Additivi alimentari, dubbi e certezze

Parliamo di additivi alimentari

Gli additivi alimentari, usati dall’industria del settore per modificare i cibi, ad esempio migliorandone la lavorabilità ed esaltandone l’appetibilità, sono numerosissimi.

Va subito detto che, anche se non godono propriamente di una buona reputazione, in realtà sono tutti stati giudicati sicuri – ovviamente entro precise dosi consentite –  dall’Agenzia Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA) e approvati dall’Unione Europea, che li ha “targati” con la famosa lettera E seguita da un numero identificativo. (Inserire Tabella)

CATEGORIA                SIGLA   EUROPEA

Coloranti E100 – E180
Conservanti E200 – E285
Antiossidanti E300 – E321
Edulcoranti E420-E421; E950-E967
Emulsionanti  \
Stabilizzanti                 E400-E495; E322; E1103
Addensanti    /

In pratica, con linguaggio burocratese, essi sono stati definiti come “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente” (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE)

Va notato che alcuni sono naturali, cioè ricavati da fonti vegetali: ad esempio la pectina o l’amido di mais, utilizzati come addensanti, oppure l’acido citrico, che funge da antiossidante; poi ci sono invece quelli artificiali, cioè di sintesi al 100%, come il dolcificante aspartame, oppure ottenuti modificando una sostanza naturale, come avviene per l’addensante metil-cellulosa.

Come detto in precedenza, tutti vengono sottoposti a valutazione sulla sicurezza, e ne viene stabilita la Dose Giornaliera Accettabile (DGA), vale a dire la quantità ritenuta priva di rischi persino in caso di un’assunzione quotidiana a vita.

Un altro discorso completamente a parte va poi invece fatto riguardo agli aromatizzanti, che non rientrano nella classificazione indicata in tabella, ma vengono ugualmente aggiunti ai cibi per motivi tecnologici non nutrizionali; in realtà sono oltre 3000, e purtroppo non sono stati mai valutati in modo approfondito per quanto concerne la sicurezza come accaduto per gli additivi.

C’è inoltre da considerare pure che, anche se ognuna di queste sostanze al giusto dosaggio ci viene singolarmente presentata come accettabile e priva di rischi, resta sempre il dubbio sul potenziale pericolo che l’effetto sinergico dei numerosi additivi ingeriti quotidianamente può provocare al nostro organismo.

In effetti, se oggettivamente da un lato le reazioni allergiche sembrano essere poco frequenti e limitate a soggetti predisposti, da diversi anni è stata sospettata una possibile associazione tra l’assunzione di coloranti artificiali o conservanti ed alcuni disturbi del comportamento infantile, con iperattività. Come dire: se non volete rischiare di trasformare un bambino in una piccola peste, evitate di dargli troppe merendine…

Purtroppo, infatti, le preparazioni alimentari di tipo industriale non possono proprio fare a meno degli additivi, dal momento che emulsionanti, antiossidanti e addensanti risultano indispensabili in fase di lavorazione, mentre altri contribuiscono alla sicurezza igienica (ad es. i nitriti degli insaccati contrastano il botulino) e gli aromi mantengono i sapori che altrimenti tenderebbero a variare rapidamente.

E’ evidente che rientra molto nel senso di responsabilità di ciascun produttore alimentare optare per un uso abbondante e indiscriminato di essi, a scapito della qualità nutrizionale, o viceversa cercare di ridurli quanto più possibile, il che sottintende una maggior attenzione alla scelta degli ingredienti migliori e alla cura della lavorazione.

In conclusione, mi sentirei di dare un consiglio piuttosto semplice da seguire, anche per coloro che non si intendono molto di questo argomento: ci si riesce infatti a mettere abbastanza in salvo dalle insidie rappresentate dall’insieme di queste sostanze, abituandosi innanzitutto a leggere attentamente le etichette dei preparati alimentari, ove per legge gli additivi devono assolutamente essere riportati, e scegliendo sempre, in fase di acquisto, i prodotti con l’elenco di ingredienti più corto.

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino

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