I 5 minuti di Cortopugliese: Casta Diva

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Da giovane ero molto timido. Ricordo che, alle prime esperienze, chiedevo ogni volta alle ragazze se potevo baciarle e ricevevo dei no seccati, che mi lasciavano interdetto e mi bloccavano, senza speranza. Collezionai così circa ventidue no: poi smisi di contarli, ma soprattutto intuii ch’era meglio agir di sorpresa; e adottai fiducioso la tecnica innovativa del ‘ballo con bigliettino a sorpresa’.

Ballavo, mi facevo un po’ audace e mostravo alla ragazza un biglietto con un‘unica scritta: “BACIAMI”. I caratteri erano cubitali, ma di solito non succedeva niente, perché al buio il biglietto passava del tutto inosservato. Qualche volta, però, lo stupore creato dal gesto improvviso favoriva il bacio: e riuscivo finalmente a passare all’azione.

Crescendo, non andai più a ballare ma inventai nuove tecniche, che applicai con Stella.

Casta Diva Stella (affettuosamente C.D.) era sposata da quattro o cinque anni; e spesso diceva di amare molto suo marito. Amava però anche essere corteggiata, inconsapevole che tutte le sue virtù erano in quel suo corpo davvero fantastico.

Come tutte le segretarie di razza, C.D. era bella e stupida: due qualità che vanno spesso d’accordo e che in una donna giovane son sempre apprezzate (fuorché dal malcapitato coniuge).

C.D.Stella lavorava poco. Il nostro Capo, d’altronde, non l’aveva assunta per lavorare, ma (obiettivo minimo!) per poterla esibire agli altri dirigenti, durante le riunioni periodiche con l’Alta Direzione.

C.D. lavorava comunque bene, in quei suoi cinquantadue minuti di occupazione quotidiana. I minuti rimanenti li passava invece chiacchierando con le amiche che venivano a trovarla; lavorando a maglia (che in fondo fa chic), aggiustandosi il trucco; o alternando infine colazioni a merende e merende a spuntini.

C.D.Stella aveva fissato delle regole, che tutti noi maschietti c’impegnavamo a seguire:

-primo, non nominare il nome di segretaria in Sua presenza: C.D. odiava quel nome;

-secondo, non pretendere da Lei compiti degradanti, quali aggiornare l’archivio, far fotocopie, battere a macchina qualsiasi cosa: C.D. non era una segretaria, ma un’impiegata quasi ingegnera;

-terzo, non dare mai fretta nello svolgimento di qualsiasi incarico: Lei, per definizione, era infatti permanentemente oberata di lavoro.

C.D. era dunque una segretaria perfetta. E noi tutti cercavamo di accontentarla, succubi della Sua bellezza: e perché speravamo, in un immediato prossimo anche lontano futuro, di giunger con Lei a più stretti contatti.

Ma Stella, benché spesso ci provocasse con i Suoi discorsi sul sesso come‑quando‑dove‑perché , pure non mostrava cedimenti. Era disposta a parlare con ogni dettaglio della Sua prima volta sull’erba, pur d’invogliarci; e perdere qualche ora d’ufficio. Ma poi, alla resa dei conti, niente. Inattaccabile, incorruttibile, imprendibile.

Gli insuccessi dei miei colleghi non facevano che stimolarmi, accrescendo il mio desiderio. Volli tentare, ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

 

Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo.
Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti  molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria.

 

E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma  su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito.
Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010).

Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo (Kindle Amazon, 2014) e concorre fino al 16.3.14 al premio BIG JUMP (http://it.20lines.com/bigjump/read/1070/olimpo-web-storia-d-amore-e-ironia)

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