Astronomia – La conquista dello Spazio passa dal sacrificio degli animali

ANIMALI E PIANTE NELLO SPAZIO

Per certi versi, la storia del progresso scientifico è in larga parte costruita sul sacrificio di innumerevoli animali. Anche la conquista dello spazio non ha fatto eccezione: in 70 anni l’uomo ha lanciato nell’atmosfera e nello spazio animali e piante di ogni tipo e dimensione.

Grazie a loro si è imparato moltissimo sulla vita nello spazio e sui suoi rischi… ma non sempre il tutto è finito bene. Se centinaia di astronauti hanno viaggiato e vissuto nello spazio negli ultimi 50 anni lo dobbiamo senza ombra di dubbio a questi esseri viventi. L’elenco che seguirà è solo un breve riassunto di questa pagina poco nota legata alla conquista dello spazio.

I primi a raggiungere i confini dell’atmosfera furono dei moscerini della frutta, stipati a bordo di alcune V2 tedesche lanciate il 20 febbraio 1947 dagli USA. Il missile raggiunse i 109 km di altitudine in 3 minuti e 10 secondi. Raggiunta la quota, la capsula che conteneva i moscerini venne sganciata e paracadutata al suolo. I moscerini vennero recuperati vivi.

Tra il 1947 ed il 1960 USA e URSS lanciarono nell’alta atmosfera, ai confini dello spazio, moscerini della frutta, topolini, criceti, porcellini d’india, gatti, cani, rane, pesci rossi e scimmie. Il tutto per testare la resistenza, le risposte fisiologiche, i sistemi di recupero, l’esposizione alle radiazioni ed il funzionamento del supporto vitale.

Lancio di Albert II
Lancio di Albert II

Il 14 giugno 1949 Albert II divenne la prima scimmia a raggiungere lo spazio, oltrepassando quota 134 km dal suolo. Purtroppo morì nel rientro a causa della mancata apertura del paracadute.
Tra gli anni 50 e 60 numerose scimmie dotate di elettrodi collegati al cervello per rilevare l’andamento dei segni vitali vennero lanciate nello spazio; due terzi di esse non sopravvissero al viaggio.

Il 31 agosto 1950 fu la volta del primo topo spaziale: 137 km di altitudine e stessa fine di Albert II.

Andò meglio ai due cani che l’URSS lanciò verso lo spazio il 22 luglio 1951: Tsygan e Dezik vennero recuperati con successo dopo il loro atterraggio. Purtroppo uno dei due morì in un test di volo successivo.

Ufficialmente però il primo animale ad orbitare attorno alla Terra fu la cagnetta Laika il 3 novembre 1957 a bordo della navicella Sputnik 2.
La cagnetta purtroppo non sopravvisse al rientro dallo spazio non tanto per le condizioni estreme del viaggio, ma per la mancanza di ossigeno sufficiente al completamento della missione.

Prima del 12 aprile 1961, data dello storico volo orbitale di Gagarin, almeno altri 10 cani vennero impiegati per testare i voli orbitali ed i loro rischi.

Il 13 dicembre 1958 gli USA lanciarono in orbita la scimmia Gordo che sopravvisse a tutto il viaggio ( ai 10G del decollo ed ai 40G del rientro ), ma il paracadute non si apri a contatto col suolo.

Enos lo scimpanzè
Enos lo scimpanzè
Il primo astronauta argentino, il topo Belisario
Il primo astronauta argentino, il topo Belisario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima ragnatela spaziale
Prima ragnatela spaziale

Le scimmie Able e Baker furono le prime a sopravvivere ad un volo orbitale nel 1959. Able morì 4 giorni dopo il rientro a seguito di un’infezione causata da un elettrodo di monitoraggio dei segni vitali, Baker invece visse fino al 29 novembre 1984 presso lo US Space and Rocket Center di Huntsville, Alabama.

Il 2 luglio 1959 fu la volta di Marfusa, il primo topo sovietico a orbitare attorno alla Terra, in compagnia di due cani.
Seguirono il 19 agosto 1960 le cagnette Belka e Strelka, le prime ad orbitare attorno alla Terra e a rientrare sane e salve a bordo dello Sputnik 5, assieme ad un coniglio grigio, 40 topolini, 2 ratti, 15 contenitori di moscerini della frutta ed alcune piante. Un cucciolo di Strelka, Pushinka, venne donata dal presidente Khrushkev a Caroline Kennedy nel 1961: ancora oggi sono noti numerosi suoi discendenti.

Il 29 novembre 1961 ‘Enos the Cimp’ divenne il primo scimpanzè ad orbitare attorno alla Terra a bordo di una capsula Mercury.

Il 9 marzo 1961 la cagnetta Chernushka, alcuni topolini, rane e per la prima volta un porcellino d’india vennero recuperati sani e salvi dopo un volo orbitale.

Nel 1961 e 1962 fu la volta di tre ratti francesi. Nel 1963 la Francia lanciò in orbita la gatta Fèlicette che venne recuperata con successo a differenza di un secondo gatto che venne ritrovato morto a causa di un disguido nella fase di recupero della capsula. Gli ultimi ‘animali francesi’ lanciati in orbita furono due scimmie nel 1967.

La Cina lanciò topolini e ratti nel 1964 e 1965 e due cani nel 1966.

I cani sovietici Veterok e Ugolyok stabilirono un record ancora imbattuto in materia di voli spaziali canini: restarono in orbita 22 giorni (tra il 22 febbraio ed il 16 marzo 1966) prima di rientrare sulla Terra. Per superare questa permanenza record nello spazio, l’uomo dovette attendere fino al 1971 con la missione Soyuz 11.

Biosatellite I e Biosatellite II portarono in orbita moscerini della frutta, scarafaggi, formiche, uova di rana, batteri, amebe, piante e funghi, rispettivamente nel 1966 e 1967.

L’11 aprile 1967 l’Argentina lanciò nello spazio il topo Belisario e lo recuperò sano e salvo.

Nel 1968 l’URSS lanciò nello spazio delle tartarughe che divennero i primi esseri viventi ad orbitare attorno alla Luna a bordo della sonda Zond 5, nonchè i primi terrestri a raggiungere lo spazio profondo. Assieme ad esse erano stipate delle mosche e dei vermi.

Nel 1969 il macaco Bonny portò a termine la prima missione di più giorni da parte di un primate. Questa fu la prima di 4 missioni simili.
Tirando le somme tra il 1950 e il 1970 l’URSS lanciò in orbita circa 57 cani ed alcuni di essi erano veri e propri veterani con svariati voli alle spalle.

L’Argentina ritentò nuovamente con voli suborbitali il 23 dicembre 1969 ed il 1 febbraio 1970: nel primo caso la scimmia Juan tornò sana e salva dopo aver raggiunto gli 82 km di quota, nel secondo una femmina della stessa specie morì a seguito di un’avaria del sistema di apertura del paracadute.

Il 9 novembre 1970 fu la volta di due rane toro. La missione Apollo 16 portò in orbita dei vermi mentre l’Apollo 17 ospitò 5 topolini.

Skylab 3 imbarcò il primo pesce ed i primi due ragni. Questi ultimi crearono con successo la loro ragnatela.

Nel 1975, a bordo della Soyuz 20, alcune tartarughe stabilirono il record di permanenza in orbita: ben 90,5 giorni.
Negli anni 80 l’URSS fece volare ancora 8 scimmie e gli USA portarono in orbita, tra gli altri, uova di insetto stecco, alcuni rettili, 24 topolini albini, due scimmie urlatrici.

Nel disastro dello shuttle Challenger andarono perdute alcune uova fecondate di gallina.

Negli anni 90 l’URSS lanciò gamberetti e blatte del deserto e la Cina rilanciò con un porcellino d’india. A bordo della stazione spaziale russa Mir vennero imbarcate anche tre rane giapponesi e alcune uova di quaglia.
Negli anni 90 gli USA trasportarono in orbita anche grilli, lumache, pesci, uova di farfalla e meduse.

Negli anni 2000, a bordo delle missioni shuttle, vennero trasportati anche bachi da seta, api operaie, nematodi. Alcuni di questi vennero trovati ancora vivi nei rottami dello shuttle Columbia.

Nel settembre 2007 una missione ESA portò in orbita alcuni tardigradi che, incredibilmente, sopravvissero 10 giorni nello spazio aperto senza alcuna protezione. A bordo della stessa missione ci fu la prima forma di vita terrestre a generare i propri piccoli nello spazio: uno scarafaggio comune ne partorì altri 33!

Nel novembre 2009 fu la volta della farfalla Monarca.
A chiudere la lista fu l’Iran che il 3 febbraio 2010 lanciò e recuperò con successo un topolino, due tartarughe ed alcuni vermi.

Gli ultimi animali a volare nello spazio furono 20 topolini consegnati dalla privata SpaceX alla Stazione Spaziale Internazionale il 23 settembre scorso.
Ad oggi le nazioni che hanno lanciato animali nello spazio sono : USA, URSS, Giappone, Iran, Francia, Argentina, Cina.
Stefano Tosi

Stefano Tosi, nato a Milano nel 1988, ha studiato Astronomia presso l’Università di Bologna. Astrofilo ed appassionato di pianeti extrasolari da sempre, unisce all’osservazione dell’Universo col suo telescopio l’interesse per la Storia. Membro del Circolo Astrofili di Trezzano sul Naviglio (MI), tiene conferenze ed ha pubblicato un libro sulla storia di Milano e del suo quartiere ( Da Milano alla Barona. Storia, luoghi e persone di questa terra , 2012) e tue titoli astronomici ( Le lune del sistema solare , 2014 e La Terra Vista dallo spazio , 2014) . http://www.stefanotosi.net – http://www.lulu.com/spotlight/StefanoTosi

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