Sport & Work n.106 – 21/2017 – anno 4 – Comunicato dell’Editore

Care lettrici, cari lettori,

di fronte ad un atto fraudolento abbiamo dovuto decidere se rimandare l’uscita del giornale n.106 oppure uscire in forma diversificata e di assoluta emergenza, riutilizzando il primario indirizzo web: www.sportwork.net

Per rispetto di chi ci legge abbiamo deciso di mantenere la programmazione seppure con una impaginazione provvisoria. Il sito web presenta ancora piccole imperfezioni che saranno oggetto di ulteriori interventi tecnici per ottimizzare l’immagine giornalistica. Contiamo di ultimare gli interventi entro il 19 dicembre con l’uscita del n.107

Arrivederci su www.sportwork.net

Giampaolo Santini

 

 

 

 

 

 

Lavoro: Il mondo va avanti anche se c’è chi non lo ammette!

I dati che vengono riferiti dai media sembrano indicare un’evoluzione positiva dei mercati e del lavoro.

Indubbiamente l’Italia con l’export sta facendo passi avanti notevoli e questo non è discutibile, anche se molte correnti politiche sembrano vogliano diminuire la portata del fenomeno.

L’occupazione migliora, anche questo dato è certo, nonostante i disfattisti cerchino di contestare le iniziative che l’hanno favorita.

La disoccupazione diminuisce ed anche questo dato è oggetto di discussioni infinite, in particolare sui giovani che non trovano lavoro o che devono andare all’estero o che devono aspettare anni di contratti a termine prima di essere assunti in pianta stabile.

Indro Montanelli sosteneva che un buon giornalista doveva prima esporre i fatti, nudi e crudi, poi esprimere la propria opinione al riguardo. Ora non accade più, le notizie sono diffuse sempre con un prisma interpretativo di parte, così non si riesce mai a capire se una cosa è buona o se è grama.

Dal punto di vista di chi lavora con le Aziende appare chiaro che esiste una ripresa. Essa favorisce sicuramente delle opportunità lavorative, probabilmente non pari al numero di giovani in cerca di lavoro o di sistemazione più consona o fissa, così come insufficiente per tutti coloro che si sono trovati estromessi dal mercato del lavoro e magari a una certa età.

Gli anni della crisi, la più lunga e dura del post industrialismo, ha segnato profondamente il contesto lavorativo riducendo oggettivamente il numero degli occupati e dei disoccupati, soprattutto giovani e “anziani”, alla disperata ricerca di una collocazione.

Nel frattempo il mondo è cambiato, le tecnologie si sono evolute, l’automazione del lavoro d’ufficio ha ridotto tempi e ruoli, le multinazionali hanno accentrato posizioni lavorative all’estero, la delocalizzazione verso aree con costi più bassi è andata crescendo, perturbando ancora di più il già asfittico mercato del lavoro locale.

Alcune leggi, per quanto contestate e discusse, hanno comunque prodotto qualche risultato (numeri alla mano), anche se è diffusa la sensazione che si sarebbe potuto fare senz’altro di più.

Tuttavia non si può negare che ci sono moltissime offerte che si fa fatica a colmare perché mancano le competenze necessarie in un mondo che è, appunto, cambiato.

Così come appare chiaro che tante posizioni di lavoro, magari meno attraenti, sono disdegnate da tanti giovani, per cui si finisce per assumere stranieri (a puro titolo di esempio Infermieri).

Un caso lampante è l’iniziativa di RTL 102.500 che presenta ogni settimana posti di lavoro nelle fabbriche offerti da Aziende prevalentemente italiane, che fanno una politica di sviluppo intelligente e cercano di sensibilizzare i giovani a considerare opportunità spesso non colte.

Il gap, più volte rimarcato, tra offerta e domanda, è grande e lì occorrerebbero investimenti formativi, anche in età scolare (un’iniziativa è in corso, farraginosa e speculata, anziché valorizzata, nell’alternanza scuola-lavoro) per costruire le competenze necessarie ad un Paese in trasformazione tecnologica.

Insomma, c’è del buono e siamo portati, tutti, più a criticare per quello che manca, piuttosto che a supportare e utilizzare al meglio quello che c’è. Si può fare meglio, è vero, anzi necessario, tuttavia almeno quello che c’è non va contestato, bensì arricchito dalla volontà, dall’impegno, dalla costanza, dal valore aggiunto che ognuno può mettere nel far andare le cose al massimo, anziché diminuirne la portata e gli effetti.

Quello che si può dire è che la Selezione è ripartita e questo è un segnale non debole di miglior salute che bisogna cogliere, magari con mente aperta e con creatività. Soprattutto con investimenti di energie positive.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Lavoro: aprire agli stakeholder. Come?

Il coinvolgimento degli stakeholder, almeno nella progettazione del futuro aziendale, è un tema di interesse sempre più attuale. Come realizzarlo? In che modo gli stakeholder possono dare il loro contributo? 

Rubrik è un’azienda della Silicon Valley che fornisce soluzioni di Data Management in modalità cloud. Il suo fondatore e attuale CEO, Bipul Sinha, è impegnato in una operazione di “trasparenza radicale”, come riporta il WSJ: tutti i 600 dipendenti sono invitati alle riunioni del consiglio di amministrazione.

Anche se non viene nascosta la difficoltà di alcuni momenti, “…se sei sincero e trasparente, questo crea fiducia ed empowerment”. 

Non solo “…se si incoraggia una cultura dove le persone possono chiedere domande scomode, questo allarga il modo di pensare”; dunque un contributo, non un ostacolo, all’azione del management.

Certamente ci sono i lati negativi di questa apertura ma, come ricorda Sinha, “se creiamo fiducia allora le persone gestiranno senza problemi le buone e le cattive notizie perchè sapranno che sono parte di una storia più grande”.

Una modalità di “processo” dunque, con aspetti di gestione complessi (quanti dei nostri CDA di aziende quotate sarebbero in grado di gestirli, pur salvaguardando le informazioni sensibili?), che offre più di uno spunto di riflessione su cosa debba essere l’azienda, quali sono le reali risorse per “gestirla” e le modalità per progettarne il futuro sviluppo. Certo manca una “traccia” che aiuti a minimizzare gli effetti negativi, che orienti tutti a contribuire al disegno del futuro, ma è un primo passo.

Di segno opposto invece un’altra notizia: il recente, ultimo solo in termine di tempo, aggiornamento del piano industriale di una grande azienda quotata col “contributo” dei sindacati. In che cosa consiste questo aggiornamento? Ecco il dettaglio:

  • tutela dei livelli occupazionali;
  • contrasto al rischio esternalizzazioni;
  • ricorso ad esodi volontari e incentivati;
  • assunzioni;
  • congedi straordinari retribuiti al 40% e integrazione economica del 20% in caso di congedo parentale;
  • utilizzo delle somme risparmiate dall’azienda nel caso in cui le leve messe in campo si rivelassero meno onerose (finanziamento di ulteriori piani di esodo incentivato);
  • fruizione ex festività, ferie, banca delle ore e straordinari;
  • part time;
  • criteri volti a garantire l’avvio del confronto sulla contrattazione di secondo livello e prime previsioni riguardanti la mobilità.

Non è importante sapere di che azienda si tratti o quali sigle sindacali siano coinvolte; la domanda da fare è: i temi di interesse di questi signori (alla cui determinazione si è arrivati “dopo una trattativa estremamente lunga e difficile che ha visto momenti anche di grande tensione”!) contribuiranno allo sviluppo di questa impresa in modo tale che possa avere le risorse necessarie a sostenere gli impegni presi?

Detto in altri termini, i sindacati sono stakeholder capaci di dare un contributo reale allo sviluppo d’impresa, condizione necessaria per il benessere dei lavoratori che pure vogliono tutelare? E l’impresa è in grado di “aprirsi” in un confronto sano e sincero sui temi di fondo della strategia creando un clima di fiducia e collaborazione?

Pare siamo molto lontani dal modello Rubrik, ma fin quando il sistema degli stakeholder rimarrà ostile all’azione complessiva dell’impresa, e essa stessa alimenterà questa ostilità, quella “fiducia ed empowerment” di cui hanno bisogno tutti per costruire qualcosa che duri e prosperi nel tempo sarà difficile da ottenere, e di conseguenza altrettanto difficilmente arriveranno i necessari risultati economici.

Luciano Martinoli

LucianoMartinoli, laureato in Scienze dell’Informazione ha ricoperto ruoli manageriali in importanti aziende IT internazionali: HP, Cap Gemini, SSA (oggi Infor). Si è poi occupato di start-up e apertura di filiali di aziende multinazionali in Italia: Arinso, Atlantic Sky. Successivamente ha ricoperto ruolo di vertice in Incubatori di Impresa del gruppo Moratti e partecipato a progetti di sviluppo aziendale. Dal 2009 in Crescendo mette a frutto queste esperienze organizzative e strategiche nell’ambito del framework scientifico-culturale messo a punto dall’azienda.

l.martinoli@cse-crescendo.com
luciano.martinoli@gmail.com
http://ettardi.blospot.it
www.cse-crescendo.com
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http://imprenditorialitaumentata.blogspot.it/

 

Arte a Milano: allo Spazio Porpora una mostra/evento di grande portata artistica

Il 24 novembre 2017, siamo stati testimoni di un evento artistico di notevole portata.

da sx: Elena Cecconi, flautista, gli artisti Aldo Gallina e Maria Patrizia Epifania

Il titolo stesso dell’evento, “Nel creato immaginato”, rispecchia lo spessore della pittrice Maria Patrizia Epifania e dello scultore e poeta Aldo Gallina in arte Jona.

Perfetta la presentazione del critico d’arte Alberto Moioli allo Spazio Porpora in via Porpora a Milano dove abbiamo assistito ad un binomio espositivo molto particolare, un misto di magia con esposizione di quadri di Patrizia con sculture e poesie di Jona, il tutto armonizzato con la musica dolcificante della flautista di caratura internazionale e docente al conservatorio di Genova Elena Cecconi.

Vediamo insieme chi sono gli artisti:

Maria Patrizia Epifania, nata a Catanzaro, vive e lavora a Lissone, ha studiato a Siena.

Maria Patrizia Epifania e Giampaolo Santini

Carattere particolarmente creativo, in questa mostra ha messo in evidenza soprattutto l’arte riferita agli angeli, non trascurando un pensiero pittorico contro la violenza delle donne.

Il Sussurro

Aldo Gallina, Jona, nasce in terra cremonese a Soncino. Unisce una particolare arte scultorea, vedi “Il Sussurro”, con la pittura, la musica e la poesia. In questa esposizione ha presentato il libro “Relitti di debole luce”, un libro di poesie, brevi ma incisive. “Il Cancello” forte scultura che emette un segnale importante contro la violenza delle donne, raffigura una donna con una sola gamba, asessuata, chiusa in un recinto di ferro, quasi un cancello.

 

da sx: Giampaolo Santini, l’artista Aldo Gallina in arte Jona, il cantautore Pino d’Isola

Abbiamo conosciuto persone bellissime capaci di emettere messaggi culturali significativi.

Giampaolo Santini

 

 

Pallavolo: Powervolley Milano, vince con Sora, straccia Padova, sempre più su!

9a Giornata Andata Regular Season SuperLega UnipolSai
Vittoria convincente della Revivre su Sora. 3 punti per i meneghini che salgono a quota 12.
Nimir Abdel-Aziz MVP

IL TABELLINO
REVIVRE MILANO – BIOSÌ INDEXA SORA 3-0 (25-21, 25-19, 25-20)
Durata set: 28’, 25’, 27’. Tot: 1 ora, 20 minuti
REVIVRE MILANO: Abdel Aziz 21, Piccinelli (L), Klinkenberg 1, Daldello, Tondo, Schott 10, Perez, Piano 5, Galassi, Averill 7, Fanuli (L), Preti n.e., Cebulj 9. All. Giani
BIOSÌ INDEXA SORA: Marrazzo, Penning 1, Caneschi 5, Fey 1, Lucarelli n.e., Santucci (L) n.e., Nielsen 4, Rosso 3, Mattei 1, Duncan n.e., Seganov 2, Mauti (L), Petkovic 17. All. Barbiero
NOTE: REVIVRE MILANO: 7 muri, 10 ace, 17 errori in battuta, 47% in attacco, 42% (16% perfette) in ricezione. BIOSÌ INDEXA SORA: 4 muri, 0 ace, 16 errori in battuta, 43% in attacco, 35% (14% perfette) in ricezione.

Con una prova convincente la Revivre Milano si aggiudica per 3-0 la sfida della 9a giornata di Andata di Regular Season di SuperLega UnipolSai contro la Biosì Indexa Sora. Piano e compagni concedono poco alla formazione laziale che al PalaYamamay di Busto Arsizio non riescono a cancellare lo 0 nella casella delle vittorie stagionali. E’ il quarto successo invece per la Revivre Milano che sale a 12 punti in classifica e incorona ancora una volta Nimir Abdel-Aziz quale MVP di giornata. Per l’opposto olandese altri 21 punti messi in cascina, 14 in attacco (54% in attacco), 1 muro e ben 6 aces. In doppia cifra per Milano anche un ottimo Ruben Schott, 10 punti, 4 ottenuti in battuta. 100% in attacco per Taylor Averill che completa la serata anche con 2 muri. Per Sora il solo Dusan Petkovic ottiene la sufficienza questa sera con 17 punti (61% in attacco). Coach Giani ha fatto esordire anche il nuovo arrivato Angel Perez, subentrato a Nicola Daldello (perfetto in regia questa sera) a metà del terzo parziale.

MVP: Nimir Abdel-Aziz (Revivre Milano).
Spettatori: 1.639

Andrea Giani (Revivre Milano):
“Stasera dovevamo ottenere i tre punti e lo abbiamo fatto, pur giocando forse una bella partita. Per quanto mi aspetto dal nostro gioco volevo sicuramente di più: abbiamo vinto e va bene, ma bisogna continuare a produrre qualità in allenamento e soprattutto in partita. Oggi abbiamo sprecato tante occasioni di gioco, non riuscendo a mantenere anche vantaggi di 7 punti e facendoci recuperare. A me piace avere uno standard fisso, mantenere anche grandi vantaggi continuando a giocare la nostra pallavolo. Questa sera abbiamo avuto dei vuoti e dovremo lavorare in futuro su questo”.

Mattia Rosso (Biosì Indexa Sora): “Un’altra sconfitta: purtroppo non riusciamo ad entrare nel vivo del campionato quest’anno non riuscendo a vincere. Siamo partiti contratti permettendo a Milano, formata da giocatori eccellenti, di prendere il gioco in mano e avvantaggiarsi immediatamente. Chiaro che per noi entra un po’ di scoramento durante la partita che è difficile recuperare e che puoi solo cancellare vincendo set e partite. Quando arriverà la prima vittoria sono sicuro che ci sbloccheremo ed inizieremo la nostra stagione: dobbiamo diventare più cinici”.

LA PARTITA

LE FORMAZIONI
Revivre Milano:
Daldello-Abdel-Aziz, Piano-Averill, Schott-Cebulj, Piccinelli/Fanuli (L).
Biosì Indexa Sora:
Seganov-Petkovic, Caneschi-Mattei, Nielsen-Fey, Mauti (L).

1° SET
Chiamato subito in causa Averill che firma il primo break della gara (3-1), seguito dal muro di Piano su Mattei (6-3) e l’ace di Nimir (7-3). Con l’ex Nielsen e a muro Seganov, Sora ristabilisce il pari a quota 11 (tempo Giani), trovando il sorpasso sul turno al servizio proficuo di Petkovic (11-12). Milano però riprende le redini del gioco sul turno al servizio di Cebulj e con gli attacchi di Nimir (17-15). Gioca sciolta la Revivre, aumenta il proprio vantaggio e chiude il primo set (25-21)

2° SET.
Partenza a razzo per la Revivre in apertura: doppio ace per uno scatenato Ruben Schott (5-1) e time out chiesto immediatamente da coach Barbiero. La Revivre continua a spingere in battuta: prima Nimir (11-4) poi Cebulj (13-5) mandano Revivre avanti di 8 lunghezze. Sora però si riavvicina sul turno al servizio di Seganov e Giani usa immediatamente i suoi due time out (13-8 e 13-9). Il tecnico di Milano chiede maggiore continuità: il lungolinea di Nimir riporta il +6 e la Revivre con un gioco corale ben orchestrato da Daldello chiude anche il secondo parziale (25-19) con un ace di Schott (il terzo nel set).

3° SET.
Sul turno al servizio di Daldello la Revivre innalza il proprio muro (4-0, tempo Sora e coambio con Marrazzo per Seganov). Milano aumenta il proprio divario con Cebulj e le difese di Piccinelli (16-10). Giani così decide per un doppio cambio: dentro Galassi per Averille e Perez per Daldello. Esordio in SuperLega per il palleggiatore di Porto Rico. Nonostante un tentativo di aggancio di Sora (20-16 con il solito Petkovic), Milano tiene stretto il vantaggio e chiude set e match (25-20).

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10a Giornata Andata Regular Season SuperLega UnipolSai
A Padova è dominio Revivre. 0-3 e altri tre punti in classifica per Milano. MVP Nimir Abdel-Aziz

IL TABELLINO
KIOENE PADOVA – REVIVRE MILANO 0-3 (22-25, 13-25, 13-25)
Durata set: 29’, 23’, 23’. Tot: 1 ore,15 minuti
KIOENE PADOVA: Polo 8, Nelli 6, Peslac n.e., Gozzo n.e., Balaso (L), Cirovic 9, Sperandio, Volpato 1, Premovic 1, Travica 2, Koprivica 3, Randazzo 5. All. Baldovin
REVIVRE MILANO: Abdel Aziz 18, Piccinelli (L), Klinkenberg 6, Daldello 2, Tondo, Schott, Perez, Piano 8, Galassi, Averill 4, Fanuli (L) n.e., Preti, Cebulj 8. All. Giani
NOTE. KIOENE PADOVA 6 muri, 2 ace, 15 errori in battuta, 37% in attacco, 41% (22% perfette) in ricezione. REVIVRE MILANO: 7 muri, 7 ace, 10 errori in battuta, 52% in attacco, 47% (26% perfette) in ricezione.

Seconda vittoria consecutiva, 4 risultato utile consecutivo per la Revivre Milano. Sul campo della Kioene Padova la squadra di Giani domina il match in 1 ora e 15 minuti di gioco battendo i padroni di casa con un netto 0-3 (22-25, 13-25, 13-25). Ci si aspettava una partita differente visto le qualità della Kioene mostrate fino a questo momento in SuperLega (i 16 punti conquistati fino a questo momento ne sono una prova), ma questa sera la Revivre ha spinto sull’acceleratore fin dal primo punto, vincendo in volata il primo ed unico set combattuto della gara (22-15) e lasciando a 13 Padova sia nel secondo che nel terzo parziale. Giani ha chiesto più continuità ai ragazzi e questa sera Piano e compagni hanno mostrato di continuare ad attaccare l’avversario anche nei momenti di grande vantaggio. Nimir Abdel-Aziz vince la sfida contro il pari ruolo Nelli: 18 punti per l’olandese (6 per l’opposto di Padova firmati solo nel 1 set), 13 in attacco (65% di positività) e 5 in battuta. Tutta la Revivre questa sera ha giocato una partita concreta e di attenzione: sempre più in mano alla regia di un preciso Nicola Daldello (2 punti per lui), Milano attacca con un 52% totale in attacco, mura bene (7 totali), batte ottimamente (7 aces) ma soprattutto difende, sporca a muro e contrattacca con grande efficacia. Ottimo lavoro stasera per il capitano Matteo Piano (8 punti, 3 muri ed il 71% in attacco), di Klemen Cebulj (8 punti, 42% in attacco 1 muro e 2 ace), di Piccinelli e Klinkenberg in ricezione (43% di positiva il primo 45% il secondo) e dell’ex Taylor Averill che, anche se chiamato poco in causa in attacco, piazza due muri vincenti e consente più volte rigiocate punto ai suoi compagni.

Ora la Revivre Milano è attesa da due turni importantissimi in casa: domenica 10 dicembre c’è la Calzedonia Verona mentre il 17 dicembre arriverà la BCC Castellana Grotte. Continuare la scalata in classifica è l’obiettivo primario della squadra di Andrea Giani, contro due avversarie che venderanno cara la pelle al PalaYamamay.

Andrea Giani (Revivre Milano): “Sinceramente non mi aspettavo una gara come questa perché so che Padova sa giocare molto bene e fino ad oggi lo ha dimostrato. Della nostra gara devo dire che siamo andati molto bene in battuta e successivamente con il muro e la difesa. Abbiamo fatto bene quello che dovevamo questa sera, mantenendo il focus sul nostro gioco nonostante il divario che avevamo creato nel secondo e terzo set. Questa era una partita importante, e abbiamo dovuto mettere tanta qualità per vincere: dobbiamo farlo anche nel proseguo della stagione se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi”.

LA PARTITA

LE FORMAZIONI
Kioene Padova:
Travica-Nelli, Volpato-Polo, Cirovic-Randazzo, Balaso (L).

Revivre Milano: Daldello-Abdel-Aziz, Piano-Averill, Klinkenberg-Cebulj, Piccinelli (L).

1° SET
L’ex patavino Averill ferma Volpato al centro e regala il primo break della gara (7-9). Piano si fa perdonare dell’errore in attacco (10-10) fermando Cirovic (10-12), segue l’ace di Nimir Abdel-Aziz (10-13, tempo Padova). Altro ace dell’opposto di Milano (10-14), ma Padova torna sotto con un muro di Cirovic e l’out di Cebulj (13-14). Primo tempo sbagliato di Volpato, Milano di nuovo a +3 e tempo per Padova (16-19). Piano continua ad essere presente in centro, sia in attacco che a muro (19-23). Breve black-out di Milano: Nimir vine fermato a muro (21-23), ace di Cirovic (22-23). Piano ferma il recupero patavino (22-24), Randazzo manda out (22-25)
STATISTICHE 1° SET:
Best scorer: PADOVA: Nelli 6, Randazzo 4, Cirovic 4. MILANO: Nimir 6, Piano 5. .
Muri: PADOVA 2. MILANO: 4.
Battute (Ace/Errori): PADOVA: 1/6. MILANO: 3/3 (3 Nimir Abdel-Aziz).
Attacco: PADOVA: 54%. MILANO: 42%.
Ricezione (Positiva(Perfetta)). PADOVA: 41%(23%). MILANO: 56%(25%).

2° SET.
Fuga della Revivre: ottimo lavoro in muro-difesa della squadra di Giani che consente poi i contrattacchi vincenti di Piano (3-7, tempo Baldovin). Ace di Abdel-Aziz (3-8) ed il break di Milano continua con la pipe vincente di Cebulj (4-9), l’out di Randazo (4-10), l’ace di Cebulj (4-12) ed il primo tempo di Piano (4-13, tempo Baldovin). Altro ace di Cebulj (4-14), contrattacco di Nimir (4-15), contrattacco di Cebulj (4-16, tempo Baldovin). Cambi per Giani, con Perez e Galassi che prendono il posto di Daldello e Averill (7-18). Padova rosicchia qualcosa (10-19), ma Milano gestisce il divario ed aumenta sul finale grazie al tapin di Klinkenberg e l’out di Nelli (13-25). 0% in attacco per Nelli nel set.
STATISTICHE 2° SET:
Best scorer: PADOVA: Polo 4. MILANO: Nimir 5, Cebulj 5.
Muri: PADOVA 2. MILANO: 0.
Battute (Ace/Errori): PADOVA: 0/5. MILANO: 3/4.
Attacco: PADOVA: 27%. MILANO: 65%.
Ricezione (Positiva(Perfetta)). PADOVA: 20%(10%). MILANO: 33%(33%).

3° SET.
Tornano Daldello e Averill. Gran difesa di Daldello su Nelli, alzata di Klinkenberg e Nimir ringrazia (2-5). Muro vincente del trio Daldello-Piano-Cebulj su Cirovic e Baldovin ferma il gioco (3-7). Altro muro su Nelli (3-8) che viene sostituito da Premovic. Qualche errore di troppo di Milano dimezza il vantaggio (8-11). Torna però a +5 la Revivre dopo l’errore di Randazzo che poi viene sostituito da Koprivica (8-13). Tempo Baldovin che prova ad interrompere il nuovo allungo meneghino (8-15). Sul 9-18 cambi per Giani con Schott Perez e Galassi in campo. La luce nella metà campo patavina è completamente spenta e la Revivre con agilità gestisce la situazione e chiude set e match con Nimir (13-25).
STATISTICHE 3° SET:
Best scorer: PADOVA: Polo 3, Cirovic 3. MILANO: Nimir 7, Cebulj 3.
Muri: PADOVA 2. MILANO: 3.
Battute (Ace/Errori): PADOVA: 1/4. MILANO: 1/3.
Attacco: PADOVA: 50%. MILANO: 29%.
Ricezione (Positiva(Perfetta)). PADOVA: 59%(32%). MILANO: 44%(22%).

Gabriele Pirruccio
Ufficio Stampa e Social Media Manager
Powervolley Revivre Milano
Cell. 349 2375428
Cell. 3477923273

 

Vette Umane a Milano, scatti d’identità

Una città a cui devo molto e che sto apprezzando sempre di più è Milano.

Milano è sicuramente una città aperta, mi ha dato l’occasione di conoscere nuove persone, ogni volta che ci vado è una scoperta, c’è qualcosa di nuovo.

Un giorno ero a Milano, dopo aver raccolto qualche storia e scatto, mi siedo in piazza Duomo a trascrivere tutto. Mentre mi siedo metto la fotocamera sul treppiede e intanto do uno sguardo nel mirino.

Quel controluce che con le persone che passano plasmano il paesaggio, l’uomo fin dai tempi ha sempre modificato la visione del paesaggio, purtroppo in certi casi anche esagerando.

In questa raccolta ci sono degli scatti tutti con la stessa prospettiva, ma completamente diversi, il paesaggio in questo caso è variato dalle persone in se, le loro teste sono VETTE che cambiano la percezione di orizzonte.

Voglio mettere in risalto un altro aspetto di questa galleria, che è l’UGUAGLIANZA.

In questa serie d’immagini, oltre allo sfondo che non cambia mai, c’è dell’altro che rimane inalterato, L’IDENTITÀ delle persone.

Oggi come oggi si parla molto di differenze sociali, etiche, razziali. Si parla di neofascisti, si parla di immigrazione e di emigrazione, si parla e si trasmette odio attraverso i social, attraverso la televisione, si pensa di essere migliori di altri.

La verità è che siamo tutti uguali, se il mondo fosse come nelle mie fotografie che vi ho presentato, non ci sarebbero differenze, la gente non si accorgerebbe di nulla, saremmo semplicemente delle forme, dei contorni.

Invece no, ci hanno dato i colori, e i colori che non ci piacciono, gli insultiamo, gli lasciamo da parte. Il problema è il modo di vedere lo cose, bisogna aprire la mente e cominciare a farsi delle domande e a cercarsi delle risposte a queste domande.

Le risposte dobbiamo cercarle dentro di noi, con la nostra testa, non su internet o con la testa di altri, siamo noi che decidiamo chi siamo. Forse queste immagini rappresentano il mondo ideale, non lo so, ma dovremmo pensar che come in quel mondo siamo tutti neri, ora siamo tutti colorati, e questa è uguaglianza allo stesso modo.

Dietro ogni immagine, dietro ogni raccolta, c’è un pensiero, c’è un’idea, un fondamento. Scattare per avere foto, non ha senso per me. Bisogna dare significato alle immagini e far si che tutti guardando quell’immagine o quella raccolta abbiano la stessa idea, o meglio lo stesso punto di partenza da cui poi sviluppare una propria idea. Io voglio che le persone guardino ciò che vedo io, come vedo io.

La parola VETTE prende vari significati, partendo da quello letterario, VETTA nel senso la cima di una montagna, che in questo caso sono le teste che definiscono l’orizzonte, poi arrivano i significati simbolici, VETTA  nel senso di obiettivo, l’obiettivo sarebbe arrivare al pensiero di uguaglianza, basta discriminazioni sui migranti, sulle donne, il bullismo, discriminazione omosessuali, sulla religione.

Poi ultimo significato di VETTE sono le vette sociali, la posizione di una persona all’interno della società, il mondo è una VETTA, è fatto di alti e bassi, è giusto puntare in alto, ma delle volte bisognerebbe dare uno sguardo anche alle piccole VETTE della nostra società.

Alessio Di Franco

Alessio Di Franco, nato nel 1999 a Gardone Val Trompia. Fin da piccolo ho sempre avuto una grande passione sia per la cucina, sia per la fotografia. All’età di 15 anni ho cominciato a lavorare come cuoco in una cucina di un ristorante rinomato, dove tutt’ora proseguo la mia attività lavorativa. Con il mio primo stipendio arrivò la mia prima (anzi seconda) macchina fotografica (Reflex Canon 100d). Mi avvicinai al mondo della fotografia insieme ad un mio collega conosciuto sul posto di lavoro. Oltre ad essere appassionato di fotografia, sono anche un appassionato di arte e musica. Per me l’arte è tutto ciò che può esprimere un concetto, tutto ciò che può trasmettere un’emozione.

 

 

 

 

Innovazione si, ma per gli altri?

Avete mai notato che i manager non accettano che si possa innovare nel loro modo di svolgere il loro ruolo?

Tutti impegnati a difendere le loro esperienze, le loro presunte abilità miracolose.

Spaventati della possibilità che una conoscenza a loro sconosciuta sia rilevante, spaventati di doversi reiventare.

E così si sommano le banalità, le finzioni.

Signori è troppa la conoscenza che dimenticate, che volete negare. Non potete pensare che tutto il patrimonio di scienze naturali ed umane non conti nulla. Che se anche non sapete nulla di tutto quello che riguarda l’uomo potete governare con successo gli uomini.

Non potete non ammettere che solo la conoscenza a voi sconosciuta vi permetterebbe di essere protagonisti di un vero sviluppo del nostro sistema economico. Umanamente: vi permetterebbe di essere liberi.

Se la rifiutate, continuerete nella tragica finzione prometeica dell’esperienza e del talento che sta distruggendo le nostre imprese e il nostro sistema economico.

Almeno lasciate stare l’etica perché, se anche di quella ci si deve ammantare, allora, la situazione diventa realmente insopportabile. Accettate, almeno con voi stessi, di essere devoti solo a piccole furbizie per evitare ogni resa dei conti.

Francesco Zanotti
f.zanotti@cse-crescendo.com
francesco.zanotti@gmail.com

Promozione: Assago Calcio vola al 3° posto in classifica!

LA SPEZIA – ASSAGO: 0-1
Marcatori: 24′ Sow(A)

Oggi sul campo in erba sintetica del La Spezia, non abbiamo assistito solo ad una partita di calcio ma abbiamo assistito alla nascita di un gruppo: la compattezza, l’unione, il sacrificio di una squadra che resta in 10 per oltre 80′ (lunghi recuperi compresi) e che nonostante l’uomo in meno non concede praticamente nulla agli avversari è l’evolversi naturale di una formazione che sta crescendo e che crede sempre più nelle proprie capacità e nel suo mister.

La formazione iniziale è la stessa vista contro il Casteggio domenica scorsa, ma dopo un quarto d’ora in cui la partita si mostra equivalente nella voglia di vincerla arriva il calcio di rigore e l’espulsione per Fiorani che di mano blocca il tiro di Catania destinato al sette, sul dischetto va Di Davide che tira centralmente e dopo la prima parata di Burchielli arriva il definitivo salvataggio di Imbimbo.

Col senno di poi valuteremo il gesto di Fiorani che ci lascia in 10, quello che ci dà la scossa e che cambia la nostra storia: da squadra in costruzione a squadra pronta a dire la sua su tutti i campi.

E pochi minuti dopo il rigore fallito dal La Spezia arriva il gol della vittoria, a Milano si dice “el segna semper lu” perchè ancora una volta è Sow a realizzare e oggi lo fa da vero bomber con un’incornata che tocca la parte bassa della traversa ed entra in rete, l’assist è di Finazzi.

E lo stesso Finazzi al 29′ meriterebbe più fortuna sulla magistrale punizione da oltre 30 metri che si infrange sulla traversa.

Per il La Spezia ci prova Varenna al 38′ con un colpo di testa terminato a lato, ma il primo tempo non segnala altro e si va alla ripresa con il cambio obbligato di Lella con Pastori, il capitano ha subito un infortunio alla mano sul finire del primo tempo e deve abbandonare la gara.

L’inizio di ripresa mostra la migliore occasione dei padroni di casa con Catania che ha un buono spunto sulla sinistra ma Burchielli dice no e respinge in corner; per il La Spezia questo è stato solo un fuoco di paglia perchè poi è l’Assago ad avere una grandissima occasione per raddoppiare su una veloce verticalizzazione, Ibra spizza per Finazzi che prova a scavalcare Todesco con un pallonetto, la palla terminerà di poco alta sulla traversa.

Siamo al 50′ e qui stanno i meriti della nostra squadra perchè per oltre mezz’ora chiudono tutti gli spazi, portando a zero i rischi dalle parti di Burchielli e cercando invece di pungere quando se ne ha occasione:

all’81’ Finazzi impegna Todesco con una parata in 2 tempi su punizione calciata dalla sinistra.

Nel finale un sinistro dal limite di Minelli terminato a lato per il La Spezia, e una conclusione di Marino in qualche modo rallentata dal difensore rossoblu per l’Assago: si chiudono così le ostilità e i gialloblu possono festeggiare la quarta vittoria nelle ultime 5 gare.

LA SPEZIA: Todesco, Boriotti, Zilocchi, Palmitessa, Di Davide(30’st Cantatore); Varenna(34’st Castaldo), Catania, De Feudis(21’st Minelli), Pilor(6’st Pardi U.), Melogli, Ricci A disp.: Pardi M., Scano, Adjibi All. Quaranta

ASSAGO: Burchielli, Fiorani, Corbella, Spinelli(24’st Marino), Imbimbo, Lella(1’st Pastori), Olivati, Sandor, Sow(24’st Puggioni), Finazzi, Maragno(34’st Porciello) A disp.: Shima, Loi, Stefanelli All. Abbate

Arbitro: Raineri di Como

Note: giornata soleggiata, terreno in perfette condizioni, spettatori 50 circa Ammoniti Sandor 14, Pardi M 45′ Boriotti 50 Ricci 88 Porciello 89 Olivati 92 Espulso Fiorani al 18′ per fallo di mano Corner 9-3 per La Spezia

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ASSAGO – BASTIDA:2-1
Marcatori: 2´ Sow(A) 12´ Masoero(A) 39´ rig. Bruscaglia(B)

Sesto risultato utile consecutivo, 5 vittorie e 1 pareggio fanno volare l´Assago al terzo posto in solitaria a 2 soli punti dal Ferrera

Erbognone: la vittoria di oggi è stata conquistata con caparbietà e mostrando la consueta corazza difensiva che ha concesso davvero poco agli avversari che colpiscono Burchielli solo dal dischetto.

Alberto Abbate oggi privo del capitano Lella, piazza in difesa la coppia difensiva formata da Corbella e Imbimbo sorretti sulle fasce dall´apporto di Pastori e Olivati oggi schierato basso in sostituzione di Fiorani squalificato; la novità nella formazione è sulla fascia sinistra di centrocampo in cui trova spazio dal primo minuto Riccardo Masoero fresco arrivo in casa gialloblu; gli altri 2 nuovi giocatori Marotto e Mancosu si accomodano in panchina.

Ibra sta diventando un gran lavoratore della squadra di Abbate e da lavoratore sa che deve timbrare il cartellino: oggi lo fa dopo appena 2 minuti di gioco quando Cicagna rinvia malamente proprio addosso a Sow che può cosi portarsi davanti a Ferrari e realizzare il gol del vantaggio.

Risponde subito il Bastida un minuto dopo con il colpo di testa di Gabba deviato in corner da Burchielli con una parata bassa.

L´Assago scopre doti di cinismo ed al 12´ raddoppia con un´azione nata da un recupero a centrocampo, Sandor spinge sulla fascia destra e fa partire un cross raccolto dall´altro lato del campo da Masoero che bagna l´esordio con un diagonale piazzato.

Prova a reagire il Bastida con Falvella che anche da terra tenta la conclusione ma Burchielli risponde con una parata agile a terra.

Al 39´ il rigore concesso agli ospiti viene poi realizzato da Bruscaglia e sarà questo il gol che fisserà il risultato sul definitivo 2-1.

Nel secondo tempo miglioriamo in determinazione e come detto al Bastida resta poco spazio per impensierire la nostra retroguardia, ma anche gli ospiti coprono bene e le sole occasioni per incrementare il vantaggio capitano a Sow con un destro terminato alto e con Sandor che a 4´ dalla fine ne ha ancora per entrare in area e dal fondo metterla tesa con il Bastida a respingere sulla linea di porta.

Vola l´Assago che però nel prossimo turno si ferma per osservare il turno di riposo, appuntamento tra 2 settimane per il big match contro il Ferrera.

ASSAGO: Burchielli, Olivati, Pastori(49´st Ravasi), Spinelli, Imbimbo, Corbella, Masoero(39´st Marino), Sandor, Sow(43´st Puggioni), Finazzi(14´st Mancosu), Maragno A disp.: Shima, Puggioni, Ravasi, Loi, Mancosu, Marotto, Marino All. Abbate

BASTIDA: Ferrari, Torti, Comes(39st Diurno), Adani(42´ Zedda), Canzano, Cigagna, Gabba, Falvella, Pischedda, Bruscaglia(25´st Padovan), Ferrari(15´st Corsi) A disp.: Zucchella, Corsi, Magnè, Sandri, Diurno, Padovan, Zedda All. Della Latta

Arbitro: Evangelista di Treviglio

Note: Giornata soleggiata, terreno in accettabili condizioni, spettatori 100 circa. Ammoniti: Ferrari, Finazzi, Gabba, Sow

Antonio Cucci
Ufficio Stampa GS Assago 1968
www.gsassago1968.com

 

 

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Il peso degli “zombie” sulla ripresa

Le aziende “zombie” sono un ostacolo alla ripresa dell’Europa, afferma il Wall Street Journal. Il fenomeno, esistente in tutto il continente, è particolarmente virulento in Italia, come dimostra il mostruoso ammontare degli NPL. Come fare a risolverlo?

La Banca dei Regolamenti Internazionali, secondo quanto riportato da WSJ, definisce un’azienda “zombie” se ha almeno 10 anni di vita e le sue spese per interessi superano l’EBITDA. Altre organizzazioni usano definizioni diverse ma il concetto è lo stesso: sono aziende che sono tecnicamente morte e vengono mantenute in vita artificialmente da un costo del denaro basso.

Le motivazioni sono diverse, dalla speranza di recuperare il credito a quella di mantenere i posti di lavoro (dunque anche le Pubbliche Amministrazioni contribuiscono al fenomeno), ma è chiaro che “la zombificazione del settore corporate e bancario è un rischio per i nostri futuri standard di vita” come afferma Klaas Knot governatore della banca d’Olanda.

Si calcola che il 10% circa delle aziende in sei paesi dell’eurozona, compresa Francia Spagna e Italia, siano zombi. In particolare in Italia tali aziende occupano il 10% della forza lavoro complessiva e hanno inghiottito quasi il 20% di tutto il capitale investito nel solo 2013.
In alcuni casi le banche continuano ad incassare gli interessi, e alcuni debiti sono anche ripagati, ma è ovvio che la loro decisione di alimentare gli zombi le mette in condizione di avere meno denaro disponibile per le aziende in salute.

Alcuni affermano che questo è un effetto collaterale della politica di tassi bassi della Banca Centrale, che per stimolare l’economia e la crescita ha reso disponibili ingenti risorse a basso costo. E’ certamente plausibile ma mette in luce un altro aspetto ancora più grave: la incapacità di molte banche di essere attori propositivi di sviluppo dell’economia reale, trasformandosi anch’esse in “zombie”.
Alimentare clienti che non potranno pagare i propri servizi significa fornire loro “droga” di sopravvivenza. Ancor più grave se poi i denari prestati a soggetti ripetutamente inadempienti sottraggono risorse alle aziende sane. Scandaloso poi che le conseguenze di tali comportamenti debbano essere sopportati dalla comunità con onerosi esborsi in termini di aumenti di capitali (che non si sa mai se saranno gli ultimi).

Dar da mangiare agli zombie inoltre fa diventare zombie, come dimostrano le crisi bancarie nostrane. L’unico modo per scongiurare la creazione di queste aziende-mostro è capire, e nel caso indirizzare, i loro comportamenti progettati (descritti in un Business Plan), non solo valutare il loro patrimonio (anche uno zombie ha una “consistenza fisica”).
Quando vorranno capirlo le banche, attrezzandosi seriamente in tal senso?
Speriamo che lo facciano prima che la nostra economia si trasformi in una desolata landa popolata da morti viventi degna del più terrificante film horror.

Luciano Martinoli

LucianoMartinoli, laureato in Scienze dell’Informazione ha ricoperto ruoli manageriali in importanti aziende IT internazionali: HP, Cap Gemini, SSA (oggi Infor). Si è poi occupato di start-up e apertura di filiali di aziende multinazionali in Italia: Arinso, Atlantic Sky. Successivamente ha ricoperto ruolo di vertice in Incubatori di Impresa del gruppo Moratti e partecipato a progetti di sviluppo aziendale. Dal 2009 in Crescendo mette a frutto queste esperienze organizzative e strategiche nell’ambito del framework scientifico-culturale messo a punto dall’azienda.

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