, soprattutto in campo tumorale PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE.

Con la speranza di non avervi guastato con questo argomento il piacere per gli ormai imminenti pranzi e cenoni tipici delle festività, auguro Buon Natale ed un magnifico 2014 a tutti.

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

 

 

  

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