Alcool denaturato: no, grazie

Quando ero bambino, appena gli impegni scolastici e le condizioni meteorologiche rendevano possibile la cosa, avevo la fortuna di poter trascorrere le prime ore del pomeriggio in un campetto di calcio, dove mi divertivo a giocare a pallone; non c’erano però spogliatoi, quindi al ritorno a casa mi aspettavano una bella doccia calda e, purtroppo, anche una orrenda frizione con alcool denaturato, che in base alle assurde convinzioni della mia peraltro adorata nonna, avrebbe avuto lo scopo di prevenire i malanni che potevano derivarmi dall’aver sudato molto. Roba da rivolgersi al Telefono Azzurro, per fortuna la mia cute era molto resistente a quel genere di aggressione chimica…

In realtà, questa mia rievocazione aneddotica è solo una testimonianza delle numerose quanto false credenze riguardanti questo liquido, a cui ancora oggi molto spesso vengono attribuite caratteristiche positive del tutto
infondate.                              

Ad esempio, come disinfettante non è affatto affidabile: non soltanto perché brucia moltissimo, e quindi induce a non insistere troppo nell’applicazione su di una ferita, favorendone paradossalmente così una detersione magari approssimativa, ma anche per il fatto che risulta meno efficace, in caso di un rischio potenziale di tetano, rispetto alla “semplice” e meglio tollerata acqua ossigenata, che invece il Clostridium, germe responsabile di questa insidiosa patologia, teme moltissimo, essendo un organismo a metabolismo anaerobico.

Altro campo di applicazione dell’alcool denaturato, per non so quanti decenni, è stata la medicazione del moncone ombelicale dei neonati: finalmente, oggi si cominciano a diffondere altre pratiche, assai più affidabili come garanzia antisettica e, soprattutto, prive dei fastidi che una garza costantemente intrisa di esso sull’addome può comportare (vapori irritanti se inalati, dermatosi a carico della cute circostante).

Ma in questo auspicabile processo di “pensionamento” progressivo dell’alcool denaturato, che persino come detergente per l’ambiente risulta mediocre, è probabile che ci sia ancora molta strada da fare, se si vanno ad analizzare i dati ufficiali resi noti dal Centro di Documentazione ed Informazione Biomedica dell’ospedale “A. Cardarelli” di Napoli, che appaiono abbastanza clamorosi. Le statistiche del Centro Grandi Ustionati di questo nosocomio indicano infatti che addirittura il 50% dei suoi  posti letto sono occupati da vittime di incidenti legati all’uso scorretto di questo liquido, tra l’altro con un tasso di mortalità piuttosto elevato. In pratica, la media annua è di oltre 300 ricoverati, con 20 decessi e, per i sopravvissuti, conseguenze estetiche terribili; ed anche il conto, sotto il profilo economico, è particolarmente pesante, se si considera che i primi 25 giorni di degenza di questi pazienti costano ogni anno al Sistema Sanitario Nazionale circa 14 milioni di euro.  

La situazione è dunque talmente seria, che è stato deciso il lancio di una campagna informativa che ha lo scopo di educare la popolazione ad evitare l’utilizzo domestico dell’alcool denaturato, illustrandone la pericolosità; essa è naturalmente legata alla sua elevata infiammabilità, che ha spinto i promotori addirittura a paragonare la classica bottiglia in plastica dal rassicurante colore rosa ad una bomba. alcool - locandina

Va precisato che questa iniziativa ha trovato anche il sostegno da parte sia della Federazione che dell’Ordine Provinciale dei Farmacisti, i quali si sono naturalmente dichiarati a disposizione della popolazione per consigliare in modo adeguato su cosa adoperare in alternativa.       

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

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