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Aido, don Carlo Gnocchi e la storia della prima donazione in Italia

“l’angelo dei bimbi…”

AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi tessuti e cellule)
ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)

“…ti chiedo un grande favore, non negarmelo: sei pronto a rischiare la prigione per me? Io voglio donare le mie cornee. Fra poco non ci sarò più… prendi i miei occhi: anche questi sono per i miei ragazzi, i miei mutilatini!”.

don gnocchi
Don Carlo Gnocchi

Con queste parole don Carlo Gnocchi chiede all’amico don Giovanni Barbareschi suo esecutore testamentario di trovare un dottore oculista, (che sarà Galeazzi Cesare dell’Istituto Oftalmico di Milano oggi Fatebenefratelli), di dare l’ultima parte di sé ai suoi piccoli bambini.

Era il lontano 28 febbraio 1956. Nato nel lodigiano (San Colombano al Lambro) dedica una vita ad aiutare i piccoli indifesi, orfani, malati o mutilati dalla guerra. Cappellano militare negli alpini cercò, tra le altre cose, di alleviare le sofferenze della guerra raccogliendo le ultime volontà di feriti e moribondi portandole di persona a tutte le loro famiglie sparse per la penisola. Per poter seguire le vittime della guerra creò un centro caritatevole la “Pro Juventute”, tantissimi collegi sparsi in tutta Italia e centri di rieducazione per i bambini affetti da poliomielite. Ma la vita del Beato don Carlo Gnocchi (beatificazione avvenuta a Milano il 25 ottobre 2009) non si può riassumere così in poche righe. La sua è stata davvero una grande vita, fino alla fine.

puzzle auguri natale
Il gruppo dei Giovani di Aido/Admo

Fino all’ultimo ha pensato ai suoi bambini. La malattia lo stava divorando, ma nemmeno il dolore gli ha impedito di fare l’ultimo gesto d’amore, nemmeno l’illegalità di quel dono, che da quel giorno avrebbe salvato migliaia di vite, lo ha fermato. Una ragazza di 17 anni e un bambino di 12, grazie a lui poterono rivedere la luce, il mondo, ma non un mondo qualsiasi, il mondo di bene che il Beato Carlo aveva preparato per loro. Quegli occhi azzurri che negli anni si erano posati sulle sofferenze di tante persone ora erano nelle mani del professore, l’oculista che sfidando la Legge eseguì i trapianti. “… (…) Quasi sgomento (si legge nel suo diario, n.d.r) pensavo alla prova che mi aspettava. Come un principiante andavo ripetendomi i tempi dell’intervento. Poi a tratti mi rasserenavo e mi dicevo: don Carlo mi aiuterà. La notizia era ormai su tutti i giornali. Il mio aiuto Celotti, recatosi alla Columbus (una clinica di Milano n.d.r), compì il triste compito di asportare i bulbi oculari di don Carlo. All’uscita dalla clinica la sua auto fu per un tratto seguita da quella della polizia che poi fece volutamente finta di perderla…(…)”.  Provò solo un attimo di commozione tenendoli in mano perché erano fissi, non avevano più quella magica vivacità di movimento che tanto trasmetteva pace e fiducia, ma avvertì una sola e unica certezza: quei due bambini avrebbero riacquistato la vista! Pianse insieme alla ragazzina che quando fu sbendata dopo l’intervento, vide dalla finestra una fontana lontana. Le fece subito ascoltare la voce di don Carlo da un grammofono che diceva: “… amis, ve racumandi la mia baracca e tu mi devi promettere che questi occhi vedranno ancora…(…)”, e furono avvolti entrambi ancora una volta dalla serenità che da sempre don Carlo sapeva trasmettere. Il suo gesto, l’ultimo di tanti d’infinito amore, una vera parte di sé, è sopravvissuto, è rimasto vivo nei loro occhi, lo specchio dell’anima.

Tutto questo per ricordare o far sapere a chi non lo sa che il Beato Don Gnocchi è stato il primo donatore di organi in Italia! Dopo la sua morte la Legge sui trapianti di organi venne tempestivamente approvata, diede lui, con il suo coraggioso esempio, l’ultima spallata alla decisione della Chiesa e dello Stato che ancora non si erano espressi. Sul sito http://www.dongnocchi.it/ potete leggere la sua commovente storia, leggere di tutta la sua grande forza, delle sue opere, conoscere chi è stato veramente “il profeta del dono degli organi”. Oggi le sue opere si sono allargate anche ad altri tipi di assistenze e patologie, arrivando ad aiutare un elevato numero di malati non solo pediatrici ma anche anziani e pazienti che necessitano di riabilitazione neurologica, ortopedica, cardiologica, respiratoria, oltre che malati terminali oncologici. Quindi non solo riabilitazione e integrazione sociale. Nessuno di noi per una firma su un modulo diventerà beato, ma beato sarà chi grazie al nostro consenso potrà vivere ancora, beato sarà chi ci darà un’altra rinascita.

Sul sito le ultime foto e i prossimi appuntamenti:  www.puntoinfoadmoaido.weebly.com

 

Laura Malchiodi
supervisor gruppo giovani punto info&iscrizioni
AIDO&ADMO Trezzano sul Naviglio

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