AIDO: la tecnica avanza ma se manca il donatore si muore

Niente fegato: bimba muore a 5 anni per mancanza di un donatore

Ha fatto scalpore, rabbia e infinita tristezza la notizia della bimba di Padova che non ce l’ha fatta, è deceduta perché purtroppo non si è trovato un fegato compatibile per il suo trapianto. Ma i bambini che non ce l’hanno fatta sono tanti, troppi. Oggi si parla di lei, come esempio, come uno dei fallimenti tra i tanti.

Diversi gli appelli, impossibile il trapianto da vivente per il poco tempo che le restava (le hanno infatti diagnosticato un tumore aggressivo al fegato 15 giorni prima del decesso).
Eppure il centro trapianti di Padova è uno dei migliori, dei più attivi, un centinaio infatti gli ultimi trapianti di fegato eseguiti nell’anno appena passato. Ma per lei non c’è stato scampo.foto dottore

Questa notizia ci fa pensare. Non ci sono organi perché ancora non ci sono donatori sufficienti. Manca ancora informazione e conseguenza grave di questo ci sono troppe persone (ma dovrebbero farlo tutti!) che non hanno dato il consenso alla donazione organi post mortem. Farlo in punto di morte è davvero difficile, lasciare questo peso ai familiari è devastante. Bisogna pensarci prima, insieme, con serenità e consapevolezza.

La dichiarazione che segue e pubblicata dal Dott. Enrico Gringeri sulla pagina Facebook forse aiuta a capire anche lo stato d’animo di chi questi drammi li vive in prima persona ogni volta che tenta di salvare una vita:

«Quello che ho vissuto nei giorni scorsi è stato un dramma che ho sperimentato come uomo e padre prima che chirurgo. Istintivamente ho avvertito l’impulso di esternare questo mio grido di dolore, forse anche egoisticamente, per trovare una pace interiore…. A volte esistono montagne troppo alte da scalare e strade troppo lunghe da percorrere…allora ti accorgi che di fronte ad un ostacolo così enorme ti devi arrendere e quel senso di impotenza che ti sovrasta ti lascia dentro un vuoto troppo grande!!! Non pensavo di suscitare tutto questo interesse e sono rimasto positivamente impressionato nel leggere la notizia sul Gazzettino di ieri.

Ringrazio per questo Federica Cappellato che ha saputo estrarre, da questo mio stato d’animo, un’opportunità per ribadire la fondamentale importanza della donazione degli organi. Spero che da questo mio sfogo sincero nessuno possa pensare ad una strumentalizzazione della notizia ma avverta l’utilità di amplificarla e risaltarla per il bene e l’interesse di tutti.

Grazie a tutti coloro che hanno saputo comprendere il mio stato d’animo dedicandomi parole di conforto e incoraggiamento. A 24 ore di distanza ho ancora negli occhi quelle scene…una piccola vita di soli 5 anni ha atteso invano quel treno che non passerà mai…la corsa in sala operatoria e quel frenetico incrociarsi di mani e intenzioni nel tentativo di opporsi ad un destino inesorabile e inaccettabile. E’ volato via quel piccolo angelo, con l’innocenza di chi avrebbe meritato una vita nuova! Grazie».

Le nuove tecniche stanno portando a grandi risultati, ma ancora non bastano, non servono se mancano i donatori. Ne avevamo parlato qualche mese fa, della tecnica dello “split”, da un fegato donato e diviso a metà si possono ricavare due trapianti per due pazienti, bambini diversi e da un nuovo protocollo quando c’è un donatore sotto i 50 anni è diventato obbligatorio proporre questa modalità.

Altri passi avanti ce li certificano gli studi del dott. Remuzzi, direttore dell’istituto di ricerca di Bergamo: rallentare la progressione delle nefropatie affinché non ci sia più bisogno di dialisi e trapianti. In una sua intervista riporta infatti che negli anni 90 il 70% dei pazienti con malattie renali aveva bisogno della dialisi entro i 48 mesi dalla diagnosi, oggi la percentuale è scesa drasticamente al 10%.

Di notevole impatto la domanda che gli è stata posta:
Quali sono le sfide attuali? La scarsità di donatori di organi sotto 60 anni. Però abbiamo trovato una soluzione: trapiantando due reni al posto di uno, possiamo avere donatori anche oltre gli 😯 anni. Ciò permette di recuperare il 20% di organi in più. È una metodologia su cui, caso raro, gli Stati Uniti sono dietro di noi. Inoltre tra 5 anni riusciremo a rigenerare un rene ricondizionando le staminali del sangue.

Di sicuro stiamo andando avanti tutti, medici, volontari, e la direzione è quella giusta. Ma il lavoro è ancora tanto e duro quindi ci aspettiamo tanto aiuto perché ne abbiamo un reale bisogno. Per tutti. Nessuno escluso.
Informatevi presso di noi, fatelo per voi stessi, per le vostre famiglie.

Vi aspettiamo alla riunione soci del 21 febbraio ore 10 presso la casa delle associazioni di via Cavour m° 22 a Trezzano sul Naviglio.
Passate a trovarci al gazebo e visitate il nostro sito: www.aido-trezzanosn.weebly.com per sapere dove saremo e per aiutarci a informare!

Laura Malchiodi – responsabile della comunicazione
A.I.D.O. Gruppo Comunale Trezzano sul Naviglio

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