Astronomia: L’emisfero nascosto della Luna

Topografia della Luna
Topografia della Luna

Oggi diamo tutti per scontato la sfericità della Luna, conosciamo le sue fasi ed i più appassionati ne apprezzano i più piccoli moti reali o apparenti e ne osservano i più sfuggenti dettagli sulla superficie.
In termini del tutto generali l’umanità ha cercato di conoscere al meglio questa nostra vicina di casa, prima con l’ausilio dei soli occhi ed in tempi più moderni (fino all’alba dell’era spaziale) grazie a telescopi sempre più potenti.

Assodata la sfericità della Luna, una letteratura immensa di ipotesi e di fantasie sull’emisfero nascosto del nostro satellite naturale ha inondato la cultura popolare e quella scientifica.

Prima immagine del lato nascosto della Luna - sonda Luna 3
Prima immagine del lato nascosto della Luna – sonda Luna 3

Ma come mai vediamo solo metà della Luna? Questo avviene perché il periodo di rivoluzione della Luna intorno alla Terra è quasi identico al suo periodo di rotazione su sé stessa. Tale risultato è stato possibile a causa della vicinanza tra la Terra e la Luna, due oggetti astronomici massicci la cui gravità si fa sentire reciprocamente. Un effetto di questa interazione sono le forze di marea: quando la Luna sorge la marea oceanica sulla Terra sale, quando tramonta scende.

Questo insieme di condizioni ha fatto sì che dalla Terra fosse impossibile scorgere l’emisfero lunare lontano. Eppure, a causa dell’orbita lunare non perfettamente circolare, la natura ci ha concesso di sbirciare oltre l’emisfero visibile grazie ad un movimento apparente noto come librazione. L’orbita leggermente ellittica costringe la Luna ad accelerare quando è più vicina alla Terra ed a decelerare quando è più lontana, permettendo ad un osservatore terrestre di osservare perennemente il 41% della superficie lunare, il 41 % rimane perennemente nascosto sull’emisfero lontano e ben il 18% della superficie si rende visibile ciclicamente grazie alle librazioni lunari. Quindi, in verità, cogliendo tutte le occasioni, siamo in grado di osservare da Terra il 59% della superficie lunare.

Lato nascosto della luna
Lato nascosto della luna

Oggi conosciamo la superficie lunare con la precisione del metro o del centimetro e conosciamo quasi del tutto le caratteristiche e la struttura di questo corpo celeste. Eppure la quasi totalità di ciò che conosciamo è frutto dell’esplorazione spaziale degli ultimi 50 anni.

Punto più alto sulla luna
Punto più alto sulla luna

Infatti nessuno prima della sonda sovietica Luna 3, il 10 ottobre 1959, aveva osservato (e fotografato) l’emisfero “oscuro” della Luna. Grazie alle foto di quella sonda, dopo miliardi di anni dalla formazione e per la prima volta nella storia, l’umanità era in grado di osservare ciò che la natura le aveva nascosto. Gli astronauti statunitensi dell’Apollo 8 Frank Borman, William Anders e Jim Lovell furono i primi 3 uomini a posare lo sguardo su quelle distese, durante la loro circumnavigazione della Luna del 24 dicembre 1968.
Nessun uomo è mai sbarcato sull’emisfero oscuro della Luna e nessuna sonda vi è mai atterrata a causa delle ovvie difficoltà di comunicazione con la Terra.

Per ciò che concerne la colonizzazione lunare, oggi si pensa che la faccia nascosta della Luna sia un luogo perfetto per poter indagare il cosmo senza l’interferenza della Terra.

Ma come si presenta questo emisfero? E’ molto diverso da quello che tutti possiamo ammirare da Terra.
Se l’emisfero rivolto verso il nostro pianeta presenta enormi mari mediamente piatti, intervallati da qualche catena montuosa ed un numero grande (ma non enorme) di crateri importanti, l’emisfero lontano presenta una craterizzazione ben più pronunciata ed ospita le aree a quota più alta e più bassa dell’intera superficie lunare.

I mari (ovvero le aree pianeggianti e scure originatesi da immense ed antiche colate di lava) occupano solo il 2,5% della superficie nascosta, a differenza del 31% occupato in quella visibile.

Nell’emisfero nascosto è situata la zona più depressa della Luna: il Bacino Polo Sud-Aitken. Posto al di sotto dell’equatore lunare, con i suoi 2500 km di diametro ed i 13 km di profondità (-6 km rispetto al raggio medio lunare), questo bacino da impatto ha ancora molti misteri da svelare a partire dalla sua formazione ed evoluzione. Sul bordo nord-orientale del bacino, presso il cratere Engel’gradt, si trova anche il punto più alto in assoluto a 10786 metri, rispetto al raggio lunare medio.

Stefano Tosi

Stefano Tosi –  Nato a Milano nel 1988, ha studiato Astronomia presso l’Università di Bologna. Astrofilo ed appassionato di pianeti extrasolari da sempre, unisce all’osservazione ed alla fotografia dell’Universo col suo telescopio l’interesse per la Storia. Membro del Circolo Astrofili di Trezzano sul Naviglio (MI), scrive articoli, tiene conferenze, un blog ed ha pubblicato un libro sulla storia di Milano e del suo quartiere “Da Milano alla Barona. Storia, luoghi e persone di questa terra” (2012). Seguito da “Le lune del sistema solare” (2014), “La Terra vista dallo spazio” (2014), “Animali e piante nello spazio” (2015), “Misurare l’Universo” (2015). http://www.stefanotosi.net || http://www.lulu.com/spotlight/StefanoTosi

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